Nuoro, diciotto ore in barella a 96 anni. NurSind: ''Al San Francesco caos totale''
Organici ridotti all’osso e attese fino a quattro ore anche per i codici azzurri. Il NurSind chiede più infermieri e OSS e interviene sulle criticità della Geriatria.
di Giuseppe Provinzano
Diciotto ore su una barella, a 96 anni, in attesa del ricovero dopo essere arrivata in Pronto Soccorso con una frattura del femore. È l'episodio che riaccende i riflettori sulle difficoltà dell'ospedale San Francesco di Nuoro e, più in generale, sulla tenuta dell'assistenza nel territorio. A denunciare una situazione ormai estremamente complessa è il NurSind, che punta il dito sulla carenza di personale e sulle ricadute che questa produce tanto sui pazienti quanto sui professionisti chiamati ogni giorno a garantire l'assistenza.
NurSind accende i riflettori sul San Francesco
NUORO, 11/07/2026 - Il caso di una donna di 96 anni rimasta per 18 ore su una barella prima di poter essere ricoverata riporta al centro dell'attenzione le condizioni del Pronto Soccorso dell'ospedale San Francesco di Nuoro. Un episodio emblematico di una pressione che, secondo le testimonianze raccolte, non rappresenterebbe una circostanza isolata, ma si inserirebbe in un quadro di difficoltà che si trascina da tempo.
A raccontare quanto accaduto è il figlio dell'anziana, dipendente dell'Asl 3 di Nuoro. La madre era arrivata in ospedale con una frattura del femore e avrebbe dovuto attendere 18 ore prima di ottenere un posto letto e il ricovero.
Dietro le lunghe attese emerge soprattutto un problema organizzativo e di organici. Il personale continua a garantire l'assistenza in condizioni difficili, ma la pressione degli accessi e la scarsità di professionisti rischiano di mettere in crisi la capacità del sistema di rispondere tempestivamente ai bisogni dei pazienti.
A descrivere senza mezzi termini la situazione è Mauro Pintore, infermiere del San Francesco e segretario del NurSind.
«Al Pronto Soccorso il caos è totale: ogni giorno ci sono 130 persone in attesa. Il personale medico e infermieristico, ridotto all'osso, non riesce a fronteggiare questi numeri», afferma Pintore.
Secondo quanto denunciato dal rappresentante NurSind, anche pazienti per i quali è prevista una presa in carico in tempi contenuti arriverebbero a subire attese molto più lunghe: nel caso dei codici azzurri si parla anche di quattro ore.
Il problema, tuttavia, non si esaurisce all'interno del Pronto Soccorso. Il NurSind di Nuoro ha acceso i riflettori anche sulla situazione della Geriatria, portando le criticità direttamente all'attenzione delle istituzioni regionali.
Attraverso una lettera inviata anche alla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, il sindacato ha avanzato richieste precise per evitare che il sovraccarico assistenziale diventi strutturale.
Il NurSind chiede che i ricoveri siano ricondotti ai posti letto effettivamente autorizzati, che venga posto fine all'utilizzo di ambienti non idonei per la degenza e, soprattutto, che si proceda con urgenza al potenziamento dell'organico infermieristico e degli OSS.
Una presa di posizione che sposta quindi l'attenzione dal singolo episodio alle cause strutturali. Per il sindacato non basta affrontare l'emergenza quando il sistema raggiunge il limite: occorre intervenire sulle dotazioni organiche e sulle condizioni nelle quali i professionisti sono costretti a lavorare.
Le difficoltà denunciate al San Francesco si inseriscono, infatti, in un contesto territoriale già segnato dalla carenza di professionisti. Nel quadro descritto emergono problemi anche in altri reparti e nei servizi territoriali, con la difficoltà di reperire medici che finisce inevitabilmente per aumentare la pressione sull'ospedale e, in particolare, sulla porta dell'emergenza.
Il punto resta quello della sicurezza dell'assistenza. Quando organici insufficienti incontrano un elevato numero di accessi, le conseguenze ricadono sui tempi di presa in carico, sui pazienti più fragili e sugli stessi operatori sanitari.
Il caso della 96enne diventa così il simbolo di una situazione che il NurSind chiede di affrontare attraverso interventi concreti e non più rinviabili. Perché un Pronto Soccorso costantemente sotto pressione non può essere considerato una condizione ordinaria e il sovraccarico dei professionisti non può trasformarsi nello strumento con cui compensare, giorno dopo giorno, le carenze del sistema.
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