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NurSind Piemonte: un'inchiesta svela il disagio degli infermieri, sicurezza cure a rischio

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 26/06/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Settecento professionisti raccontano una sanità sotto pressione: organici insufficienti, straordinari continui, demansionamento e competenze mortificate. Il NurSind lancia un nuovo allarme sulla tenuta del sistema sanitario piemontese.


di Giuseppe Provinzano

"Dietro ogni turno ospedaliero ci sono professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza, continuità e sicurezza, spesso lavorando oltre ogni limite organizzativo. Quando a raccontare la realtà non sono più singoli episodi ma centinaia di infermieri che descrivono le stesse criticità, diventa impossibile liquidare il problema come una semplice percezione. L'indagine promossa dal NurSind Piemonte offre uno spaccato che va ben oltre il malessere della categoria: mette in discussione la capacità stessa del sistema sanitario di assicurare cure sicure e di qualità. Perché quando vengono meno le condizioni di lavoro degli infermieri, a pagarne il prezzo sono inevitabilmente anche i cittadini".


TORINO, 26/06/2026 - Una fotografia impietosa della sanità piemontese arriva direttamente dalla voce degli infermieri. È questo il risultato dell'indagine conoscitiva promossa dal NurSind Piemonte, che ha raccolto le testimonianze di circa 700 professionisti impegnati quotidianamente negli ospedali e nei servizi sanitari regionali. I dati delineano uno scenario caratterizzato da carenza cronica di personale, turni sempre più gravosi, ricorso sistematico agli straordinari, demansionamento e un crescente senso di sfiducia verso il futuro della professione.

La questione più preoccupante riguarda la sicurezza delle cure. Secondo l'indagine, oltre l'85% degli infermieri ritiene che gli organici attualmente presenti nei turni non siano sufficienti a garantire un'assistenza sicura ai pazienti. Una percentuale che testimonia come il problema non riguardi esclusivamente le condizioni lavorative degli operatori, ma coinvolga direttamente la qualità dell'assistenza erogata ai cittadini.

"Questa pressione si riflette direttamente sul benessere psicofisico e morale del personale, che esprime un livello di frustrazione senza precedenti."

Francesco Coppolella, Segretario regionale NurSind Piemonte

L'indagine evidenzia come il sottodimensionamento degli organici stia diventando strutturale. Per molti infermieri lavorare in condizioni di emergenza rappresenta ormai la normalità, con ritmi che aumentano inevitabilmente il rischio clinico e rendono sempre più difficile garantire gli standard assistenziali richiesti.

A rendere ancora più pesante il quadro è il ricorso continuo allo straordinario. Più della metà degli intervistati riferisce di essere chiamata frequentemente a prolungare il proprio turno o a rinunciare ai riposi programmati, una pratica che nel tempo contribuisce ad aumentare stanchezza, stress e rischio di errore.

Non meno rilevante è il fenomeno del demansionamento, denunciato da quasi sette infermieri su dieci. Molti professionisti dichiarano infatti di essere quotidianamente impegnati in attività che nulla hanno a che vedere con le proprie competenze clinico-assistenziali, occupandosi di incombenze burocratiche, attività alberghiere o trasporto di materiali, sottraendo tempo prezioso all'assistenza infermieristica.

"Mentre la politica parla di valorizzazione della professione, la realtà dei reparti racconta tutt'altro."

Francesco Coppolella, Segretario regionale NurSind Piemonte

L'80% degli infermieri intervistati afferma inoltre di non riuscire ad esprimere pienamente le proprie competenze professionali. Per molti il ritmo di lavoro impedisce qualsiasi attività di sviluppo professionale, mentre altri denunciano come l'organizzazione riduca il ruolo infermieristico a una mera esecuzione di compiti urgenti, senza alcuna reale valorizzazione delle competenze avanzate acquisite negli anni.

Anche il rapporto con le direzioni aziendali emerge come uno degli elementi di maggiore criticità. Una parte consistente dei professionisti percepisce una distanza sempre più marcata tra chi lavora quotidianamente nei reparti e chi assume le decisioni organizzative, alimentando un senso di isolamento e di mancato ascolto.

"Oggi all'infermiere si chiede di fare tutto: prolungare il turno, rinunciare ai riposi, posticipare le ferie, spostarsi continuamente da un reparto all'altro per coprire le carenze di organico. Sempre disponibili, sempre responsabili, ma sempre meno valorizzati."

Francesco Coppolella, Segretario regionale NurSind Piemonte

Per il NurSind Piemonte questi risultati rappresentano un campanello d'allarme che non può più essere ignorato. La richiesta del sindacato è quella di avviare interventi concreti per il rafforzamento degli organici, la valorizzazione delle competenze infermieristiche e il superamento di modelli organizzativi che continuano a scaricare sui professionisti le inefficienze del sistema.

Per il NurSind non è più soltanto una questione sindacale, ma un tema di sicurezza delle cure e di tutela del Servizio Sanitario Pubblico. Se non verranno affrontate rapidamente le criticità evidenziate dall'indagine, il rischio è quello di un progressivo impoverimento della professione infermieristica e di un ulteriore peggioramento della qualità dell'assistenza offerta ai cittadini.