Teramo, aggressioni nei PS: NurSind denuncia emergenza fuori controllo
Escalation di violenze nei pronto soccorso teramani: il sindacato lancia l’allarme e chiede interventi urgenti su sicurezza, organici e cultura civica
di Giuseppe Provinzano
"La sicurezza degli operatori sanitari continua a essere una delle grandi emergenze irrisolte del nostro Servizio Sanitario. Non si tratta più di episodi isolati, ma di una deriva che rischia di compromettere la tenuta stessa dei Pronto Soccorso. La denuncia del NurSind Teramo si inserisce in questo contesto nazionale, dando voce a professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza in condizioni sempre più critiche.
Raccontare queste storie significa accendere un riflettore su ciò che troppo spesso resta invisibile: la fragilità di un sistema sotto pressione e il coraggio di chi continua, nonostante tutto, a esserci".
Teramo, 18/03/2026. La situazione nei Pronto Soccorso della provincia di Teramo ha ormai superato ogni soglia di tollerabilità. Negli ultimi giorni si sono moltiplicati episodi di violenza, in particolare nelle strutture di Giulianova e Sant’Omero, che si aggiungono a un quadro già segnato da continue aggressioni verbali.
Un clima che non può più essere considerato episodico, ma che rappresenta una vera e propria emergenza strutturale. Gli operatori sanitari si trovano quotidianamente esposti a rischi concreti, costretti a lavorare sotto pressione in ambienti sempre più instabili e pericolosi.
“La situazione è ormai fuori controllo. Non è più accettabile che chi presta assistenza venga trasformato in bersaglio di rabbia e frustrazione. La violenza non può essere considerata parte del lavoro.”
Il NurSind alza la voce e lo fa con determinazione, denunciando una realtà che non può più essere ignorata. Non si tratta solo di episodi isolati, ma di un fenomeno che richiede risposte immediate e soprattutto strutturali.
“Gli operatori lavorano in condizioni di costante tensione, esposti a rischi fisici e psicologici che nessun professionista dovrebbe mai subire.”
Il tema della sicurezza diventa centrale, ma il sindacato sottolinea come non sia sufficiente limitarsi a rafforzare la vigilanza. Serve un cambio di paradigma, un intervento più ampio che coinvolga istituzioni, direzioni sanitarie e cittadini.
“Non basta aumentare la sicurezza: è necessario un cambiamento culturale. Gli operatori sanitari non sono il problema, ma parte della soluzione.”
Le aggressioni, infatti, spesso nascono da frustrazione e tempi di attesa, ma colpire chi lavora in prima linea significa indebolire l’intero sistema di cura. Quando un infermiere, un OSS o un medico viene aggredito, non è solo una persona a subire violenza: è l’assistenza stessa a essere compromessa.
“Se un operatore viene aggredito, non può garantire assistenza. E questo si ripercuote sulla sicurezza di tutti i pazienti.”
Il NurSind evidenzia anche il nodo cruciale degli organici insufficienti, a fronte di un aumento costante degli accessi nei Pronto Soccorso. Una pressione che amplifica tensioni e disservizi, alimentando un circolo vizioso difficile da spezzare.
Per questo la richiesta è chiara: servono interventi concreti e coordinati, che vadano dal potenziamento del personale alle campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, per spiegare il funzionamento del triage e le reali priorità assistenziali.
“La violenza non è mai una risposta. Non è tollerabile e non può essere giustificata in alcun modo.”
Il messaggio finale è netto, senza spazio per interpretazioni.
“La tutela degli operatori sanitari è un dovere delle istituzioni. È tempo di agire. Non si può più aspettare.”
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