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Contratto infermieri/ostetriche al via: 1,5 miliardi sul tavolo per infermieri e operatori

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 21/04/2026

Contratto Nazionale

 

È fissato per domani, 22 aprile alle ore 11, l’avvio ufficiale della nuova stagione contrattuale della sanità pubblica. Presso l’ARAN si aprirà il confronto per il rinnovo del CCNL 2025-2027 del comparto sanità, che coinvolge circa 593mila lavoratori tra infermieri, ostetriche, tecnici e personale amministrativo.

Una settimana più tardi, il 29 aprile alle ore 15, sarà invece la volta dell’area della dirigenza sanitaria — medici, veterinari e professioni sanitarie — per un totale di circa 138mila dipendenti.

Una nuova fase dopo anni complessi

L’apertura del tavolo segna un passaggio tutt’altro che formale. Il rinnovo relativo al triennio 2022-2024, infatti, si è chiuso solo all’inizio del 2026 dopo un negoziato lungo e segnato da tensioni tra le organizzazioni sindacali. Ancora più recente è la firma del contratto della dirigenza medica e sanitaria, sottoscritto il 27 febbraio 2026, con l’assenza della FP CGIL.

È su questo sfondo che prende il via la nuova trattativa, chiamata a recuperare ritardi e a ristabilire una maggiore regolarità nei rinnovi contrattuali, obiettivo più volte indicato dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo.

Naddeo: “Servono risposte concrete”

A delineare il perimetro del confronto è stato il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, che ha parlato di una “fase nuova” per la gestione del personale sanitario. Le priorità sono chiare: miglioramento delle condizioni di lavoro, valorizzazione delle competenze e revisione dell’organizzazione dei servizi.

Parole che indicano una direzione precisa ma che dovranno ora tradursi in misure contrattuali concrete.

Le risorse: 1,5 miliardi e focus sulle indennità

Il negoziato parte da una base economica definita dalla legge di Bilancio 2025. Le risorse complessive per il comparto superano gli 1,5 miliardi di euro lordi a regime.

Particolare attenzione è rivolta alle indennità:

  • circa 480 milioni destinati all’incremento dell’indennità di specificità infermieristica dal 2026;
  • 208 milioni per l’indennità di tutela del malato;
  • importi che includono anche stanziamenti già previsti nel precedente rinnovo.

Si tratta di leve economiche centrali, destinate a incidere direttamente sulla struttura retributiva del personale.

I nodi della trattativa

Il tavolo del 22 aprile dovrà affrontare questioni strutturali che da anni caratterizzano il settore:

  • aumento delle retribuzioni;
  • revisione del sistema delle indennità;
  • organizzazione del lavoro;
  • welfare contrattuale;
  • tutele nei reparti ad alta intensità assistenziale.

Temi che incidono non solo sulle condizioni dei lavoratori, ma anche sulla qualità complessiva dei servizi erogati ai cittadini.

Un passaggio cruciale per infermieri e ostetriche

Per infermieri e ostetriche si apre una fase particolarmente delicata. Il nuovo contratto dovrà confrontarsi con un contesto segnato da carenze di personale, aumento dei carichi di lavoro e crescente complessità clinico-assistenziale.

In questo scenario, le organizzazioni sindacali — tra cui il NurSind — si preparano a giocare un ruolo determinante, con l’obiettivo di incidere su un rinnovo che rappresenta uno snodo strategico per il futuro della professione.

Tempi e incognite

Molto dipenderà dal ritmo della trattativa. Le prossime settimane diranno se il confronto riuscirà a procedere con tempi più certi rispetto al passato o se, come già accaduto, emergeranno rallentamenti legati alla complessità dei dossier sul tavolo.

Di certo, il 22 aprile non è solo una data di calendario. È l’inizio di una negoziazione che riguarda oltre mezzo milione di lavoratori e che avrà effetti diretti sull’assetto della sanità pubblica nei prossimi anni.