Gravidanza Fisiologica le nuove linee guida dell'ISS cosa cambia per madri e nascituri
La gravidanza è la prima causa di ricovero ospedaliero in Italia e, nella grande maggioranza dei casi, rappresenta un evento fisiologico. Eppure l'assistenza alle donne in attesa non era stata aggiornata in modo organico dai tempi della linea guida pubblicata nel 2010, poi revisionata nel 2011, dal Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS). A distanza di oltre un decennio, le conoscenze cliniche si sono evolute, la tecnologia diagnostica è avanzata e i bisogni delle donne sono profondamente cambiati. È per questo che il Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute (CNaPPS) dell'ISS ha avviato un aggiornamento strutturato in tre parti, l'ultima delle quali è stata presentata agli operatori sanitari nel marzo 2026 in un webinar che ha registrato oltre 850 iscrizioni.
"Le linee guida rappresentano una bussola istituzionale per garantire qualità dell'assistenza, equità di accesso alle cure e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale” dichiara Serena Donati, responsabile scientifica dell'aggiornamento.
Perché aggiornare le linee guida?
Il percorso di revisione nasce da una duplice esigenza: da un lato, recepire le nuove evidenze scientifiche accumulate negli ultimi quindici anni; dall'altro, rispondere a fenomeni sociali e sanitari emergenti che le vecchie raccomandazioni non potevano anticipare. Tre fattori in particolare hanno guidato la scelta del SNLG.
Il primo è la cosiddetta infodemia, ovvero la sovrabbondanza di informazioni, spesso contraddittorie e di qualità incerta, a cui le donne in gravidanza sono esposte attraverso internet e i social media. Le nuove linee guida riconoscono esplicitamente questo contesto e indicano ai professionisti sanitari come strutturare la comunicazione in modo da rispondere al bisogno reale delle gestanti: porre domande, esprimere dubbi, essere rassicurate e poter confrontare criticamente le informazioni ricevute.
Il secondo fattore riguarda la disponibilità di nuovi strumenti diagnostici e farmacologici. La possibilità di eseguire test prenatali non invasivi (NIPT) con elevata accuratezza, l'approvazione da parte di AIFA del valacyclovir per la prevenzione dell'infezione fetale da Citomegalovirus e il perfezionamento delle tecniche ecografiche hanno reso obsolete alcune delle precedenti raccomandazioni.
Il terzo, forse il più urgente, è il dato epidemiologico emerso dal sistema di sorveglianza ostetrica ItOSS: il suicidio è oggi la prima causa di morte materna tardiva in Italia. Questo dato drammatico ha imposto una revisione profonda dell'approccio alla salute mentale in gravidanza, portando la tutela del benessere psicologico della donna al centro del nuovo documento.
Le novità introdotte dall'aggiornamento
L'aggiornamento è articolato in tre sezioni pubblicate progressivamente tra dicembre 2023 e marzo 2026, ciascuna dedicata a un gruppo di tematiche. Complessivamente, il panel multidisciplinare – che ha coinvolto ginecologi, ostetriche, anestesisti, neonatologi, psicologi, sociologi, medici di medicina generale ed esperti di metodologia – ha elaborato oltre 56 nuove raccomandazioni.
Informazione e comunicazione
La prima parte, pubblicata nel dicembre 2023, ha ridisegnato il quadro delle informazioni da offrire alle donne durante il percorso nascita. Le preferenze e i bisogni delle gestanti sono stati messi al centro: le raccomandazioni invitano i professionisti a creare uno spazio di ascolto autentico, valorizzando le domande e le preoccupazioni della donna piuttosto che limitarsi a trasmettere nozioni.
Una modifica significativa riguarda il monitoraggio del peso: le nuove linee guida non raccomandano più la rilevazione del peso a ogni bilancio di salute nelle donne normopeso. Al suo posto viene promossa la condivisione di informazioni sui benefici di un'alimentazione sana e dell'attività fisica, con un approccio empatico e non stigmatizzante, particolarmente attento alla presenza del partner o a storie di disturbi alimentari.
Screening delle malattie infettive
Sul fronte degli screening infettivologici, la novità più rilevante riguarda il Citomegalovirus (CMV). L'infezione congenita da CMV è la più comune causa infettiva di disabilità neurosensoriale nei neonati, eppure lo screening non era finora raccomandato in gravidanza per mancanza di strumenti terapeutici efficaci. Con l'introduzione del valacyclovir nel prontuario SSN, il quadro è cambiato radicalmente: le nuove linee guida raccomandano lo screening universale per il CMV, offrendo per la prima volta la possibilità di un intervento preventivo concreto a tutte le donne in gravidanza.
Un'altra novità riguarda l'immunoprofilassi nelle donne Rh(D) negative: viene ora raccomandata la condivisione di informazioni sul NIPT per la determinazione del genotipo Rh fetale, che consente di riservare la profilassi anti-D solo alle donne che ne hanno realmente necessità, evitando trattamenti non necessari.
Organizzazione dell'assistenza e salute mentale
La seconda sezione, presentata nel giugno 2025, ha affrontato temi cruciali come l'organizzazione dell'assistenza, gli esami clinici e di laboratorio e in modo del tutto nuovo rispetto alle edizioni precedenti, la vulnerabilità psico-sociale in gravidanza.
Le 15 raccomandazioni dedicate alla salute mentale rappresentano un cambio di paradigma. Lo screening dell'ansia e della depressione viene reso sistematico: i professionisti sono invitati a valutare il benessere psicologico della donna a ogni bilancio di salute, utilizzando strumenti standardizzati e garantendo continuità di presa in carico. Un'attenzione analoga viene riservata alla violenza domestica e di coppia: ogni professionista coinvolto nel percorso nascita deve valutare l'esposizione a forme di violenza, conducendo il colloquio in un ambiente sicuro e riservato, in assenza del partner, con domande dirette e linguaggio adeguato.
In Italia si stima che circa 6,8 milioni di donne abbiano subito qualche forma di violenza fisica o sessuale (ISTAT). La gravidanza non costituisce una protezione: la violenza domestica è comune anche durante la gestazione, ed è spesso invisibile agli occhi dei servizi sanitari.
Ecografia e diagnosi prenatale
La terza e più recente sezione ha ridisegnato il ruolo dell'ecografia nel percorso di gravidanza fisiologica, in un contesto in cui l'Italia si distingue negativamente per un eccesso di esami: in media sei ecografie per gravidanza, senza distinzione tra gravidanze fisiologiche e patologiche, ben oltre le indicazioni delle linee guida nazionali e internazionali.
Il documento raccomanda l'ecografia del primo trimestre come strumento fondamentale per la diagnosi precoce di malformazioni fetali e per una corretta datazione della gravidanza. Lo screening delle anomalie cromosomiche, tra cui la sindrome di Down, viene confermato come offerta universale nel primo trimestre, con l'introduzione esplicita del test del DNA fetale (NIPT) accanto al tradizionale test combinato. Viene sottolineata l'importanza del counselling per garantire alle donne una risposta completa e trasparente ai propri bisogni informativi.
Per il monitoraggio della crescita fetale dopo la 24ª settimana, le nuove linee guida introducono la misurazione della distanza fondo-sinfisi (lunghezza fondo-sinfisi pubica) come strumento clinico semplice ed efficace. Al contrario, viene raccomandato di limitare ai soli casi con indicazione clinica l'ecografia per la valutazione della crescita fetale nel terzo trimestre, riducendo il ricorso a esami non necessari e potenzialmente fonte di ansia ingiustificata.
I vantaggi per la donna e per il nascituro
Le ricadute pratiche di questo aggiornamento riguardano direttamente la qualità di vita delle donne in gravidanza e la salute del bambino prima ancora della nascita.
Per la gestante, il cambiamento più significativo è il riconoscimento della sua soggettività: non più paziente passiva da monitorare, ma protagonista consapevole di un percorso assistenziale costruito attorno alle sue preferenze, ai suoi dubbi e al suo benessere complessivo. Lo screening sistematico per ansia, depressione e violenza domestica può fare la differenza tra un disagio trascurato per mesi e un intervento precoce che salva vite.
L'introduzione dello screening per il CMV apre per la prima volta la possibilità di un trattamento preventivo in caso di infezione materna primaria, riducendo il rischio di trasmissione al feto e le conseguenze neurologiche nel neonato.
La razionalizzazione delle ecografie, infine, non significa meno tutela per il nascituro: significa esami mirati, eseguiti al momento giusto e con finalità cliniche chiare. Questo riduce l'esposizione a procedure non necessarie, abbassa l'ansia da falsi allarmi e permette al SSN di concentrare le risorse dove sono davvero utili.
La possibilità di individuare malformazioni già nel primo trimestre consente alla donna e al partner di prepararsi consapevolmente alla nascita, valutare eventuali terapie intrauterine, programmare il parto in strutture adeguate o valutare altre opzioni in piena autonomia e informazione.
Un cambiamento culturale prima ancora che clinico
Il filo conduttore che attraversa tutte e tre le sezioni dell'aggiornamento è la promozione di un approccio proattivo e integrato all'assistenza in gravidanza. Non si tratta solo di aggiornare protocolli clinici, ma di cambiare il modo in cui i professionisti sanitari si relazionano con le donne: con più ascolto, meno stigma, più attenzione alle fragilità invisibili e maggiore rispetto per le scelte individuali.
Le nuove linee guida dell'ISS si allineano in questo senso alle principali agenzie di sanità pubblica internazionali e ai valori fondamentali che, indipendentemente dalla cultura di appartenenza, definiscono un'esperienza positiva della nascita: rispetto della persona, salute fisica per madre e neonato, autonomia nelle scelte e sostegno emotivo lungo tutto il percorso.
Il prossimo passo sarà la traduzione di queste raccomandazioni in percorsi assistenziali uniformi su tutto il territorio nazionale, colmando le diseguaglianze regionali che oggi rendono l'accesso a strumenti come il NIPT o lo screening per il CMV una questione di fortuna geografica piuttosto che di diritto alla salute.
ph credit lazzarospallanzani.it
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