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Ospedale San Luca, scatta lo stato di agitazione: NurSind denuncia carenze e turni insostenibili

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 19/10/2026

CampaniaNurSind dal territorio

 

Dall'Ortopedia alla Rianimazione, passando per il blocco operatorio e la Pediatria: il sindacato denuncia carenze di organico, turni insostenibili e criticità organizzative. Tomasco: «Basta soluzioni tampone, servono risposte concrete». Chiesto un confronto urgente con l'Asl Salerno.


di Giuseppe Provinzano

"Un ospedale non può reggersi all'infinito sulla disponibilità dei suoi professionisti, né trasformare lo straordinario in una soluzione permanente alle carenze di personale. Quando la gestione quotidiana dell'assistenza dipende da continui spostamenti di operatori, turni difficili da sostenere e interventi organizzativi dell'ultimo momento, il problema non riguarda più soltanto le condizioni di lavoro. Riguarda la capacità stessa del sistema sanitario di garantire cure sicure e continuative.

È su questo terreno che si apre una nuova vertenza sindacale all'ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Il NurSind Salerno rompe gli indugi e proclama lo stato di agitazione, chiedendo all'Azienda sanitaria risposte immediate su organici, organizzazione dei reparti e tutela dei professionisti".


San Luca, la protesta degli operatori diventa vertenza sindacale

SALERNO, 19/10/2026 - La tensione all'interno dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania sfocia ufficialmente nello stato di agitazione del personale, proclamato dal NurSind Salerno al termine dell'assemblea dei lavoratori tenutasi martedì 13 ottobre.

Una decisione che porta all'attenzione dell'Asl Salerno una serie di problematiche che, secondo l'organizzazione sindacale, stanno compromettendo la sostenibilità dell'attività assistenziale e aggravando le condizioni di lavoro di infermieri e altri professionisti sanitari.

Il sindacato ha formalmente richiesto l'attivazione urgente delle procedure di raffreddamento e conciliazione, passaggio previsto nell'ambito delle controversie collettive, con l'obiettivo di ottenere un confronto risolutivo con i vertici aziendali.

Al centro della vertenza non c'è una singola criticità, ma un quadro organizzativo che coinvolge numerose unità operative e che, secondo il NurSind, richiede interventi strutturali non più rinviabili.

Tomasco (NurSind): «Non si possono gestire carenze strutturali con continue emergenze»

A delineare la posizione dell'organizzazione sindacale è Biagio Tomasco, segretario generale del NurSind Salerno, che richiama l'attenzione sulla necessità di superare una gestione del personale fondata su provvedimenti temporanei.

«Non è più accettabile affrontare carenze strutturali con straordinari, spostamenti continui di personale e soluzioni emergenziali. Servono interventi concreti per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicurezza ai pazienti».

Parole che sintetizzano una questione centrale: la carenza di personale non può essere compensata indefinitamente attraverso il sacrificio degli operatori già in servizio.

L'utilizzo ripetuto dello straordinario e la mobilità interna per fronteggiare le necessità dei reparti possono rappresentare strumenti eccezionali, ma rischiano di diventare un ulteriore elemento di pressione quando sostituiscono una programmazione stabile delle risorse umane.

Per il NurSind, dunque, la vertenza del San Luca non può essere affrontata attraverso interventi isolati, ma necessita di una revisione complessiva dell'organizzazione assistenziale.

Ortopedia, Neurochirurgia e blocco operatorio: le criticità sotto osservazione

La mappa delle problematiche segnalate dal sindacato attraversa diversi settori strategici del presidio ospedaliero.

Particolare attenzione viene rivolta all'Ortopedia, dove vengono denunciate dotazioni di personale insufficienti rispetto alle esigenze assistenziali.

Ulteriori difficoltà riguardano l'organizzazione delle attività tra Neurochirurgia, Oculistica e Otorinolaringoiatria, ambiti nei quali il NurSind ritiene necessario verificare la distribuzione degli operatori e le modalità di gestione dei servizi.

Nel quadro delle segnalazioni rientrano anche il blocco operatorio e la Pediatria, oltre alla gestione delle urgenze e dei pazienti ricoverati in barella.

Si tratta di aspetti che incidono direttamente sulla quotidianità dei reparti e che richiedono, secondo l'organizzazione sindacale, una valutazione puntuale del rapporto tra carichi assistenziali, personale disponibile e attività effettivamente garantite.

La questione non riguarda soltanto il numero degli operatori, ma anche la loro distribuzione, la continuità assistenziale e la capacità di rispondere alle necessità cliniche senza ricorrere sistematicamente a soluzioni improvvisate.

Cirillo (NurSind): «Lo straordinario non può sostituire una corretta programmazione»

Sul versante dell'organizzazione del lavoro interviene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del NurSind Salerno, che individua nella gestione degli organici e nella tutela dei tempi di riposo due questioni fondamentali.

«Chiediamo una verifica degli organici, il rispetto dei riposi e dell'orario di lavoro, nonché chiarezza sulle indennità e sulle procedure organizzative. Il ricorso sistematico allo straordinario non può sostituire una programmazione adeguata del personale».

La posizione del sindacato richiama un principio essenziale: la continuità dell'assistenza deve essere garantita attraverso dotazioni adeguate e un'organizzazione sostenibile, non facendo affidamento sulla disponibilità permanente dei lavoratori.

Il rispetto dei riposi, la corretta articolazione dei turni e la trasparenza nell'applicazione delle indennità rappresentano, per il NurSind, condizioni indispensabili per ristabilire un equilibrio tra esigenze del servizio e diritti del personale.

Rianimazione, emergenze e sterilizzazione: il nodo della sicurezza

La vertenza si estende anche ad alcune attività particolarmente delicate sotto il profilo della sicurezza assistenziale.

Tra le questioni sollevate figurano l'organizzazione della presenza medica durante le ore notturne e festive, l'impiego del personale della Rianimazione per l'ambulanza di tipo A e la gestione dei percorsi di decontaminazione e sterilizzazione dello strumentario chirurgico.

Su questi aspetti il NurSind sollecita verifiche urgenti, ritenendo necessario chiarire le modalità organizzative adottate e la loro compatibilità con le esigenze dei servizi coinvolti.

L'utilizzo di professionisti appartenenti a unità operative ad alta intensità assistenziale per attività esterne al reparto, in particolare, pone il tema della continuità delle risorse disponibili e della programmazione delle coperture.

Allo stesso modo, l'organizzazione dei percorsi di trattamento dello strumentario chirurgico richiede procedure definite, responsabilità chiare e un'attenta valutazione delle condizioni operative.

Per il sindacato, la sicurezza delle cure deve rappresentare il punto di partenza di ogni scelta organizzativa, non una variabile da adattare alle disponibilità contingenti di personale.

Aspromonte (NurSind): «Il San Luca è fondamentale per il Cilento»

La protesta assume anche una dimensione territoriale. Il presidio di Vallo della Lucania rappresenta infatti un riferimento sanitario importante per il Cilento, un'area nella quale la capacità di risposta dei servizi ospedalieri riveste un ruolo essenziale.

A sottolinearlo è Giovanni Aspromonte, coordinatore dell'Asl Salerno per il NurSind provinciale, che chiede alla Direzione aziendale di assumere impegni concreti e verificabili.

«Il San Luca di Vallo della Lucania è un presidio fondamentale per il Cilento e deve poter rispondere alle reali esigenze del territorio. Chiediamo un confronto immediato con l'Azienda, un piano straordinario per il personale e impegni precisi, con tempi certi di attuazione».

La richiesta va oltre la gestione delle singole emergenze e punta alla definizione di una strategia capace di assicurare stabilità organizzativa.

Per il NurSind, rafforzare il San Luca significa anche tutelare il diritto alla salute della popolazione, evitando che le difficoltà interne ai reparti possano ripercuotersi sulla capacità del presidio di garantire i servizi necessari.

Cinque giorni per rispondere: il NurSind attende l'Asl Salerno

Lo stato di agitazione apre adesso una fase decisiva del confronto sindacale.

Il NurSind Salerno ha richiesto un riscontro scritto entro cinque giorni lavorativi, sollecitando l'avvio di un'interlocuzione concreta sulle problematiche denunciate.

L'organizzazione chiede che il confronto produca risultati verificabili, a partire dalla ricognizione delle dotazioni organiche e dall'individuazione degli interventi necessari per migliorare le condizioni operative dei reparti.

In assenza di risposte adeguate, il sindacato si riserva di valutare ulteriori iniziative di mobilitazione, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente.

La vertenza del San Luca mette così al centro una questione che attraversa numerose realtà ospedaliere: il rischio che le carenze di personale, quando diventano strutturali, vengano assorbite dall'organizzazione quotidiana fino a essere considerate una condizione ordinaria.

Ma è proprio questa normalizzazione dell'emergenza che il NurSind intende contrastare.

Perché un ospedale non può funzionare stabilmente come se fosse sempre in emergenza. E la sicurezza dei pazienti non può dipendere dalla capacità degli operatori di compensare, turno dopo turno, le carenze del sistema.