Agropoli, pronto soccorso cancellato dagli atti: il NurSind Salerno attacca l’ASL
Tra atti contraddittori e servizi mai partiti, il sindacato denuncia il vuoto sanitario e chiede risposte immediate per il territorio cilentano
di Giuseppe Provinzano
"Quando la sanità si muove tra carte che cambiano e servizi che non partono, a pagare il prezzo più alto sono sempre i cittadini e i professionisti. E ad Agropoli il rischio è diventato realtà concreta".
Salerno, 22/03/2026, Si riapre con forza il dibattito sul futuro dell’ospedale di Agropoli, dove il nodo principale resta quello del Pronto soccorso mai realmente riattivato, nonostante le previsioni ufficiali del Piano ospedaliero regionale. Una discrepanza che il NurSind Salerno definisce grave e inspiegabile, soprattutto alla luce degli atti aziendali più recenti, nei quali questa funzione risulterebbe addirittura scomparsa.
“Ci troviamo di fronte a una situazione che definire paradossale è riduttivo. Il Piano ospedaliero regionale parla chiaro: Agropoli è un ospedale di zona disagiata con pronto soccorso. Eppure negli atti più recenti questa funzione sparisce senza spiegazioni convincenti”, afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale NurSind Salerno
Il sindacato delle professioni infermieristiche punta il dito contro una gestione amministrativa che appare incoerente e priva di una linea chiara. L’iter che ha portato alla richiesta di modifica dell’Atto aziendale viene giudicato incomprensibile, soprattutto perché lo stesso documento sarebbe stato costruito su indicazioni della stessa direzione strategica.
“Non comprendiamo perché sia stato necessario chiedere una variazione dell’Atto aziendale alla Regione, quando lo stesso atto nasceva dalle indicazioni della direzione Asl. Una scelta ridondante che non ha prodotto alcun risultato concreto”
Ma è sul piano operativo che emergono le criticità più evidenti, in particolare per il personale sanitario impegnato nel Punto di Primo intervento. Qui, spiegano dal NurSind, si lavora quotidianamente in condizioni che di fatto replicano un vero Pronto soccorso, senza però alcun riconoscimento formale né economico.
“Gli operatori lavorano come in un vero Pronto soccorso, con responsabilità enormi, ma senza il giusto riconoscimento. È una disparità che non può più essere tollerata”
Una situazione che genera anche confusione tra i cittadini, i quali continuano a rivolgersi alla struttura convinti di trovare un servizio di emergenza completo, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso turistico.
“La popolazione percepisce la struttura come un Pronto soccorso attivo, perché nei fatti le prestazioni erogate sono quelle tipiche dell’emergenza-urgenza”
Accanto al nodo dell’emergenza, restano poi ferme al palo altre progettualità fondamentali per il territorio. Dalla mancata attivazione dei posti letto di riabilitazione fino alla camera iperbarica deliberata anni fa, il quadro che emerge è quello di una programmazione mai tradotta in realtà.
“Ci chiediamo perché non siano stati ancora attivati i 60 posti letto di riabilitazione e perché la camera iperbarica, deliberata nel 2022, non sia stata realizzata. Interventi immediatamente attuabili ma rimasti inspiegabilmente bloccati”
Il NurSind rilancia quindi una richiesta chiara e non più rinviabile: trasparenza, tempi certi e rispetto per un territorio che continua a vivere una condizione di evidente disparità sanitaria.
“I cittadini del Cilento meritano rispetto. È necessario chiarire cosa sta accadendo e indicare tempi certi per la riapertura del Pronto soccorso e l’attivazione dei servizi”
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