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San Bartolomeo nel forno estivo, NurSind: ''Reparti fino a 40 gradi, servono interventi urgenti''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 05/07/2026

LiguriaNurSind dal territorio

Climatizzazione in tilt, rumori continui e pazienti costretti ad affrontare temperature proibitive. Il NurSind Liguria denuncia le criticità dell'Ospedale San Bartolomeo di Sarzana e chiede risposte immediate ad Ats Liguria 5.


di Giuseppe Provinzano

"Di fronte all'ennesima estate segnata da ondate di calore estremo, tornano a emergere con forza le fragilità strutturali di molte realtà ospedaliere italiane. A Sarzana, il tema non riguarda soltanto il comfort ambientale, ma investe direttamente la qualità dell'assistenza, la sicurezza dei lavoratori e la tutela dei pazienti più fragili. A portare sotto i riflettori la situazione è il NurSind, che denuncia condizioni ormai ritenute non più sostenibili all'interno dell'ospedale San Bartolomeo".


SARZANA, 05/07/2026 - Il caldo eccezionale di queste settimane riporta al centro del dibattito le condizioni ambientali nelle strutture sanitarie. Al presidio ospedaliero San Bartolomeo di Sarzana, secondo il NurSind, la situazione avrebbe ormai raggiunto livelli di particolare criticità, con impianti di climatizzazione malfunzionanti, reparti surriscaldati e disagi che coinvolgerebbero quotidianamente operatori e degenti.

L'organizzazione sindacale infermieristica punta il dito soprattutto sul reparto di Pneumologia, dove ai problemi legati alle alte temperature si aggiungerebbe una persistente rumorosità degli impianti di condizionamento, tale da compromettere il benessere di chi lavora e di chi è ricoverato.

"Per attenuare il rumore sarebbe necessario spegnere gli impianti, ma questo significherebbe esporre personale e pazienti a temperature estremamente elevate, incompatibili con il benessere psicofisico e con il regolare svolgimento delle attività assistenziali", denuncia Assunta Chiocca, segretaria territoriale del NurSind.

Secondo quanto riferito dal sindacato, le criticità non sarebbero circoscritte a Pneumologia. Situazioni analoghe interesserebbero infatti anche la Cardiologia, con problemi segnalati nell'infermeria, nel Day Hospital e in diverse stanze di degenza.

Un elemento che desta particolare preoccupazione riguarda la conservazione dei farmaci, custoditi in ambienti che, stando alle denunce del NurSind, sarebbero esposti a temperature ben superiori agli standard raccomandati.

"Se alla manutenzione e all'organizzazione dell'ospedale fosse stata dedicata la stessa attenzione oggi riservata ad altre questioni gestionali, probabilmente non saremmo costretti a denunciare ancora reparti con temperature che sfiorano i 40 gradi e che nelle ore serali restano stabilmente oltre i 30", sottolinea Chiocca.

Il quadro delineato dal sindacato coinvolgerebbe anche le aree dedicate all'attività chirurgica. Le sale d'attesa del blocco operatorio, dove i pazienti sostano prima degli interventi, raggiungerebbero temperature particolarmente elevate, con conseguenti episodi di malessere e condizioni giudicate incompatibili con un ambiente sanitario moderno.

"Le persone accusano disagi evidenti e, nonostante ciò, non è stato previsto neppure un servizio di distribuzione dell'acqua, una misura semplice ma essenziale in un periodo caratterizzato da temperature eccezionali", evidenzia il NurSind.

Tra le realtà maggiormente in sofferenza viene indicata anche la Multispecialistica chirurgica, chiamata quotidianamente a gestire un numero crescente di pazienti provenienti da altri reparti, tra cui Pneumologia, Geriatria e Cardiologia, in un contesto già segnato dalla carenza di personale.

"Gli infermieri continuano a garantire assistenza grazie a professionalità e spirito di sacrificio, ma non si può pretendere che siano sempre gli operatori a colmare le carenze organizzative. Un ospedale che soffoca nel caldo non può essere considerato efficiente", afferma ancora la segretaria territoriale del NurSind.

Il sindacato ha formalmente richiesto ad Ats Liguria 5 una verifica tecnica immediata degli impianti di climatizzazione, il monitoraggio delle condizioni microclimatiche nei reparti interessati e l'esecuzione di rilievi fonometrici per valutare l'impatto della rumorosità prodotta dai sistemi di raffrescamento.

"In assenza di riscontri concreti e tempestivi, il NurSind è pronto ad attivare tutte le iniziative consentite dall'ordinamento per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini", conclude Chiocca.

Per il sindacato, la vicenda del San Bartolomeo rappresenta l'ennesimo segnale di un sistema che necessita di investimenti strutturali e manutentivi costanti, affinché le emergenze climatiche non si trasformino in un ulteriore fattore di rischio per la qualità delle cure.