Work-life balance, oltre un infermiere su due fatica a conciliare lavoro e vita privata
Il benessere lavorativo resta una delle principali criticità della professione infermieristica. Secondo il sondaggio condotto dal Centro Studi Nursind, il 55,3% degli infermieri si dichiara insoddisfatto del proprio equilibrio tra attività professionale e vita privata, mentre il 44,7% esprime un giudizio positivo.
L'equilibrio tra lavoro e vita privata continua a rappresentare una delle sfide più complesse per gli infermieri italiani. È quanto emerge dal sondaggio sul benessere lavorativo realizzato dal Centro Studi Nursind, che fotografa una categoria chiamata quotidianamente a confrontarsi con turni impegnativi, carichi di lavoro elevati e crescenti responsabilità assistenziali.
Alla domanda "Quanto sei soddisfatto dell'equilibrio tra la tua vita professionale e quella privata (work-life balance)?", i risultati evidenziano un diffuso malessere: il 55,3% degli intervistati afferma di non riuscire a trovare un equilibrio soddisfacente tra gli impegni lavorativi e la sfera personale, mentre il 44,7% dichiara di essere soddisfatto della propria condizione.
Il dato mette in luce una realtà che interessa oltre un infermiere su due. La difficoltà nel conciliare turni, reperibilità, lavoro notturno e impegni familiari continua infatti a incidere in modo significativo sulla qualità della vita, limitando il tempo da dedicare alla famiglia, al riposo e alle attività personali.
La rilevazione del Centro Studi Nursind conferma come il tema del work-life balance sia strettamente legato al benessere organizzativo e alla qualità dell'assistenza. Un equilibrio precario tra vita professionale e privata può infatti favorire l'insorgenza di stress cronico, affaticamento psicofisico e burnout, condizioni che rischiano di compromettere non solo la salute degli operatori, ma anche l'efficienza dei servizi sanitari.
I risultati del sondaggio evidenziano quindi l'urgenza di interventi organizzativi capaci di migliorare la conciliazione tra lavoro e vita privata. Una programmazione più sostenibile dei turni, un adeguato dimensionamento degli organici, maggiore flessibilità organizzativa e investimenti nelle politiche di welfare aziendale rappresentano alcune delle leve attraverso cui restituire qualità della vita agli infermieri e rafforzare la capacità del Servizio sanitario di trattenere e valorizzare i propri professionisti.
L'indagine del Centro Studi Nursind conferma, in definitiva, che il benessere degli infermieri non può più essere considerato un tema secondario. Garantire un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata significa investire sulla salute degli operatori, sulla qualità dell'assistenza e sulla sostenibilità futura del sistema sanitario.
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