Gli infermieri non lavorano gratis: il NurSind vince ancora ad Avellino
Due nuove sentenze confermano il diritto alla retribuzione dei tempi di vestizione e passaggio di consegne. NurSind: «Ogni minuto di lavoro deve essere pagato».
di Giuseppe Provinzano
"Il lavoro invisibile è spesso quello più difficile da far riconoscere. Minuti che scorrono prima dell'inizio ufficiale del turno, gesti ripetuti ogni giorno nel silenzio delle corsie, indispensabili per garantire sicurezza e continuità assistenziale. Eppure, dietro quei minuti ci sono professionisti che mettono a disposizione competenze, responsabilità e tempo sottratto alla propria vita privata. Le nuove sentenze del Tribunale di Avellino riportano al centro un principio semplice ma fondamentale: ciò che è lavoro non può essere considerato un favore né tantomeno un sacrificio dovuto".
AVELLINO, 13/06/2026 – Prosegue senza sosta la battaglia del NurSind nelle aule dei tribunali per la tutela di un diritto che il sindacato considera inderogabile: il riconoscimento economico del tempo realmente lavorato dal personale sanitario.
Nella giornata dell'11 giugno il Tribunale di Avellino ha emesso altre due importanti sentenze che riconoscono il diritto alla retribuzione delle ore maturate per le attività di vestizione e per il passaggio di consegne.
I provvedimenti riguardano un infermiere in servizio presso la Radiologia Interventistica dell'AORN Moscati e un infermiere che, all'epoca dei fatti oggetto del contenzioso, prestava servizio presso la Cardioanestesia. In entrambi i casi il giudice ha riconosciuto che il tempo dedicato alle attività preliminari e successive al turno, strettamente connesse all'assistenza e imposte dall'organizzazione aziendale, costituisce tempo di lavoro effettivo e deve pertanto essere retribuito.
«Continueremo a difendere in tutte le sedi un principio che riteniamo non negoziabile: ogni minuto sottratto alla vita privata dei professionisti per esigenze organizzative dell'Azienda deve essere pagato. Non è accettabile che attività obbligatorie e funzionali all'assistenza vengano trasformate in riposi compensativi», dichiarano il segretario territoriale NurSind Avellino, Romina Iannuzzi, e il segretario aziendale NurSind dell'AORN Moscati, Michele Rosapane.
Secondo il sindacato, è illegittima l'imposizione unilaterale delle Aziende sanitarie di obbligare gli operatori a recuperare tali prestazioni attraverso riposi compensativi, privandoli del corrispettivo economico dovuto.
A rafforzare ulteriormente questa interpretazione è intervenuta anche la Corte di Cassazione che, nelle più recenti pronunce, ha ribadito come le attività svolte in regime di eterodirezione, comprese le operazioni di vestizione e svestizione quando imposte dal datore di lavoro e indispensabili allo svolgimento della prestazione assistenziale, non possano essere compensate con recuperi orari ma debbano essere adeguatamente retribuite.
«Queste sentenze rappresentano una vittoria che va oltre i singoli ricorrenti. Affermano un principio di dignità professionale e rispetto del lavoro infermieristico. Il NurSind continuerà a sostenere tutti i colleghi affinché nessun diritto venga sacrificato in nome di prassi organizzative non conformi alla legge», aggiungono Iannuzzi e Rosapane.
Un ruolo determinante è stato svolto anche dallo Studio Legale Roberto e Luca Coppola di Avellino, che ha patrocinato le azioni giudiziarie contribuendo a consolidare un orientamento destinato ad avere importanti ricadute anche in futuri contenziosi analoghi.
Per il NurSind, queste nuove pronunce rappresentano l'ennesima conferma di un principio tanto semplice quanto fondamentale: il tempo dedicato alla cura, alla sicurezza e alla continuità assistenziale è lavoro a tutti gli effetti e, come tale, merita il giusto riconoscimento economico.
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