Salerno, il Ruggi senza Direttore Generale, NurSind: ''Basta rinvii sulla nomina''
Il sindacato delle professioni infermieristiche scrive al governatore Roberto Fico: “L’assenza di una guida stabile sta rallentando organizzazione, assistenza e programmazione sanitaria”
di Giuseppe Provinzano
La sanità non può permettersi vuoti di comando, soprattutto in aziende strategiche chiamate quotidianamente a reggere il peso dell’emergenza, dell’alta specialità e dell’assistenza universitaria. Quando manca una guida stabile, a pagare il prezzo più alto sono inevitabilmente i lavoratori e i cittadini. È da questa consapevolezza che parte il nuovo affondo del NurSind Salerno, che rompe il silenzio e chiede alla Regione Campania un’accelerazione immediata sulla nomina del nuovo Direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.
SALERNO, 29/05/2026 – Un appello forte, diretto e senza più margini per ulteriori attese. Il NurSind Salerno chiama in causa direttamente il governatore della Campania, Roberto Fico, chiedendo di procedere con urgenza alla nomina del nuovo Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.
Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, l’assenza di una governance stabile starebbe ormai producendo effetti concreti sull’organizzazione aziendale, rallentando processi decisionali fondamentali e aumentando il clima di incertezza all’interno della struttura ospedaliera salernitana.
«La situazione del Ruggi non consente ulteriori attese. Serve immediatamente un direttore generale capace di conoscere le criticità aziendali e di assumere decisioni chiare e coraggiose», dichiara il segretario generale del NurSind Salerno, Biagio Tomasco.
«Oggi il peso della gestione ricade quasi interamente sull’attuale facente funzione, che sta operando in un contesto estremamente complesso e delicato».
Nel documento inviato alla Regione Campania, il sindacato punta il dito su numerose questioni ancora aperte e considerate strategiche per il futuro dell’azienda ospedaliera. Tra queste, la ridefinizione dell’Atto Aziendale, il rapporto con l’Università, la revisione degli asset organizzativi interni e la necessità di affrontare concretamente il tema degli organici e della programmazione sanitaria.
«È indispensabile avviare una programmazione seria e concreta che rimetta il Ruggi al centro della sanità campana», sottolinea il segretario amministrativo del NurSind Salerno, Adriano Cirillo.
«I ritardi accumulati rischiano di compromettere il ruolo dell’ospedale nelle reti tempo-dipendenti e nella gestione dell’emergenza sanitaria provinciale».
Per il NurSind, la situazione richiede una svolta immediata anche sul piano delle relazioni istituzionali e territoriali, soprattutto rispetto al coordinamento con l’ASL Salerno, che secondo il sindacato dovrebbe essere rafforzato eliminando sovrapposizioni organizzative e duplicazioni di attività.
A preoccupare è soprattutto il clima vissuto quotidianamente dal personale sanitario, alle prese con criticità organizzative, carenze e continue incertezze operative.
«Non si può continuare a navigare a vista», affermano i delegati RSU provinciali del NurSind, Ciro Domenico Cristiano, Valerio Guida Festosi Guida e Carmine Sammartino.
«Il personale sanitario vive ogni giorno difficoltà organizzative e carenze che incidono sia sulle condizioni di lavoro sia sulla qualità dell’assistenza erogata ai cittadini. Serve una guida autorevole, trasparente e capace di restituire fiducia ai lavoratori».
Il sindacato evidenzia inoltre come l’immagine stessa dell’Azienda Ruggi rischi oggi di risultare fortemente indebolita da tensioni interne e dalla mancanza di una direzione stabile capace di programmare e rilanciare il sistema ospedaliero salernitano.
«Abbiamo chiesto al governatore Fico un intervento rapido e deciso», conclude Tomasco.
«La città di Salerno e l’intera organizzazione sanitaria provinciale meritano una governance forte, trasparente e capace di affrontare le sfide future. La nomina del nuovo Direttore generale non può più essere rinviata».
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