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Rossano, violenza in Pronto Soccorso. NurSind: ''Servono misure immediate, basta rischi''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 24/09/2026

CalabriaNurSind dal territorio

Guardia giurata ferita, arredi danneggiati e personale sotto pressione. Capalbo (NurSind): "La sicurezza non può più aspettare"


di Giuseppe Provinzano

"Un Pronto Soccorso dovrebbe rappresentare il luogo nel quale trovare assistenza e protezione nei momenti di maggiore fragilità. Quando, invece, diventa teatro di aggressioni, minacce e devastazioni, il problema non riguarda più soltanto chi vi lavora, ma investe direttamente la tenuta e la sicurezza dell’intero sistema sanitario.

Quanto accaduto all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano riporta così al centro una questione che da tempo accompagna il lavoro degli operatori dell’emergenza-urgenza: come garantire concretamente la sicurezza di infermieri, medici, OSS, pazienti e personale addetto alla vigilanza?

A chiedere risposte immediate è il NurSind Cosenza, che attraverso Nicodemo Capalbo, Segretario Aziendale NurSind Cariati-Co-Ro-San Giovanni in Fiore, sollecita l’ASP di Cosenza e le autorità competenti ad adottare interventi concreti, andando oltre le dichiarazioni di solidarietà che inevitabilmente seguono ogni nuovo episodio".


Violenza al Pronto Soccorso di Rossano, il NurSind alza la voce

ROSSANO, 24/09/2026 - L’episodio risale allo scorso 17 settembre e si è verificato all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano.

Una situazione di violenza che, secondo quanto denunciato dal NurSind Cosenza, è degenerata nel danneggiamento degli arredi, nelle ingiurie rivolte al personale sanitario e nel ferimento della guardia giurata presente in servizio.

Un episodio grave che riapre ancora una volta il tema della vulnerabilità degli operatori impegnati nelle aree dell’emergenza, dove la gestione quotidiana di situazioni complesse può trasformarsi improvvisamente in un rischio per l’incolumità di chi lavora e degli stessi utenti presenti.

Il sindacato esprime piena solidarietà alla guardia giurata rimasta ferita e a tutti gli operatori che hanno vissuto quei momenti, ma chiede che alla vicinanza seguano provvedimenti organizzativi concreti.

"Gli ospedali non possono trasformarsi in luoghi nei quali chi lavora per assistere i cittadini debba mettere in conto anche il rischio di essere aggredito. Quanto accaduto a Rossano impone risposte immediate e interventi capaci di garantire condizioni di sicurezza reali", afferma Nicodemo Capalbo, Segretario Aziendale NurSind Cariati-Co-Ro-San Giovanni in Fiore.

Il nodo della sicurezza nelle aree dell’emergenza

Per il NurSind, quanto avvenuto non può essere archiviato come un fatto isolato senza interrogarsi sulle condizioni nelle quali il personale sanitario è chiamato quotidianamente a operare.

La pressione nei Pronto Soccorso, le carenze di organico e i turni particolarmente gravosi costituiscono già un carico significativo per gli operatori. Quando a queste criticità si aggiunge un sistema di protezione ritenuto insufficiente, il rischio è che infermieri, medici e OSS si trovino esposti anche alle conseguenze di comportamenti violenti.

Particolare attenzione viene posta sull’area del triage, considerata dal sindacato uno dei punti più delicati per la possibile insorgenza di tensioni e conflitti.

"Non possiamo aspettare il prossimo episodio per tornare a parlare di sicurezza. Il personale deve poter svolgere il proprio lavoro sapendo di essere realmente tutelato. Servono controlli efficaci agli ingressi e una presenza costante della vigilanza nelle aree maggiormente esposte, a partire dal triage", continua Capalbo.

Il NurSind Cosenza chiede quindi all’ASP di intervenire sul sistema complessivo di prevenzione. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento e la continuità dei controlli agli ingressi e nelle sale d’attesa, una postazione di sicurezza nelle immediate vicinanze del triage e protocolli più stringenti per la prevenzione e la gestione del rischio di aggressione.

La richiesta coinvolge direttamente anche il Risk Management, con l’obiettivo di predisporre procedure capaci di proteggere contemporaneamente operatori e pazienti, soprattutto quelli più fragili.

Capalbo: "Serve un presidio di Polizia H24"

Tra le richieste avanzate dal sindacato assume particolare rilievo anche quella relativa alla presenza delle forze dell’ordine nelle strutture ospedaliere considerate maggiormente esposte.

Il NurSind sollecita infatti il ripristino e il potenziamento dei posti di Polizia nei presidi ospedalieri di frontiera, chiedendo che la presenza sia operativa nell’arco delle 24 ore.

"La sicurezza non può essere affidata alla fortuna o alla capacità del singolo operatore di gestire situazioni che possono degenerare in pochi istanti. Chiediamo un presidio di Polizia operativo H24 e un sistema di prevenzione strutturato. Sono misure che servono a tutelare chi lavora, ma anche i cittadini che si trovano in ospedale per ricevere assistenza", sottolinea Capalbo.

La posizione del sindacato è dunque quella di intervenire prima che si verifichino nuovi episodi, trasformando la sicurezza da risposta emergenziale a elemento stabile dell’organizzazione sanitaria.

NurSind: "Non resteremo a guardare"

La Segreteria NurSind Cosenza ha chiesto un riscontro formale e immediato alla Direzione aziendale dell’ASP di Cosenza e alle autorità competenti, mettendo al centro la necessità di assicurare standard minimi ed effettivi di protezione all’interno delle strutture sanitarie.

Il sindacato annuncia inoltre di essere pronto ad assumere ulteriori iniziative di tutela qualora alle richieste avanzate non seguano interventi concreti.

"Esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla guardia giurata ferita e agli operatori presenti durante l’aggressione. Ma la solidarietà, da sola, non basta più. Se non saranno garantite condizioni di sicurezza concrete, il NurSind è pronto ad attivare ogni ulteriore azione di tutela necessaria", conclude Nicodemo Capalbo.

Il caso di Rossano riporta quindi al centro una questione che non può essere affrontata soltanto all’indomani delle aggressioni. La protezione di chi lavora nei Pronto Soccorso deve diventare parte integrante dell’organizzazione dell’emergenza-urgenza, perché garantire la sicurezza degli operatori significa tutelare anche la continuità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti.