Cariati, NurSind: ''Senza personale il nuovo Pronto Soccorso resta solo un annuncio''
Dopo la delibera dell'ASP di Cosenza, NurSind e Le Lampare frenano gli entusiasmi: "Servono organici, servizi h24 e risposte concrete per il territorio ionico".
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono territori nei quali la sanità non può permettersi operazioni di facciata. Comunità che attendono da anni il riconoscimento di diritti essenziali e che conoscono bene la differenza tra una delibera e un servizio realmente funzionante. Quando si parla di emergenza-urgenza, la distanza tra ciò che viene scritto negli atti amministrativi e ciò che accade nei reparti può fare la differenza tra una promessa e una risposta di salute. A Cariati, oggi, il dibattito si riaccende proprio su questo confine sottile: quello tra l'annuncio e la realtà".
CARIATI, 20/06/2026 - L'atto amministrativo è arrivato. La Delibera n. 836 del 17 giugno 2026 dell'ASP di Cosenza sancisce formalmente la trasformazione del Punto di Primo Intervento dell'ospedale di Cariati in Pronto Soccorso. Un provvedimento che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare il punto di svolta atteso da anni da un territorio classificato come Zona Disagiata, costretto troppo spesso a fare i conti con carenze assistenziali e tempi di risposta incompatibili con i bisogni di salute della popolazione.
Eppure, dietro l'enfasi degli annunci istituzionali, il NurSind Cosenza, insieme all'associazione Le Lampare, invita alla prudenza e riporta il confronto sul piano della concretezza.
Per il sindacato delle professioni infermieristiche, infatti, il vero nodo resta immutato: l'assenza delle risorse umane indispensabili per garantire un autentico servizio di emergenza-urgenza operativo ventiquattr'ore su ventiquattro.
«La verità è che non cambia nulla fino a quando non ci sarà il personale necessario per aprire davvero il Pronto Soccorso. La stessa delibera riconosce l'adeguamento dei locali, ma non offre alcuna risposta sulla presenza di medici, infermieri, tecnici, anestesisti-rianimatori e servizi diagnostici h24. Senza professionisti, un Pronto Soccorso resta soltanto un titolo scritto su un foglio».
Il richiamo del NurSind non è soltanto sindacale. È soprattutto una presa d'atto delle difficoltà quotidiane vissute da cittadini e operatori sanitari in un'area che continua a scontare ritardi organizzativi e scelte rimaste troppo a lungo sospese.
Nel solo 2025 il presidio ha registrato oltre undicimila accessi. Numeri che testimoniano un bisogno assistenziale reale e crescente, incompatibile con soluzioni parziali o interventi privi delle necessarie garanzie organizzative.
Secondo il sindacato, la trasformazione annunciata rischia di rimanere incompiuta se non accompagnata da un piano straordinario di reclutamento e stabilizzazione del personale.
«Dopo anni di ritardi amministrativi e politici, il territorio continua a vivere nell'incertezza. La trasformazione non coincide con la pubblicazione di una delibera: avverrà soltanto quando verranno garantiti gli organici necessari e i servizi indispensabili. Fino ad allora, nulla è realmente cambiato».
A preoccupare è anche la situazione strutturale del presidio ospedaliero. Se da un lato l'ASP evidenzia l'adeguamento degli spazi interni agli standard richiesti, dall'altro permangono criticità che, secondo NurSind e Le Lampare, mal si conciliano con l'immagine di un Pronto Soccorso pronto ad affrontare emergenze complesse.
Cantieri ancora aperti, aree esterne non completamente ultimate e accessi non pienamente funzionali rappresentano elementi che alimentano ulteriori dubbi sulla reale tempistica di attivazione del servizio.
«Un Pronto Soccorso non si inaugura con un decreto. Si apre quando ci sono medici, infermieri, tecnici e servizi operativi h24. Oggi il territorio ha bisogno di certezze, non di slogan. La comunità merita fatti concreti e non nuovi annunci destinati ad alimentare illusioni».
Il NurSind Cosenza ribadisce quindi di accogliere favorevolmente ogni passo avanti che possa rafforzare l'assistenza sanitaria sul territorio ionico, ma invita le istituzioni ad abbandonare ogni trionfalismo prematuro.
Perché il diritto alla salute non può essere affidato alle intestazioni delle delibere. Deve tradursi in professionisti presenti, servizi funzionanti e risposte tempestive ai bisogni dei cittadini.
E fino a quando questi presupposti non saranno garantiti, il rischio è che il Pronto Soccorso di Cariati continui ad essere, più che una realtà operativa, una promessa ancora da mantenere.
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