Iscriviti alla newsletter

Salerno, contratto decentrato al Ruggi. NurSind: ''Salvate buste paga e contrattazione''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 10/08/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Il disavanzo di oltre 28 milioni sarà recuperato fino al 2040. Tomasco (NurSind): "Una conquista importante, ora vigileremo sul rispetto degli impegni"


di Giuseppe Provinzano

Un debito accumulato negli anni, il rischio di una pesante stretta sulle risorse destinate ai lavoratori e, adesso, un accordo che prova a mettere in sicurezza la contrattazione aziendale. All’AOU “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno arriva la firma sul nuovo contratto decentrato, con un piano di recupero del disavanzo distribuito su quindici anni. Il NurSind Salerno esprime soddisfazione per l’intesa, che evita una restituzione accelerata delle somme e apre la strada alla definizione di diverse questioni economiche e professionali rimaste sul tavolo.


"NurSind: salvaguardate buste paga e diritti"

SALERNO. 10/08/2026 - Dopo anni complessi sul fronte della contrattazione integrativa, all’Azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno arriva un passaggio particolarmente atteso dal personale: è stato sottoscritto il nuovo contratto decentrato aziendale.

L’accordo arriva al termine della ricostruzione tecnica della spesa sostenuta nel periodo compreso tra il 2016 e il 2025. Dalle verifiche sarebbe emerso un disavanzo superiore ai 28 milioni di euro, una cifra che rischiava di condizionare pesantemente per diversi anni le risorse disponibili e, di conseguenza, la stessa possibilità di portare avanti la contrattazione aziendale.

Il nodo principale riguardava proprio le modalità di recupero delle somme. L’ipotesi di un rientro concentrato nell’arco di sette anni avrebbe significato, secondo quanto evidenziato dal sindacato, sottrarre circa quattro milioni di euro ogni anno, con conseguenze rilevanti sui fondi e sugli istituti economici destinati ai dipendenti.

La soluzione raggiunta al tavolo prevede invece una dilazione decisamente più lunga: circa 1,8 milioni di euro l’anno dal 2026 al 2040. Un meccanismo che consente di distribuire l’impatto economico nel tempo e, soprattutto, di mantenere margini per la contrattazione e per gli interventi destinati al personale.

Per il NurSind Salerno si tratta di un risultato particolarmente significativo, ottenuto attraverso il confronto con la Direzione generale e le rappresentanze dei lavoratori.

"L’intesa raggiunta dimostra che quando c’è ascolto reciproco si possono ottenere risultati storici",

dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del NurSind Salerno.

"Accettare un rientro in sette anni avrebbe distrutto la contrattazione e penalizzato gli stipendi; la scelta di spalmare il debito ha salvaguardato le buste paga e vincolato l’Azienda a impegni precisi su carriera, stabilizzazioni e indennità per chi lavora nei servizi d’emergenza".

Il nuovo assetto dovrebbe infatti consentire di affrontare alcune delle partite maggiormente sentite dai lavoratori del Ruggi. Tra queste figurano i riconoscimenti legati alla professionalità, le indennità destinate al personale del Pronto soccorso, le procedure di stabilizzazione del personale precario, gli incarichi di funzione e i percorsi di crescita professionale e mobilità.

Il NurSind riconosce inoltre il ruolo svolto dalla Direzione generale nella ricerca di una soluzione capace di contemperare la necessità di recuperare il disavanzo con quella di evitare che l’intero peso dell’operazione ricadesse, in un arco temporale troppo ristretto, sulle risorse dei dipendenti.

"Questo contratto decentrato è una conquista di fondamentale importanza, ma rappresenta un punto di partenza", sottolinea Tomasco.

"Vigileremo sul rispetto di ogni singola scadenza affinché le tutele e i diritti concordati arrivino presto nelle tasche e nelle carriere dei lavoratori".

L’attenzione del sindacato si sposta quindi adesso sull’attuazione concreta dell’accordo. Perché la firma, pur rappresentando un passaggio decisivo, dovrà tradursi nei provvedimenti previsti e nei relativi benefici per il personale.

Un primo banco di prova arriverà già alla fine di settembre, quando è previsto il primo momento di verifica sull’applicazione degli impegni assunti.