Atto aziendale Asl Salerno, NurSind: ''Più funzioni, ma senza personale restano sulla carta''
Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede un confronto immediato: criticità su ospedali, territorio, 118 e dialisi
di Giuseppe Provinzano
"L’Atto aziendale ridisegna la sanità salernitana e assegna nuove responsabilità a ospedali e territorio. Ma tra una funzione prevista e un servizio realmente operativo c’è una distanza che si misura in personale, posti letto, tecnologie, risorse e tempi di attivazione. È proprio su questo terreno che il NurSind Salerno accende i riflettori, chiedendo che alla nuova architettura organizzativa corrisponda un piano concreto capace di renderla sostenibile".
NurSind Salerno: "Nuovi servizi, ma chi garantirà l’assistenza?"
SALERNO, 20/09/2026 - La nuova organizzazione dell’Asl Salerno finisce sotto la lente del NurSind Salerno. Il sindacato delle professioni infermieristiche mette in discussione non tanto la necessità di riorganizzare la rete sanitaria, quanto la possibilità di trasformare quanto previsto nell’Atto aziendale in servizi realmente funzionanti.
Il nodo centrale è quello delle risorse. Il documento attribuisce nuove funzioni e responsabilità a diversi presidi della provincia, ma per il NurSind resta da capire con quali organici, quali dotazioni e soprattutto secondo quali tempi queste previsioni potranno diventare operative.
Nocera Inferiore, Battipaglia-Eboli-Roccadaspide, Polla, Sapri e Vallo della Lucania assumono ruoli più articolati all’interno della rete. Scafati, Sarno e Pagani vengono invece inseriti in una configurazione differente. Una ridefinizione che, secondo il sindacato, non può essere valutata soltanto sulla base dell’organigramma, perché la vera prova sarà rappresentata dalla capacità di garantire assistenza nei reparti e nei servizi.
A intervenire è Biagio Tomasco, segretario territoriale del NurSind Salerno, che richiama l’attenzione sulla distanza tra programmazione e condizioni operative.
"Ci troviamo davanti a un riassetto che rischia di rimanere sulla carta se alle nuove responsabilità non seguiranno investimenti e personale. Strutture fondamentali della provincia continuano già oggi a confrontarsi con importanti carenze di organico", afferma Tomasco.
"Non possiamo attribuire ulteriori funzioni agli ospedali senza chiarire con quali professionisti e con quali risorse dovranno essere garantite".
Tra le osservazioni avanzate dal sindacato emergono anche alcune incongruenze relative alla distribuzione dei posti letto. Il NurSind chiede che i numeri riportati nel documento vengano verificati e corretti laddove necessario, affinché la programmazione parta da un quadro coerente con l’effettiva organizzazione dei presidi.
Ma la partita non riguarda soltanto gli ospedali. Una parte importante del nuovo assetto passa infatti dalla sanità territoriale e dall’attuazione del DM 77, con Case e Ospedali di Comunità, Centrali operative territoriali, assistenza domiciliare e Infermieri di Famiglia e Comunità.
Per il NurSind il modello può funzionare soltanto se accompagnato da un piano straordinario di reclutamento. Ampliare l’offerta territoriale utilizzando gli stessi professionisti già impegnati nelle strutture esistenti rischierebbe, secondo il sindacato, di spostare la carenza da un servizio all’altro senza aumentare realmente la capacità assistenziale.
"Il territorio non può crescere sottraendo personale agli ospedali o agli altri servizi già in sofferenza", continua Tomasco.
"Servono assunzioni dedicate e una programmazione che dica chiaramente quanti infermieri saranno necessari, dove verranno impiegati e con quali tempi".
Un altro capitolo delicato riguarda il 118. La centralizzazione della Centrale operativa a Salerno viene osservata con attenzione dal NurSind, che chiede garanzie specifiche per la copertura dell’area sud della provincia, insieme a una definizione chiara di mezzi, equipaggi, postazioni e percorso di internalizzazione.
Particolare attenzione viene riservata anche a Vallo della Lucania. Il sindacato segnala l’assenza, nel nuovo quadro organizzativo, della Nefrologia con Emodialisi, servizio che riveste un ruolo rilevante per un territorio molto esteso.
"Su Vallo della Lucania occorre fare chiarezza", sottolinea Tomasco.
"Un servizio come la dialisi non può scomparire dalla programmazione senza una spiegazione puntuale. Parliamo di pazienti che necessitano di trattamenti continuativi e che non possono essere costretti a percorrere decine di chilometri per ricevere assistenza".
Il tema si intreccia con quello più generale del rapporto tra sanità pubblica e privato accreditato. Per il NurSind, l’integrazione con il privato può concorrere alla risposta assistenziale, ma non dovrebbe trasformarsi nello strumento attraverso il quale compensare stabilmente servizi pubblici non attivati o depotenziati.
Da qui la richiesta di un confronto immediato con la Direzione strategica dell’Asl Salerno, affinché alle previsioni dell’Atto aziendale vengano associati fabbisogni di personale, coperture finanziarie, tecnologie, dotazioni e cronoprogrammi verificabili.
"Un Atto aziendale deve essere credibile, trasparente e soprattutto realizzabile", conclude il segretario generale del NurSind Salerno.
"La comunità salernitana ha bisogno di servizi realmente operativi, non di strutture e funzioni destinate a esistere soltanto nei documenti. Per questo chiediamo un confronto nel merito e impegni verificabili".
Per il NurSind, dunque, la questione non è fermare la riorganizzazione, ma fare in modo che il nuovo disegno dell’Asl possa poggiare su fondamenta concrete. Perché un nuovo modello sanitario senza professionisti sufficienti rischia di cambiare l’organizzazione sulla carta senza cambiare l’assistenza quotidiana.
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