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Pronto Soccorso al collasso a La Spezia e Sarzana. NurSind: ''Così non si regge fino al 2028''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 05/08/2026

LiguriaNurSind dal territorio

Quasi cento pazienti contemporaneamente nei due Pronto Soccorso. Chiocca (NurSind): "Infermieri e medici esausti, servono interventi strutturali subito"


di Giuseppe Provinzano

"Non è più soltanto una questione di carenza di personale. Quando un Pronto Soccorso diventa il punto nel quale confluiscono anche le difficoltà dei reparti e del territorio, persino un organico teoricamente adeguato rischia di non bastare. È l'allarme lanciato dal NurSind La Spezia, che fotografa una situazione ormai cronicizzata nei Pronto Soccorso del Sant'Andrea della Spezia e del San Bartolomeo di Sarzana: pazienti in attesa, sale sature, operatori sotto pressione e un sistema che, secondo il sindacato, non può pensare di resistere in queste condizioni fino all'apertura del nuovo Felettino".


"NurSind: il Pronto Soccorso non può diventare una trincea"

LA SPEZIA, 04/08/2026 - Pronto Soccorso sotto pressione a La Spezia e Sarzana, con infermieri, medici e operatori sociosanitari chiamati a sostenere carichi assistenziali sempre più pesanti. A rilanciare l'allarme è il NurSind La Spezia, che parla di una situazione «esplosiva» e ormai difficilmente sostenibile tanto per i professionisti quanto per i cittadini che si rivolgono ai due presidi.

La fotografia riportata dal sindacato, sulla base dei dati della piattaforma istituzionale della Regione Liguria relativi al 3 agosto, rende evidente la dimensione del problema.

Al Sant'Andrea della Spezia risultavano 50 pazienti complessivamente in gestione: 36 già in cura, tra i quali 4 codici rossi e 11 arancioni, e altre 14 persone in attesa.

Non andava meglio al San Bartolomeo di Sarzana, dove i pazienti complessivamente presenti erano 47. Ben 29 risultavano in attesa della prima visita, mentre 18 erano già presi in carico all'interno del Pronto Soccorso.

Numeri che, secondo il NurSind, non rappresentano un episodio isolato legato esclusivamente al picco estivo, ma la manifestazione di una difficoltà diventata ormai strutturale.

"La situazione dei Pronto Soccorso del Sant'Andrea e del San Bartolomeo è diventata insostenibile. Il peso di un sistema che non riesce più ad assorbire la domanda assistenziale ricade quotidianamente su infermieri, medici e operatori sociosanitari, costretti a ritmi di lavoro serratissimi",

denuncia la segretaria territoriale NurSind La Spezia, Assunta Chiocca.

L'ondata di caldo aggrava ulteriormente un quadro già difficile. Sale d'attesa affollate, permanenze prolungate e difficoltà nel garantire condizioni ambientali adeguate finiscono per aumentare il disagio dei pazienti e, contemporaneamente, la pressione sui professionisti.

Il problema non finisce dentro il Pronto Soccorso

Per il NurSind, tuttavia, sarebbe riduttivo ricondurre tutto esclusivamente alla dotazione di personale dei servizi di emergenza.

Il nodo riguarda anche ciò che accade a monte e a valle del Pronto Soccorso: disponibilità dei posti letto, capacità dei reparti di accogliere rapidamente i pazienti che necessitano di ricovero e presenza di una rete territoriale capace di intercettare una parte della domanda sanitaria prima che raggiunga l'ospedale.

Quando i posti letto scarseggiano, infatti, il paziente rimane più a lungo in Pronto Soccorso e gli spazi destinati all'emergenza finiscono per trasformarsi, di fatto, in aree di permanenza prolungata.

"Anche ipotizzando un organico completo, le strutture attuali faticano ad assorbire l'impatto di un bacino provinciale che continua a riversarsi sui Pronto Soccorso. Gli infermieri lavorano per ore sotto pressione, mentre i medici devono gestire situazioni cliniche complesse in un contesto di emergenza praticamente permanente",

sottolinea il NurSind.

È proprio questo meccanismo, secondo il sindacato, a generare l'effetto imbuto: pazienti già valutati che non riescono a essere trasferiti rapidamente nei reparti, nuovi accessi che continuano ad arrivare e personale costretto a gestire contemporaneamente emergenza, attesa e permanenze prolungate.

"Come possiamo arrivare fino al 2028?"

Sul futuro pesa poi l'attesa per il nuovo ospedale del Felettino. Per il NurSind, pensare che l'attuale sistema possa semplicemente continuare a reggere nelle medesime condizioni per altri due anni sarebbe irrealistico.

"Infermieri e medici sono esausti già oggi. Pensare di arrivare fino al 2028 senza interventi strutturali immediati è pura utopia. La domanda è semplice: come si pensa di garantire per altri due anni la sicurezza dei professionisti e un'assistenza dignitosa ai cittadini?",

incalza Assunta Chiocca.

Il sindacato chiede quindi che l'attesa della nuova struttura non diventi un alibi per rinviare le soluzioni. Servono interventi immediati sulla disponibilità dei posti letto e sulla rete territoriale, in grado di alleggerire concretamente il carico che oggi grava sui due Pronto Soccorso.

Perché il nuovo Felettino potrà rappresentare una risposta per il futuro, ma l'emergenza denunciata dal NurSind riguarda il presente. E sono infermieri, medici, operatori e pazienti a pagarne ogni giorno il prezzo.