Infermieri e sicurezza nei turni serali: l’allarme del NurSind a Ivrea
L’estensione della “zona rossa” accende i riflettori su parcheggi bui e strutture isolate. Il NurSind: servono interventi concreti per tutelare chi lavora in sanità.
C’è una sicurezza che raramente entra nel dibattito pubblico sulla sanità: quella che riguarda il tragitto tra il luogo di lavoro e l’auto parcheggiata, il sottopasso poco illuminato che si attraversa dopo un turno, o l’ingresso in un edificio sanitario ormai vuoto nelle ore serali. Sono situazioni quotidiane per migliaia di infermieri e operatori sanitari, ma spesso restano ai margini dell’attenzione istituzionale.
La vicenda che emerge da Ivrea riporta con forza questo tema al centro. Non si tratta soltanto di ordine pubblico, ma di dignità e tutela per chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini. E a rilanciare la questione è ancora una volta il NurSind, che attraverso la propria rappresentanza territoriale accende i riflettori su criticità segnalate da anni dal personale sanitario.
Ivrea, 01/04/2026. Quando si parla di sicurezza degli operatori sanitari, il pensiero corre quasi sempre alle aggressioni che avvengono all’interno degli ospedali o dei pronto soccorso. Ma esiste un’altra dimensione del problema, meno visibile ma altrettanto concreta: quella che riguarda gli spostamenti, i parcheggi e gli accessi alle strutture sanitarie nelle ore serali o notturne.
È su questo fronte che torna a intervenire con decisione il NurSind, che a Ivrea richiama l’attenzione sulle condizioni in cui infermieri e operatori sanitari si trovano a lavorare durante i turni pomeridiani e serali.
Secondo Giuseppe Summa, l’estensione della cosiddetta “zona rossa” nelle aree di via Aldisio e via Ginzburg rappresenta un segnale positivo, ma non può essere considerata una risposta sufficiente.
“L’ampliamento della zona rossa è certamente un passo nella direzione che il NurSind chiede da anni. Tuttavia certifica soltanto una realtà che i lavoratori segnalano da tempo: quelle aree, anche prima del provvedimento formale, erano già percepite come zone critiche da chi lavora in ospedale.”
Secondo il sindacato, infatti, il personale sanitario ha già sviluppato nel tempo strategie spontanee per ridurre i rischi nelle ore serali.
“Molti infermieri e operatori preferiscono uscire insieme dal luogo di lavoro e raggiungere le auto in gruppo. Ci sono stati episodi di molestie verbali, battute fuori luogo o approcci indesiderati. In queste condizioni è naturale che muoversi da soli verso il parcheggio generi insicurezza.”
Parcheggi e sottopassi poco illuminati
Una delle criticità più evidenti riguarda il parcheggio riservato ai dipendenti in via Aldisio. L’area, per lungo tempo facilmente accessibile anche a persone estranee alla struttura sanitaria, presenta problemi soprattutto nelle ore serali.
Per il NurSind è necessario intervenire in modo concreto sui percorsi di accesso.
“Serve più illuminazione e maggiore sicurezza, soprattutto nel sottopasso che conduce al parcheggio. La sera quel tratto è buio e molte persone non si sentono tranquille ad attraversarlo.”
Il problema si accentua nei cambi turno del pomeriggio.
“Chi entra in servizio alle tre spesso trova il parcheggio già occupato da chi ha iniziato il turno al mattino. Così molti sono costretti a lasciare l’auto molto lontano, proprio nelle zone che oggi sono state incluse nella zona rossa.”
L’attenzione sul poliambulatorio di via Ginzburg
Il NurSind richiama inoltre l’attenzione sulla situazione del poliambulatorio di via Ginzburg, situato in un’area urbana molto frequentata e già oggetto di interventi di controllo negli ultimi mesi.
Secondo il sindacato, nelle ore serali la struttura può diventare particolarmente vulnerabile.
“Nel grande edificio dell’Asl capita spesso che il personale lavori da solo. Non c’è portineria e nelle ore serali l’edificio può risultare praticamente vuoto.”
Una condizione che riguarda in particolare gli infermieri impegnati nelle cure domiciliari.
“Chi rientra la sera dopo aver svolto assistenza domiciliare si trova a entrare in una struttura isolata. In queste condizioni chiunque potrebbe introdursi senza essere notato.”
Più sicurezza, senza militarizzare la città
Il sindacato chiede quindi interventi strutturali e strumenti concreti per la tutela del personale sanitario, a partire da sistemi di allerta rapida e da un rafforzamento dei controlli nelle fasce orarie più delicate.
“Non siamo favorevoli alla militarizzazione delle città, perché sarebbe una sconfitta per la società. Ma oggi la situazione impone una riflessione seria: i controlli devono essere rafforzati e bisogna garantire strumenti di sicurezza immediata per chi lavora.”
Il messaggio lanciato dal NurSind è chiaro: la sicurezza degli operatori sanitari non può restare un tema secondario.
Perché chi ogni giorno si prende cura dei cittadini deve poter lavorare senza timori anche quando cala la sera.
di