Salerno, il NurSind contro FIMMG e SUMAI: ''Stop alla guerra tra professioni''
Dura replica del sindacato delle professioni infermieristiche alle contestazioni di FIMMG e SUMAI sulle tariffe previste per il reclutamento del personale nelle nuove strutture territoriali.
di Giuseppe Provinzano
"Nel pieno della trasformazione della sanità territoriale italiana, il tema della carenza di professionisti continua a rappresentare la vera sfida da affrontare. Le nuove Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità previsti dal DM 77 non potranno funzionare senza personale qualificato e adeguatamente valorizzato. Eppure, anziché discutere di come rendere attrattive queste nuove realtà assistenziali, il dibattito rischia di trasformarsi nell'ennesimo scontro tra professioni. Una deriva che il NurSind Salerno giudica pericolosa e controproducente, soprattutto in una fase storica in cui la collaborazione tra operatori sanitari dovrebbe rappresentare il principale punto di forza del sistema".
SALERNO, 08/06/2026 – Si accende il confronto sulla sanità territoriale e, questa volta, al centro della discussione finiscono le tariffe previste dall'ASL Salerno per il reclutamento degli infermieri destinati alle future Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità.
Una posizione che il sindacato delle professioni infermieristiche respinge con fermezza, definendola distante dalla realtà operativa vissuta quotidianamente dagli operatori sanitari.
Per il NurSind, il vero problema non è quanto guadagnano gli infermieri, ma il fatto che da anni il sistema sanitario fatichi a riconoscere adeguatamente competenze, responsabilità e complessità professionale.
Il sindacato evidenzia come le figure infermieristiche coinvolte nel progetto saranno chiamate a operare in contesti particolarmente complessi, assumendosi responsabilità assistenziali significative e garantendo continuità delle cure all'interno di un modello organizzativo completamente nuovo.
«Siamo rimasti sorpresi da certe dichiarazioni. Ancora una volta si dimentica che la sanità si regge sulla collaborazione tra professionisti diversi, ciascuno con competenze e responsabilità fondamentali. Parlare di compensi sproporzionati significa ignorare il valore del lavoro infermieristico e le condizioni contrattuali con cui questi professionisti saranno chiamati a operare».
Secondo il segretario territoriale NurSind Salerno, Biagio Tomasco, la discussione non dovrebbe concentrarsi sulla ricerca di presunti privilegi, bensì sulla necessità di rendere attrattive posizioni lavorative che oggi faticano a trovare personale disponibile.
La carenza infermieristica, infatti, rappresenta una delle principali emergenze del Servizio Sanitario Nazionale e rischia di compromettere la piena realizzazione della riforma territoriale prevista dal PNRR.
A rilanciare il tema è anche Adriano Cirillo, segretario amministrativo del NurSind Salerno, che invita ad affrontare il confronto evitando contrapposizioni tra professioni sanitarie.
«Le competenze si valorizzano, non si mettono in competizione. Gli infermieri non hanno mai contestato i compensi riconosciuti ad altre figure professionali quando questi erano finalizzati a garantire servizi essenziali ai cittadini. Per questo sorprende assistere a polemiche che rischiano soltanto di alimentare divisioni all'interno del sistema sanitario».
Il sindacato richiama inoltre l'attenzione sul fatto che le nuove Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità potranno funzionare soltanto se saranno in grado di attrarre professionisti qualificati.
Senza infermieri sufficienti, la riforma della sanità territoriale rischia infatti di rimanere sulla carta, trasformando strutture e investimenti in occasioni mancate.
Sul tema intervengono anche i rappresentanti della RSU NurSind Salerno, che pur avendo espresso in passato alcune perplessità sull'impostazione complessiva della riforma, ritengono oggi prioritario garantire il successo del nuovo modello organizzativo.
«Possiamo discutere sulle modalità con cui è stata progettata la sanità territoriale, ma non possiamo ignorare che oggi esiste una precisa cornice normativa e che le aziende sanitarie sono chiamate a renderla operativa. Se vogliamo che Case di Comunità e Ospedali di Comunità funzionino davvero, dobbiamo creare le condizioni per reperire e valorizzare il personale necessario».
Per il NurSind, il rischio maggiore è che il dibattito si trasformi in uno scontro corporativo capace di rallentare o compromettere un processo che dovrebbe invece avere un unico obiettivo: migliorare l'assistenza ai cittadini.
Il sindacato invita pertanto tutte le organizzazioni professionali a riportare il confronto sul terreno della collaborazione e della costruzione di soluzioni condivise, evitando polemiche che rischiano di indebolire l'intero sistema sanitario.
La riflessione conclusiva arriva dagli stessi rappresentanti sindacali, che richiamano il ruolo centrale svolto quotidianamente dagli infermieri all'interno del percorso assistenziale.
«Ogni professionista sanitario è indispensabile, ma è altrettanto vero che senza infermieri non esiste alcuna presa in carico, alcuna continuità assistenziale e alcuna reale operatività delle strutture sanitarie. È una realtà che dovrebbe unire, non dividere».
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