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Affitti troppo alti, ospedali in difficoltà: il governo apre il Piano Casa agli infermieri

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 23/06/2026

AttualitàCronache sanitarieGoverno

Non è solo la carenza di personale a mettere in difficoltà gli ospedali italiani. A pesare sempre di più è anche il costo della vita nelle grandi città, dove molti infermieri rinunciano a trasferirsi o decidono di lasciare il posto dopo pochi mesi perché lo stipendio non riesce a coprire le spese per l'alloggio.

Il problema è particolarmente evidente nel Nord Italia, dove aziende sanitarie e ospedali fanno i conti con organici insufficienti e crescenti difficoltà nel reclutamento di nuovi professionisti. Vincere un concorso pubblico non sempre rappresenta una soluzione: per molti giovani infermieri trasferirsi in città come Milano o Bologna significa destinare una parte consistente del proprio reddito all'affitto di una stanza o di un piccolo appartamento.

Una situazione che rischia di aggravarsi nei prossimi anni. La pubblica amministrazione italiana è infatti caratterizzata da un'età media elevata e il settore sanitario dovrà affrontare un importante ricambio generazionale. Mentre aumentano i pensionamenti, le strutture sanitarie sono chiamate ad attrarre nuove risorse in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

Per rispondere a questa emergenza, il governo ha deciso di ampliare la platea dei beneficiari del Piano Casa, includendo anche i lavoratori pubblici. La novità riguarda da vicino infermieri, medici e operatori sanitari che, se costretti a lavorare lontano dalla propria residenza, potranno accedere agli alloggi a canone calmierato previsti dal programma nazionale.

Il piano prevede la messa a disposizione di circa 100 mila abitazioni nell'arco dei prossimi dieci anni attraverso il recupero di edifici pubblici degradati e nuovi interventi di edilizia sociale. Una misura che punta a ridurre il peso degli affitti e a favorire la permanenza dei professionisti nelle aree dove la domanda di personale sanitario è più elevata.

Negli ultimi anni numerose aziende sanitarie hanno segnalato difficoltà nel coprire i posti vacanti, soprattutto nei reparti ospedalieri e nei servizi territoriali. In molti casi i concorsi vanno deserti o registrano un numero insufficiente di candidati. Alla base del fenomeno non ci sono soltanto le condizioni di lavoro e la carenza di personale, ma anche il divario tra retribuzioni e costo della vita nelle grandi aree urbane.

L'accesso ad abitazioni a prezzi sostenibili potrebbe rappresentare un incentivo concreto per i giovani infermieri chiamati a scegliere dove costruire il proprio percorso professionale. Per il Servizio sanitario nazionale, la posta in gioco è elevata: garantire la presenza di personale qualificato significa assicurare continuità assistenziale, ridurre i tempi di attesa e mantenere elevati gli standard di cura.

Il provvedimento è ora all'esame definitivo del Parlamento e rientra in un Piano Casa che mobilita investimenti per circa 10 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Per il mondo della sanità, però, la sfida non riguarda soltanto la disponibilità di nuovi alloggi. Resta aperto il tema delle retribuzioni infermieristiche e dell'attrattività della professione infermieristica, sempre più strategica per il futuro del sistema sanitario italiano.

La possibilità di accedere a case a canone calmierato rappresenta comunque un primo tentativo di affrontare uno dei problemi più concreti segnalati dagli operatori: trovare un lavoro è possibile, trovare una casa a prezzi accessibili molto meno.