Dialisi di Ivrea, NurSind incalza la Regione: servono certezze, non rinvii
Il sindacato scrive all’assessore Riboldi e chiede un incontro alla Direzione ASL TO4 sul trasferimento
"La sanità pubblica vive di scelte concrete, non di annunci. Quando mancano date, risorse certe e trasparenza, a pagarne il prezzo sono i pazienti e chi lavora ogni giorno nei reparti. È in questo spazio, tra responsabilità istituzionale e tutela dei diritti, che il NurSind continua a esercitare il proprio ruolo, senza arretrare".
Ivrea, 28/02/2026. Dopo l’attenzione accesa nelle scorse settimane da Infermieristicamente con l’articolo “Dialisi di Ivrea: pazienti trasferiti, lavori fermi, il NurSind chiede certezze immediate”, la vicenda della Dialisi dell’Ospedale di Ivrea torna al centro del dibattito sanitario piemontese. Questa volta con un’azione formale e mirata del NurSind Torino, che chiede risposte chiare alla Regione e alla Direzione aziendale.
Il sindacato delle professioni infermieristiche segue da anni la situazione della Dialisi di Ivrea, segnalando le gravi criticità strutturali dell’attuale reparto. Criticità che hanno reso inevitabile il trasferimento temporaneo dei pazienti presso la struttura di Castellamonte, in attesa di lavori di ristrutturazione ormai non più rinviabili.
Una scelta che il NurSind non contesta sul piano della necessità, ma che solleva forti perplessità in assenza di finanziamenti certi e di un cronoprogramma definito. Per questo motivo il sindacato ha scritto all’Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, chiedendo garanzie puntuali sull’avvio dei lavori.
A intervenire è Giuseppe Summa, Segretario territoriale del NurSind Torino, che richiama la necessità di passare dalle intenzioni agli atti concreti.
«Siamo consapevoli che i lavori non siano più procrastinabili per motivi di sicurezza, ma ciò che oggi preoccupa è l’assenza di una data certa di inizio del cantiere», commenta Giuseppe Summa, sottolineando come l’incertezza rischi di prolungarsi nel tempo.
Il Segretario del NurSind Torino mette in guardia da un rischio preciso: che una soluzione temporanea possa trasformarsi in una condizione stabile di fatto.
«Non vorremmo che, in attesa di un nuovo ospedale ancora lontano, qualcuno pensi di lasciare il servizio a Castellamonte fino all’inaugurazione del nuovo presidio», afferma Summa, chiedendo chiarezza sulle reali intenzioni istituzionali.
Parallelamente all’interlocuzione con l’Assessorato, il NurSind ha chiesto un incontro urgente anche al Direttore Generale dell’ASL TO4, Luigi Vercellino, dal momento che l’ultimo aggiornamento ufficiale sul trasferimento risale all’ottobre 2025.
«Abbiamo chiesto un confronto diretto alla Direzione aziendale perché vogliamo certezze e risposte anche dall’ASL, non solo dalla Regione», prosegue Giuseppe Summa, evidenziando la necessità di verificare ogni fase del trasloco.
L’attenzione del sindacato non riguarda esclusivamente gli aspetti strutturali, ma anche le ricadute organizzative e assistenziali. In particolare, il NurSind segnala disagi riferiti dagli stessi pazienti, ai quali sarebbero stati modificati i giorni delle sedute dialitiche.
«Siamo venuti a conoscenza di disagi che coinvolgono direttamente i pazienti. Parliamo di persone fragili, per le quali ogni cambiamento ha un impatto rilevante sulla qualità della vita», continua Summa, ribadendo la necessità di un monitoraggio costante.
Il NurSind conferma quindi che manterrà alta l’attenzione sull’intera vicenda, riservandosi ulteriori iniziative qualora non arrivino risposte chiare e tempestive.
«Su un servizio essenziale come la dialisi non possono esistere zone d’ombra. Servono atti concreti, tempi certi e responsabilità chiare. Il NurSind continuerà a vigilare nell’interesse dei pazienti e dei professionisti sanitari», conclude Giuseppe Summa.
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