Nuovi ospedali di comunità, il NurSind avverte: senza personale i servizi non reggono
Ad Ascoli Piceno il sindacato delle professioni infermieristiche accoglie con favore la nuova struttura ma lancia l’allarme sull’organizzazione del lavoro: turni su sei giorni e carichi crescenti rischiano di pesare sugli operatori sanitari.
di Giuseppe Provinzano
"Nel Servizio sanitario nazionale inaugurare nuove strutture è sempre una buona notizia. Significa più servizi, maggiore prossimità delle cure e un sistema territoriale che prova a rafforzarsi. Ma c’è una domanda che torna puntuale ogni volta che si taglia un nastro: chi farà funzionare queste strutture?
È il punto su cui insiste con forza il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che accoglie positivamente l’apertura del nuovo ospedale di comunità nel Piceno ma mette subito sul tavolo il nodo cruciale: l’organizzazione del lavoro e la tutela del personale sanitario".
L’apertura della struttura e le prime criticità organizzative
31/03/2026. Ad Ascoli Piceno l’inaugurazione del nuovo ospedale di comunità all’interno dell’ex struttura Luciani rappresenta un passaggio importante nel rafforzamento dell’assistenza territoriale. La nuova realtà sanitaria, prevista insieme a quella di San Benedetto del Tronto, amplia l’offerta assistenziale e punta a intercettare bisogni di cura intermedi tra ospedale e territorio.
Il clima istituzionale che ha accompagnato l’apertura è stato caratterizzato da soddisfazione e aspettative positive. Tuttavia, accanto all’entusiasmo per l’avvio di nuovi servizi, emergono anche le prime preoccupazioni tra il personale sanitario chiamato a far funzionare concretamente la struttura.
Secondo il NurSind, infatti, il vero banco di prova non è l’inaugurazione ma la sostenibilità dell’organizzazione del lavoro che dovrà reggere l’attività quotidiana dell’ospedale di comunità.
Il nodo dei turni e del personale
Il punto più delicato riguarda la riorganizzazione dei turni. Con l’avvio del nuovo servizio, secondo quanto segnalato dal sindacato, l’attività lavorativa rischia di passare da una distribuzione su cinque giornate settimanali a una su sei giorni, includendo anche domeniche e festivi.
Una modifica che, se confermata, inciderebbe direttamente sulla qualità della vita e sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari.
"Salutiamo con favore l’apertura del nuovo ospedale di comunità perché risponde a un bisogno reale del territorio. Tuttavia ora il tema centrale diventa l’organizzazione del lavoro e la sostenibilità dei turni", sottolinea il segretario territoriale del NurSind di Ascoli Piceno, Maurizio Pelosi.
"La prospettiva di passare da una turnazione su cinque giorni a una distribuzione su sei giornate settimanali, comprese domeniche e festivi, sta generando forte preoccupazione tra i lavoratori. È una questione che non può essere ignorata", prosegue il rappresentante sindacale.
Il sindacato evidenzia come l’introduzione di nuovi servizi sanitari debba necessariamente essere accompagnata da una pianificazione adeguata delle risorse umane, altrimenti il rischio è quello di scaricare sulle professioni sanitarie l’intero peso dell’espansione dell’offerta assistenziale.
Il confronto con la direzione
Per affrontare la questione, il NurSind ha già chiesto da tempo un confronto con la direzione dell’azienda sanitaria territoriale.
"Abbiamo richiesto un incontro con la dirigenza dell’azienda sanitaria per discutere concretamente dell’organizzazione del lavoro e individuare soluzioni condivise", evidenzia il sindacato.
Il tema potrebbe essere affrontato nei prossimi giorni durante un confronto con il direttore dell’Azienda sanitaria territoriale, Antonello Maraldo, già programmato su altri dossier aperti.
Per il NurSind la questione non riguarda soltanto una singola struttura ma un principio più ampio: ogni innovazione organizzativa nella sanità territoriale deve poggiare su personale sufficiente, condizioni di lavoro sostenibili e reale coinvolgimento dei professionisti sanitari.
La sfida della sanità territoriale
Gli ospedali di comunità rappresentano uno dei pilastri del rafforzamento dell’assistenza territoriale previsto negli ultimi anni. Ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità delle aziende sanitarie di integrare servizi, personale e organizzazione del lavoro.
Il NurSind lo ribadisce con chiarezza: investire in strutture è fondamentale, ma senza un adeguato investimento sugli operatori sanitari il rischio è di costruire servizi che funzionano solo sulla cart
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