Iscriviti alla newsletter

Vicenza, Pronto Soccorso sotto tensione: NurSind rilancia dopo lo stato di agitazione

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 06/03/2026

NurSind dal territorioVeneto

Dopo il confronto in Prefettura e la delegazione trattante, emergono nuovi episodi critici. Il NurSind chiede assunzioni e meno cooperative nei servizi di emergenza.

di Giuseppe Provinzano

"Dopo lo stato di agitazione proclamato nei Pronto Soccorso dell’AULSS 8 Berica e il successivo confronto istituzionale in Prefettura, la vicenda che riguarda l’organizzazione dei servizi di emergenza nel vicentino resta al centro del dibattito sanitario. Il nodo principale continua a essere il ricorso ai medici delle cooperative, una scelta che da mesi suscita forti perplessità tra gli operatori sanitari e che il NurSind, il sindacato più rappresentativo degli infermieri, contesta con decisione.

Nonostante la sospensione temporanea della mobilitazione sindacale, nuovi episodi avvenuti nelle ultime settimane e le incertezze emerse durante il confronto con la direzione aziendale hanno riacceso la tensione tra il personale e l’azienda sanitaria. Il sindacato torna così a chiedere scelte chiare sul futuro dell’emergenza-urgenza, puntando su assunzioni, stabilità organizzativa e tutela della sicurezza per operatori e cittadini".


Vicenza, 06/03/2026. La situazione dei Pronto Soccorso della provincia di Vicenza è da tempo sotto osservazione da parte delle organizzazioni sindacali. Proprio le criticità legate alla gestione del personale avevano portato alla proclamazione dello stato di agitazione da parte delle RSU aziendali, preoccupate per il crescente ricorso a medici provenienti da cooperative esterne e per le possibili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità dell’assistenza.

Dopo il tavolo di raffreddamento convocato in Prefettura, le organizzazioni sindacali avevano deciso di sospendere temporaneamente la mobilitazione per consentire un confronto diretto con la direzione strategica dell’azienda sanitaria.

Il tema è tornato al centro della delegazione trattante del 4 marzo 2026, alla quale hanno partecipato, per la parte aziendale, il direttore amministrativo, il direttore sanitario, la direzione medica dell’area est e il direttore del Servizio delle professioni sanitarie.

Durante il confronto, tuttavia, le organizzazioni sindacali hanno espresso forti perplessità rispetto all’ipotesi di estendere ulteriormente gli appalti alle cooperative, ritenendo questa prospettiva incompatibile con l’esigenza di garantire stabilità e sicurezza nei servizi di emergenza.

Secondo quanto riferito dal NurSind, negli ultimi mesi si sarebbero verificati diversi episodi critici che hanno coinvolto medici provenienti da cooperative esterne. Alcuni di questi casi, ritenuti particolarmente gravi, hanno portato l’azienda sanitaria ad adottare provvedimenti di allontanamento nei confronti di numerosi professionisti.

Il segretario territoriale NurSind Vicenza, Andrea Gregori, sottolinea la necessità di un cambio di passo nella gestione dei servizi di emergenza:

«Abbiamo chiesto un impegno chiaro e preciso sulla gestione dei Pronto Soccorso, sia per quanto riguarda il personale impegnato negli ambulatori sia per quello operativo sulle autoambulanze. Negli ultimi mesi si sono verificati episodi anche molto seri che hanno coinvolto medici delle cooperative e che sono emersi grazie alla presenza e alla responsabilità del personale interno».

A rendere il quadro ancora più delicato sono stati due episodi verificatisi nelle ultime settimane, tra cui un’aggressione ai danni di un’infermiera e un caso legato a gravi violazioni contrattuali e deontologiche, situazioni che sarebbero emerse proprio grazie alle segnalazioni del personale sanitario presente nei servizi.

Dal NurSind arriva una posizione netta sulla direzione che dovrebbe essere intrapresa:

«La gestione dell’emergenza non può essere affidata a personale esterno. Serve un investimento concreto sul personale dipendente, con nuove assunzioni e una programmazione che garantisca stabilità organizzativa e sicurezza assistenziale».

Nel corso dell’incontro, la direzione dell’AULSS 8 Berica ha ribadito l’intenzione di rafforzare progressivamente la presenza di personale medico interno nei Pronto Soccorso, escludendo al tempo stesso qualsiasi ipotesi di esternalizzazione del personale infermieristico, che continuerà a essere composto esclusivamente da dipendenti dell’azienda sanitaria.

Parallelamente è stato affrontato anche il tema delle aggressioni al personale sanitario, fenomeno sempre più diffuso nei contesti di emergenza. L’azienda ha annunciato l’attivazione di specifici tavoli tecnici dedicati alla sicurezza, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, per individuare ulteriori strategie di prevenzione.

Nel corso della stessa delegazione trattante sono stati discussi anche altri temi organizzativi che riguardano il personale sanitario, tra cui le progressioni economiche, il pagamento delle indennità di disagio, gli arretrati per il personale dei Pronto Soccorso e alcune criticità relative ai servizi psichiatrici e alla gestione delle divise aziendali.

Per il NurSind, tuttavia, la priorità resta quella di garantire la tenuta del sistema di emergenza-urgenza.

«Difendere la sanità pubblica significa investire sui professionisti e valorizzare il personale interno. Solo così è possibile garantire servizi efficienti e sicuri per i cittadini, che restano i veri soggetti fragili da tutelare».

Le organizzazioni sindacali attendono ora segnali concreti da parte della direzione strategica dell’azienda sanitaria. Dalle prossime decisioni dipenderà anche la valutazione sull’eventuale ripresa dello stato di agitazione nei Pronto Soccorso dell’AULSS 8 Berica.