Sanità convenzionata sotto shock: il NurSind pretende verità e controlli immediati
Medici sospesi e sequestro patrimoniale in una clinica accreditata del Salernitano. Il NurSind chiede all’ASL verifiche pubbliche su autorizzazioni, liste d’attesa e utilizzo dei fondi sanitari.
di Giuseppe Provinzano
Salerno, 30/03/2026. Una vicenda destinata a far discutere e ad accendere nuovamente i riflettori sul sistema delle strutture sanitarie accreditate. In una clinica privata convenzionata della provincia di Salerno, due medici sono stati sospesi per dodici mesi, mentre per un terzo professionista è stato disposto un sequestro patrimoniale. Le contestazioni riguarderebbero interventi eseguiti senza le necessarie autorizzazioni e la presenza di cartelle cliniche incomplete o con indicazioni non corrispondenti alle prestazioni effettivamente svolte.
Un quadro che, se confermato dagli accertamenti in corso, pone interrogativi pesanti non solo sul comportamento dei singoli professionisti ma anche sui meccanismi di controllo e vigilanza all’interno delle strutture convenzionate con il servizio sanitario pubblico.
A intervenire con decisione è il NurSind della provincia di Salerno, che chiede all’azienda sanitaria locale di fare piena luce sulla vicenda e di chiarire rapidamente tutti gli aspetti che restano ancora oscuri.
«Siamo allibiti, ma purtroppo non sorpresi. Sono fatti che non possono passare sotto silenzio. Quando c’è di mezzo la salute dei cittadini e vengono utilizzati fondi pubblici, ogni zona d’ombra è inaccettabile», afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale del NurSind Salerno.
Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede che vengano verificate diverse circostanze decisive. In primo luogo sarà necessario accertare se i medici coinvolti abbiano rispettato gli obblighi nelle strutture pubbliche di appartenenza e se l’attività svolta nella clinica convenzionata possa aver inciso sulla gestione delle liste d’attesa negli ospedali pubblici.
Altro elemento centrale riguarda il ruolo della struttura privata accreditata. Occorrerà verificare se la clinica abbia controllato in modo rigoroso le autorizzazioni e le posizioni professionali dei medici coinvolti, oltre a chiarire se eventuali prestazioni contestate abbiano generato rimborsi economici da parte del sistema sanitario pubblico.
Un passaggio fondamentale riguarda inoltre il percorso dei pazienti. Il punto è capire se le persone assistite fossero regolarmente inserite nelle liste d’attesa del servizio sanitario oppure se siano state indirizzate direttamente verso la struttura convenzionata.
«Non stiamo accusando l’intero settore del privato accreditato», precisa Tomasco. «Ma se emergono casi di questa gravità è doveroso verificare tutto fino in fondo. Quando una struttura opera con risorse pubbliche deve garantire trasparenza assoluta e rispetto rigoroso delle regole».
Per il NurSind, la vicenda rappresenta anche l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra sanità pubblica e strutture convenzionate. Il sistema dell’accreditamento, ricordano dal sindacato, nasce per rafforzare l’offerta sanitaria e ridurre le difficoltà di accesso alle cure, non per creare squilibri o dinamiche di concorrenza con gli ospedali pubblici.
«Le strutture convenzionate ricevono fondi pubblici per garantire un servizio ai cittadini, non per competere con la sanità pubblica. Se la fiducia viene meno, bisogna avere il coraggio di valutare anche provvedimenti drastici, compresa la revoca della convenzione», sottolinea Tomasco.
Il NurSind Salerno chiede dunque che l’ASL renda pubblici gli esiti delle verifiche già avviate e che venga fatta piena chiarezza su una vicenda che rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario.
«Serve trasparenza. Serve chiarezza. Lo dobbiamo ai cittadini e a tutti gli operatori sanitari che ogni giorno lavorano rispettando le regole», conclude il segretario territoriale.
Una richiesta netta che riporta al centro del dibattito pubblico il tema dei controlli sulle strutture accreditate e della corretta gestione delle risorse del servizio sanitario, elementi fondamentali per garantire credibilità e sostenibilità all’intero sistema.
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