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Furti nel parcheggio dell’ospedale di Cona: NurSind e Nursing Up chiedono più sicurezza

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 06/03/2026

Emilia RomagnaNurSind dal territorio

A Ferrara cresce l’allarme tra operatori sanitari e cittadini. I sindacati degli infermieri scrivono alle istituzioni: servono più vigilanza e videosorveglianza nelle aree di sosta del nosocomio.

Ferrara, 06/03/2026

La sicurezza negli ospedali non riguarda soltanto i reparti e le attività assistenziali. Riguarda anche tutto ciò che ruota attorno alle strutture sanitarie: parcheggi, ingressi, spazi frequentati quotidianamente da centinaia di operatori sanitari e cittadini. Quando questi luoghi diventano teatro di furti e danneggiamenti, il problema smette di essere marginale e diventa una questione che chiama in causa le istituzioni. A sollevare il caso dell’ospedale di Cona, a Ferrara, sono NurSind e Nursing Up, che chiedono interventi immediati per fermare una situazione che sta generando crescente preoccupazione tra il personale.


All’ospedale di Cona, nel territorio di Ferrara, cresce l’allarme per una serie di episodi di furto che stanno colpendo le auto parcheggiate nelle aree di sosta del presidio sanitario. Una situazione che ha spinto i sindacati degli infermieri NurSind e Nursing Up a chiedere un intervento urgente per rafforzare la sicurezza.

I rappresentanti territoriali delle due organizzazioni sindacali hanno deciso di portare formalmente la questione all’attenzione delle istituzioni locali. Una lettera è stata inviata alla direzione generale dell’azienda sanitaria, al sindaco di Ferrara, al prefetto e al questore, con l’obiettivo di aprire un confronto e individuare soluzioni concrete.

A segnalare il problema sono Raffaele Ferioli, segretario territoriale NurSind Ferrara, e Giovanni Pregnolato per Nursing Up Ferrara, che descrivono un fenomeno in crescita che sta colpendo sia il personale sanitario sia i cittadini che ogni giorno frequentano l’ospedale.

“All’interno delle aree di parcheggio dell’ospedale di Cona si stanno verificando con sempre maggiore frequenza episodi di furto che riguardano componenti delle vetture e, in alcuni casi, addirittura l’intero veicolo. Si tratta di fatti che coinvolgono lavoratori e cittadini che accedono al presidio sanitario.”

Secondo NurSind e Nursing Up, la situazione potrebbe essere più ampia di quanto emerga dalle denunce ufficiali.

“Abbiamo motivo di ritenere che il fenomeno sia persino più esteso di quanto risulti formalmente, perché non tutti gli episodi vengono denunciati, nonostante il nostro invito a segnalare sempre quanto accade.”

Per i due sindacati la questione riguarda non solo i singoli episodi di furto, ma il diritto alla sicurezza di chi lavora e di chi accede alle strutture sanitarie.

“Quando situazioni di questo tipo coinvolgono lavoratori della sanità e cittadini utenti, diventa evidente che il problema merita la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni. È necessario intervenire per contrastare un fenomeno che rischia di crescere ulteriormente.”

Le organizzazioni sindacali evidenziano inoltre come alcuni aspetti della gestione della sicurezza possano essere migliorati, a partire dalla sorveglianza e dai sistemi tecnologici di controllo delle aree di sosta.

“Riteniamo che si possano rafforzare gli strumenti di sorveglianza, sia attraverso una presenza più incisiva degli addetti alla vigilanza sia mediante l’implementazione di sistemi di videosorveglianza. Inoltre potrebbe essere utile un maggiore presidio dell’area da parte delle forze dell’ordine.”

L’obiettivo dell’iniziativa promossa da NurSind e Nursing Up è quello di avviare un confronto con le istituzioni per individuare interventi efficaci nel più breve tempo possibile.

“Ci auguriamo che il nostro appello possa favorire un confronto tra le istituzioni coinvolte e portare rapidamente a risposte concrete. Come organizzazioni sindacali restiamo a disposizione per offrire ogni contributo utile.”

Per NurSind e Nursing Up la sicurezza negli ospedali deve essere garantita non solo nei reparti ma anche negli spazi esterni, perché i presidi sanitari devono restare luoghi sicuri per chi lavora e per chi vi accede ogni giorno.