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Sanità, 5 miliardi in più nella manovra 2027: fondi agli ospedali e voucher da 300 euro agli anziani

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 29/10/2026

AttualitàGovernoParlamento

 

Il Consiglio dei ministri approva il disegno di legge di Bilancio da circa 26 miliardi. Il finanziamento sanitario raggiungerà 146,3 miliardi nel 2027. Risorse vincolate alle retribuzioni dei medici di pronto soccorso, contributi per le spese sanitarie degli over 75 e investimenti energetici negli ospedali. Resta da chiarire quanto sarà destinato al personale infermieristico.

Cinque miliardi di euro aggiuntivi per la salute, un Fondo sanitario nazionale che raggiungerà i 146,3 miliardi nel 2027 e un voucher da 300 euro per sostenere le spese sanitarie degli anziani. Sono le principali misure annunciate dal Governo per il settore sanitario nella nuova legge di Bilancio, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e ora attesa all'esame del Parlamento.

La manovra, dal valore complessivo di circa 26 miliardi di euro, è stata illustrata nel corso della conferenza stampa alla quale hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo. Tra le priorità indicate dall'Esecutivo figurano il sostegno alle famiglie, la riduzione della pressione fiscale, il lavoro, le imprese e il rafforzamento del sistema sanitario. Per la sanità, tuttavia, sarà necessario distinguere le risorse destinate direttamente al finanziamento dei servizi da quelle rivolte ai cittadini attraverso contributi economici per le prestazioni non coperte dal Servizio sanitario nazionale.

Fondo sanitario a 146,3 miliardi: risorse anche per i medici di pronto soccorso

La misura economicamente più rilevante riguarda l'incremento di 3,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale, che secondo quanto annunciato dal Governo porterà il finanziamento complessivo a 146,3 miliardi nel 2027. Si tratta di risorse destinate a sostenere il funzionamento del Servizio sanitario nazionale, in un contesto caratterizzato dall'aumento dei costi dell'assistenza, dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente domanda di prestazioni sanitarie.

Una parte dei finanziamenti aggiuntivi sarà vincolata al rafforzamento delle retribuzioni dei medici che operano nei pronto soccorso, una scelta che punta a intervenire su uno dei settori maggiormente esposti alle difficoltà di reclutamento e alla pressione assistenziale. Nella documentazione relativa alla conferenza stampa non viene tuttavia indicato l'importo esatto destinato a questa misura, né vengono precisate le modalità con cui le risorse saranno distribuite.

Per il personale infermieristico, invece, non emergono al momento stanziamenti specifici per incrementi retributivi o nuove assunzioni. È un elemento significativo, considerando che le difficoltà dei pronto soccorso non riguardano soltanto la disponibilità di medici, ma coinvolgono anche gli infermieri, chiamati a garantire la continuità dell'assistenza in condizioni organizzative spesso complesse.

L'aumento del Fondo sanitario rappresenta quindi un intervento importante sul piano finanziario, ma non consente ancora di stabilire quante risorse saranno effettivamente destinate al rafforzamento degli organici, alla riduzione dei carichi di lavoro o alla valorizzazione economica delle professioni sanitarie. Per comprenderne l'impatto concreto sarà necessario esaminare il testo della manovra e la successiva ripartizione dei finanziamenti.

Voucher sanitario da 300 euro per gli over 75

La seconda misura annunciata riguarda l'introduzione di un voucher sanitario da 300 euro, destinato alle persone con più di 75 anni che percepiscono una pensione non superiore a 28.000 euro annui. Il contributo potrà essere utilizzato per sostenere spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale, comprese visite specialistiche, farmaci e altre prestazioni mediche.

Secondo le stime illustrate dalla presidente del Consiglio, la misura dovrebbe interessare circa 5,5 milioni di persone, con uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro. L'obiettivo dichiarato è alleggerire il peso economico delle cure per la popolazione anziana, particolarmente esposta alla necessità di prestazioni sanitarie continuative e a costi che possono incidere sensibilmente sul reddito disponibile.

Il voucher introduce però anche un tema di politica sanitaria. Il contributo è destinato a sostenere prestazioni che non trovano copertura nel servizio pubblico e, pur rappresentando un aiuto economico per i beneficiari, non coincide con un investimento diretto nell'ampliamento dell'offerta sanitaria pubblica. Per valutarne l'efficacia sarà quindi importante conoscere le modalità di accesso, le spese effettivamente ammesse e gli eventuali meccanismi di erogazione e rimborso, aspetti che non risultano ancora dettagliati nella documentazione della conferenza stampa.

La distinzione è rilevante anche per comprendere la cifra complessiva annunciata dal Governo: i circa 5 miliardi aggiuntivi destinati alla salute derivano dalla somma dei 3,4 miliardi di incremento del Fondo sanitario e degli 1,6 miliardi stanziati per il voucher agli anziani. Non si tratta, dunque, di cinque miliardi interamente destinati al finanziamento delle strutture e dei servizi del Servizio sanitario nazionale.

Ospedali, nuovi investimenti per ridurre i consumi energetici

Un ulteriore intervento riguarda l'efficientamento energetico degli ospedali, che sarà finanziato attraverso una quota delle risorse disponibili nell'ambito della National Escape Clause per l'energia. Il Governo intende utilizzare questo strumento per sostenere interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici pubblici, comprendendo anche università e strutture ospedaliere.

Durante la conferenza stampa, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che le risorse non saranno limitate alla climatizzazione delle scuole, ma riguarderanno un insieme più ampio di investimenti, tra cui quelli destinati agli ospedali. L'avvio dei bandi è previsto nel 2027, mentre l'erogazione dei finanziamenti dovrebbe cominciare dal 2028.

Per le aziende sanitarie, interventi di questo tipo potrebbero contribuire a contenere i costi energetici e migliorare l'efficienza delle strutture, liberando nel tempo risorse da destinare ad altre esigenze organizzative. Il documento, tuttavia, non quantifica lo stanziamento specificamente riservato agli ospedali, né individua le strutture che potranno beneficiarne.

Le altre misure: fisco, contratti e sostegno ai lavoratori

Accanto agli interventi direttamente sanitari, la manovra contiene alcune disposizioni di carattere generale che potrebbero interessare anche i professionisti del settore. Tra queste figura la proroga della tassazione agevolata al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, misura richiamata dal Governo tra quelle già introdotte nella precedente legge di Bilancio e confermate per il 2027.

È inoltre annunciato l'innalzamento da 50.000 a 55.000 euro della soglia del secondo scaglione IRPEF, al quale si applica l'aliquota del 33%, con un beneficio fiscale massimo stimato in circa 500 euro annui. Per i lavoratori autonomi, il Governo ha prospettato l'aumento da 85.000 a 100.000 euro della soglia di accesso al regime forfettario, precisando che per il regime di esenzione IVA sarà necessaria un'autorizzazione europea.

Sono misure che potranno avere effetti anche sul reddito disponibile dei lavoratori della sanità, ma la loro applicazione concreta dipenderà dai requisiti e dalle disposizioni contenute nel testo legislativo. In particolare, l'annuncio relativo alla tassazione degli aumenti contrattuali non permette, da solo, di affermare che l'agevolazione si applicherà indistintamente a tutti i dipendenti pubblici del comparto Sanità.

Più risorse alla salute, ma resta aperta la questione del personale

L'approvazione del disegno di legge di Bilancio segna l'avvio dell'iter parlamentare di una manovra nella quale la sanità occupa uno spazio finanziario rilevante. L'incremento del Fondo sanitario nazionale, il sostegno alle spese mediche degli anziani e gli investimenti per l'efficienza energetica degli ospedali costituiscono i principali interventi annunciati dal Governo, ma non esauriscono le questioni che interessano il funzionamento quotidiano dei servizi.

Per gli infermieri e per le altre professioni sanitarie, il punto centrale rimane la destinazione effettiva delle risorse aggiuntive. L'aumento del finanziamento nazionale potrà contribuire al rafforzamento del sistema soltanto nella misura in cui sarà accompagnato da scelte capaci di incidere sull'organizzazione dell'assistenza, sulla disponibilità di personale e sulle condizioni di lavoro.

Al momento, dalla conferenza stampa emerge una previsione esplicita di rafforzamento retributivo per i medici di pronto soccorso, mentre non sono state illustrate misure altrettanto specifiche per gli infermieri, né un piano di assunzioni collegato alle nuove risorse. Questo non significa che tali interventi siano necessariamente esclusi dal disegno di legge, ma che non risultano documentati nel materiale esaminato.

La manovra 2027 è stata approvata dal Consiglio dei ministri, ma non è ancora legge. Il passaggio parlamentare sarà decisivo per conoscere il contenuto definitivo delle disposizioni e verificare se, accanto all'incremento delle risorse finanziarie, troveranno spazio interventi mirati a sostenere chi ogni giorno garantisce l'assistenza negli ospedali e nei servizi territoriali.