118 Salerno, NurSind: ''Stop alla frammentazione, gestione Asl e assunzioni subito''
Tomasco (NurSind) chiede una regia pubblica e unitaria dell’emergenza territoriale: "Servono personale stabile, programmazione e mezzi adeguati"
di Giuseppe Provinzano
La rete dell’emergenza territoriale non può vivere di soluzioni temporanee, proroghe e interventi organizzativi rincorsi all’ultimo momento. A Salerno il NurSind rilancia la necessità di ripensare alla radice il modello del 118 provinciale, puntando sul ritorno a una gestione pubblica e unitaria, su assunzioni strutturali e su una programmazione capace di anticipare i picchi della domanda assistenziale.
NurSind: “Il 118 non può vivere di proroghe”
SALERNO, 11/09/2026 - Un servizio essenziale che deve essere programmato, rafforzato e soprattutto sottratto alla precarietà organizzativa. È questa la linea tracciata dal NurSind Salerno sul futuro della rete 118 della provincia, un sistema chiamato a garantire risposte tempestive su un territorio estremamente vasto ed eterogeneo, nel quale alle criticità ordinarie si aggiungono i fortissimi incrementi della popolazione durante i periodi di maggiore afflusso turistico.
Dalle aree interne alla fascia costiera, fino al Cilento, la tenuta dell'emergenza territoriale deve fare i conti con distanze importanti, necessità assistenziali differenti e una domanda di soccorso che in determinati periodi dell'anno cresce sensibilmente.
Secondo il NurSind, a rendere ancora più complesso il quadro è un modello caratterizzato da frammentazione gestionale e amministrativa, affidamenti con scadenze differenti, proroghe e potenziamenti stagionali che rischiano di essere programmati quando l'aumento della domanda è ormai alle porte.
Per il sindacato occorre quindi cambiare prospettiva: non più interventi emergenziali per tamponare le criticità, ma una strategia stabile che riporti progressivamente il servizio sotto una regia pubblica omogenea.
«Non si tratta di mettere in discussione il valore del lavoro svolto quotidianamente dalle associazioni e dagli operatori sul campo, ma di rilevare che un servizio fondamentale come il 118 non può essere governato sulla base di continue proroghe e incertezze amministrative»,
afferma Biagio Tomasco, segretario Territoriale del NurSind Salerno.
Il punto, dunque, non è il contributo garantito in questi anni dagli operatori impegnati nel sistema, bensì il modello complessivo attraverso il quale viene organizzato un servizio strategico della sanità territoriale. Per Tomasco, l'emergenza-urgenza necessita di una struttura capace di assicurare continuità, uniformità e capacità di programmazione sull'intera provincia.
«Occorre una regia pubblica e unitaria che assicuri la presenza stabile di personale, mezzi adeguatamente equipaggiati e una programmazione rigorosa dei rinforzi stagionali prima che le località turistiche vengano prese d'assalto», sottolinea Tomasco.
La proposta avanzata dal NurSind Salerno punta, in una prima fase, alla gestione diretta del servizio da parte dell'Asl, garantendo una transizione che non determini contraccolpi sulla continuità dell'assistenza. L'obiettivo successivo indicato dal sindacato è quello di arrivare a una struttura regionale unica per l'emergenza sanitaria, capace di superare le differenze organizzative territoriali.
Al centro della vertenza c'è inevitabilmente anche il personale. Senza professionisti in numero sufficiente, infatti, qualsiasi revisione organizzativa rischia di rimanere incompleta. Da qui la richiesta di procedere con assunzioni stabili di medici, infermieri e autisti soccorritori, trasformando progressivamente le risorse oggi impiegate per sostenere il sistema delle convenzioni in un investimento strutturale sul servizio pubblico.
«Bisogna programmare con largo anticipo le esigenze della stagione estiva e avviare senza indugio un piano di assunzioni stabili per medici, infermieri e autisti soccorritori», ribadisce il segretario territorale del NurSind Salerno.
Per il sindacato, quindi, il nodo non può essere affrontato soltanto quando l'aumento delle richieste di soccorso mette sotto pressione la rete. La programmazione deve partire prima, individuando fabbisogni, personale, mezzi e postazioni necessari a garantire una risposta uniforme anche nei territori maggiormente interessati dai flussi turistici.
«La tutela della salute e l'efficienza della rete tempo-dipendente impongono di trasformare le risorse oggi allocate per le convenzioni esterne in un investimento strutturale per la sanità pubblica», conclude Tomasco.
La richiesta del NurSind è dunque quella di aprire una nuova fase per il 118 salernitano: meno frammentazione, più programmazione e soprattutto personale assunto stabilmente, affinché l'emergenza territoriale non sia costretta ogni anno a rincorrere le criticità, ma possa affrontarle attraverso un'organizzazione pubblica strutturata e programmata.
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