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Emergenza senza valore: la Toscana penalizza gli infermieri del pronto soccorso

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 03/03/2026

NurSind dal territorioToscana

Linee guida regionali al ribasso, NurSind attacca: “Così si tradisce il contratto e il lavoro in emergenza”

"C’è un confine sottile tra il riconoscimento formale di un diritto e la sua applicazione concreta. Un confine che, troppo spesso, passa sopra la pelle di chi lavora ogni giorno nei pronto soccorso italiani. In Toscana, quel confine oggi appare più netto che mai. Le nuove linee di indirizzo regionali sull’indennità di pronto soccorso accendono lo scontro e mettono in evidenza una scelta politica che il NurSind giudica grave, miope e profondamente ingiusta nei confronti degli infermieri dell’emergenza-urgenza".


Grazie a risorse pari a circa 8,4 milioni di euro per il 2023 e a 12,8 milioni per il 2024, la Regione Toscana ha definito un incremento dell’indennità di pronto soccorso che arriva a 190 euro lordi mensili per il 2023 e a 310 euro lordi per il 2024. Numeri che, letti isolatamente, potrebbero sembrare significativi, ma che diventano deludenti se confrontati con le modalità di distribuzione adottate.

Il nodo centrale è rappresentato dalla scelta regionale di applicare una differenziazione minima per area e non per profilo professionale, fissando un differenziale massimo del 13% rispetto al parametro base. Una percentuale che, tradotta in termini economici, equivale a poche decine di euro e che non riconosce in alcun modo la specificità, il rischio e il carico assistenziale degli infermieri di pronto soccorso, così come previsto dal contratto nazionale.

Una scelta che appare ancora più incomprensibile se confrontata con quanto avviene in altre regioni italiane, dove la differenziazione per profilo è netta e coerente con le previsioni contrattuali. Il risultato è una Toscana che non solo paga meno, ma che genera nuove disuguaglianze, anche sugli arretrati, con scarti economici che in alcuni casi superano i tremila euro rispetto ad altri contesti regionali.

“Siamo molto delusi dalla decisione della Regione Toscana, che ignora e non valorizza il disagio dei propri infermieri che lavorano al pronto soccorso”, afferma Giampaolo Giannoni, segretario regionale del NurSind.
“Questa scelta rappresenta un vero e proprio schiaffo, perché disattende nei fatti le previsioni contrattuali, che prevedono una differenziazione per profilo e non certo limitata al 13 per cento”.

A rendere ancora più critica la situazione è il metodo con cui la Regione ha assunto la decisione: un solo incontro, nessun vero confronto e una scelta unilaterale che rischia di produrre disparità economiche anche all’interno della stessa Toscana, dal momento che quella percentuale non è fissa ma demandata alla contrattazione aziendale.

“Il 13% non è nemmeno un valore garantito, ma va contrattato a livello aziendale”, sottolinea Giannoni.
“Questo apre la strada a differenze di trattamento inaccettabili tra infermieri che svolgono lo stesso lavoro, nello stesso servizio, ma in aziende diverse”.

Il NurSind non contesta solo le cifre, ma il messaggio politico e professionale che queste linee guida trasmettono: quello di una sanità che continua a considerare l’emergenza come un costo da contenere e non come un ambito da valorizzare. Per questo il sindacato degli infermieri chiede un cambio di rotta immediato.

“Invitiamo la Regione Toscana a un confronto urgente con le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto”, conclude Giannoni,
“per correggere linee di indirizzo che, così come sono state definite, risultano oggettivamente inaccettabili”.