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Dialisi Castellamonte ko, pazienti fino a 40 km da casa. NurSind: ''Serve una risposta urgente''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 01/09/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Centro fermo dal 28 agosto dopo un problema all’impianto di osmosi. Summa e De Feo (NurSind) chiedono chiarimenti all’ASL TO4: "Infermieri e OSS hanno evitato il blocco del servizio"


di Giuseppe Provinzano

"Quando una terapia salvavita diventa anche un viaggio forzato, il problema non riguarda più soltanto l’organizzazione di un reparto. La chiusura della Dialisi di Castellamonte sta mettendo sotto pressione una rete già fragile, costringendo pazienti cronici a spostamenti ripetuti verso altri centri e il personale a una riorganizzazione straordinaria. Il NurSind Torino chiede ora all’ASL TO4 tempi certi, trasparenza sulle cause dello stop e soprattutto garanzie sulla riapertura in sicurezza".


NurSind: "L’emergenza non può diventare normalità"

CASTELLAMONTE (TORINO), 01/09/2026 – Un centro dialisi fermo, pazienti costretti a spostarsi anche a 40 chilometri da casa e una rete territoriale chiamata, ancora una volta, a reggere l’urto attraverso la disponibilità del personale sanitario. È la situazione denunciata dal NurSind Torino dopo lo stop dell’attività dialitica all’ospedale di Castellamonte.

Il problema sarebbe emerso venerdì 28 agosto, quando un guasto all’impianto di osmosi, essenziale per il trattamento e la purificazione dell’acqua utilizzata durante la dialisi, ha determinato la sospensione delle sedute. Sulla natura esatta dell’anomalia, tuttavia, il sindacato afferma di non avere ancora ricevuto comunicazioni ufficiali.

"Sembra si tratti di una contaminazione, ma a noi non è stato ancora comunicato nulla di ufficiale",

denunciano Giuseppe Summa, segretario territoriale NurSind Torino, e Antonio De Feo, dirigente NurSind dell’ASL TO4.

Con Castellamonte fuori servizio, è scattata una complessa riorganizzazione delle sedute. I pazienti sono stati indirizzati verso Caluso, Ciriè e Ivrea, con inevitabili conseguenze per persone che convivono con una patologia cronica e che devono sottoporsi a trattamenti di circa quattro ore, generalmente più volte durante la settimana.

La criticità, inoltre, si inserisce in un quadro già delicato. Il centro dialisi di Ivrea è interessato da mesi da lavori di ristrutturazione e più di quaranta pazienti dell’Eporediese erano già stati trasferiti verso Castellamonte, affrontando ripetutamente il tragitto per sottoporsi alla terapia. A Ivrea restano alcuni posti destinati alla gestione delle situazioni più complesse.

Con lo stop improvviso di Castellamonte, quindi, è venuto meno proprio uno dei punti che stava assorbendo parte dell’attività precedentemente garantita da Ivrea. Il risultato è stato un ulteriore carico sulla rete dialitica dell’ASL TO4.

Secondo il NurSind, durante la giornata di domenica è stato necessario ricorrere alla disponibilità straordinaria del personale per evitare che l’emergenza si riversasse interamente sull'attività del giorno successivo.

"Vogliamo dirlo chiaramente: grazie agli infermieri e agli OSS che ci hanno messo una pezza e hanno garantito le dialisi nonostante tutto",

sottolineano Summa e De Feo, evidenziando come turni straordinari e sedute aggiuntive abbiano consentito di mantenere in piedi il servizio.

Ma proprio il ricorso alla disponibilità degli operatori, secondo il sindacato, non può trasformarsi nella risposta strutturale a un problema che richiede invece un rapido intervento tecnico e organizzativo.

Il NurSind Torino punta quindi l’attenzione anche su quanto sarebbe avvenuto nel fine settimana e chiede all’Azienda sanitaria di chiarire quali interventi siano stati messi in campo per risolvere il problema all'impianto e quali siano, soprattutto, i tempi previsti per il ritorno alla normale attività del centro di Castellamonte.

"Così non si può andare avanti. Non si possono sballottare pazienti a 40 chilometri da casa senza dire quando riaprirà il loro centro",

attacca il NurSind, ricordando che si tratta di persone sottoposte a una terapia salvavita non rinviabile e che ogni spostamento comporta ulteriori disagi anche per le famiglie.

La segreteria sindacale ha quindi chiesto formalmente chiarimenti alla Direzione dell’ASL TO4, sollecitando informazioni sulle cause dello stop, sugli interventi effettuati e sulle condizioni necessarie per consentire la riapertura in piena sicurezza.

"Restiamo in attesa di una risposta urgente da parte della Direzione aziendale", concludono Summa e De Feo.

Nel frattempo la rete continua a reggere attraverso la redistribuzione delle sedute e l’impegno degli operatori. Ma per il NurSind l’emergenza non può diventare normalità: servono risposte rapide, soprattutto per pazienti che non possono scegliere di rimandare la propria terapia.