Iscriviti alla newsletter

Premio di produttività negato: NurSind e sindacati contro l’ASP di Reggio Calabria

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 03/04/2025

CalabriaNurSind dal territorio

 

Reggio Calabria – I sindacati tornano all’attacco dell’ASP di Reggio Calabria. In una nota congiunta, NurSind, CISL FP, Nursing Up e il Coordinatore RSU denunciano l’ennesimo strappo nei rapporti con il Management aziendale, accusato di aver ignorato impegni presi con i lavoratori e di agire in modo unilaterale, senza rispetto per le relazioni sindacali.

Al centro della protesta, il mancato riconoscimento del premio di produttività per l’anno 2022. Nonostante le rassicurazioni ricevute, i sindacati denunciano che a marzo 2025 sarebbe dovuto arrivare un pagamento atteso da anni, poi improvvisamente negato con motivazioni di carattere burocratico e senza alcuna comunicazione preventiva. La firma definitiva dell’accordo è datata 19 marzo, ma solo il 24 dello stesso mese l’ASP ha informato direttamente i dipendenti del blocco, eludendo completamente il confronto sindacale.

“Si è scelta la strada dell’arroganza e dell’indifferenza”, accusano le sigle, evidenziando una crescente frattura tra i rappresentanti dei lavoratori e l’Azienda Sanitaria. La gestione, secondo quanto riportato, avrebbe perso un’occasione importante per ricostruire un clima di fiducia. “Il sindacato continua a fare da parafulmine – si legge nella nota – mentre i dipendenti sfiduciati si rivolgono sempre più spesso alle vie legali per ottenere ciò che spetta loro di diritto”.

Oltre al nodo produttività, restano irrisolti altri punti critici. Tra questi, l’annosa questione dei buoni pasto, riconosciuti solo in parte e non secondo quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, e la mappatura per gli incarichi del comparto, promessa ma mai realizzata. A ciò si aggiunge il mancato accordo sulla produttività 2018-2021 e l’assenza di un contratto integrativo aziendale da oltre tre anni.

NurSind e le altre sigle firmatarie parlano apertamente di “crisi della rappresentanza” e chiedono trasparenza, rispetto istituzionale e un cambio di rotta immediato. “Non si può più procrastinare – concludono –. Il lavoro va riconosciuto e retribuito con serietà. I lavoratori non sono numeri da gestire né ostacoli da aggirare”.

La situazione resta tesa, e il clima all’interno dell’ASP appare sempre più compromesso. I sindacati promettono battaglia.