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Contratto sanità: fino a 209€ in più al mese, ecco tutti i numeri

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 05/05/2026

Contratto Nazionale

Nel quadro delle trattative per il rinnovo del CCNL comparto sanità 2025–2027, emerge con forza il tema dell’adeguamento degli strumenti contrattuali alle specificità del settore. Durante il confronto, Andrea Bottega, segretario Nazionale NurSind ha posto l’accento sulla necessità di superare un approccio standardizzato, evidenziando come il contratto debba rispondere in modo concreto alle criticità proprie del comparto sanitario.

 

Un contratto che tenga conto delle specificità

Secondo Bottega, il rinnovo non può limitarsi a replicare modelli già adottati in altri ambiti della pubblica amministrazione. Al contrario, è indispensabile “mettere mano a qualcosa in più”, intervenendo su elementi che riflettano le condizioni reali di lavoro, caratterizzate da complessità organizzativa, responsabilità elevate e carichi crescenti.

 

Il nodo delle indennità

Particolare rilievo è stato dato al tema delle indennità di specificità, considerate uno strumento chiave per riconoscere le peculiarità del lavoro sanitario e che non devono essere prese a scusa per distribuire le risorse ordinarie a compensazione per le altre categorie. Nel suo intervento, Bottega ha richiamato il confronto con altri comparti pubblici:

  • nei ministeri e negli enti centrali è prevista l’indennità di amministrazione;
  • nelle università esiste l’indennità di ateneo;
  • nel settore sanitario è presente un sistema di indennità dedicato.

Il punto, tuttavia, non è la mera esistenza di tali strumenti, bensì la loro corretta declinazione, indicando la necessità di adattare le indennità alle reali condizioni operative del personale sanitario e quindi la normalità che esse siano previste per il personale sanitario stante il contesto.

 

Una sfida centrale per il rinnovo

Il tema delle indennità si conferma così uno dei nodi centrali della trattativa perché, ricorda il segretario del Nursind, si è sempre discusso delle indennità a fine contratto quando le risorse economiche erano già tutte distribuite. Oggi abbiamo un’ulteriore sfida che pesa sulle disponibilità economiche ed in particolar modo sul fondo del salario accessorio: in ottemperanza alle diverse sentenze c’è da adeguare il salario durante il periodo di ferie a quello ordinario e questo significa pagare le indennità per un ulteriore mese. Sarà necessario capire, dopo questa operazione e l’aumento della paga base, quante risorse restano a disposizione per incrementare altre voci stipendiali.

 

Le risorse disponibili per il rinnovo del contratto 2025-2027

Le risorse ordinarie disponibili al lordo degli oneri riflessi sono le seguenti: 

  • 512,35 milioni di euro dal 1.1.2025 (1,8%)
  • 1.024,71 milioni di euro dal 1.1.2026 (3,6%)
  • 1.537,06 milioni di euro dal 1.1.2027 (5,4%)

Il totale dei dipendenti del comparto al 31.12.2023 (ultimo dato disponibile dal conto annuale) è pari a 59.638 unità e la retribuzione media annua del comparto è 35.058,00 euro.

A regime dal 1.1.2027 l’aumento medio lordo dipendente è previsto essere di 145 euro mese per 13 mensilità.

A queste risorse vanno aggiunte le ulteriori seguenti risorse specifiche derivanti dalle leggi di bilancio:

  • indennità di specificità infermieristica > 445 milioni di euro dal 1.1.2026 che dovrebbero comportante un aumento lordo per gli infermieri (circa 290.000 unità) di 93 euro lordi mensili per 12 mensilità;
  • indennità di tutela del malato > 193 milioni di euro dal 1.1.2026 che dovrebbero comportare un aumento di 66 euro lordi mensili per 12 mensilità.
  • Indennità di pronto soccorso > 35 milioni dal 1.1.2026 che dovrebbero comportare un aumento di circa 90 euro lordi mensili per chi lavora in pronto soccorso

Sommando tutte le risorse disponibili l’aumento medio mensile lordo del comparto arriva a 209 euro (7,76 %).