Modena, Pediatria di Comunità senza climatizzazione: NurSind denuncia condizioni insostenibili
Nella sede di Torrenova temperature superiori ai 30 gradi e personale costretto a lavorare in ambienti surriscaldati. Il NurSind: "Situazione non più tollerabile, servono interventi immediati".
di Giuseppe Provinzano
"La qualità dell'assistenza passa inevitabilmente dalla tutela delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari. Quando il caldo estremo invade gli ambienti assistenziali, mettendo a rischio il benessere del personale e la corretta conservazione dei farmaci, non si tratta più soltanto di un disagio organizzativo ma di un problema che coinvolge sicurezza, salute occupazionale e continuità dei servizi. È in questo contesto che si inserisce la nuova denuncia del NurSind Modena, che accende i riflettori sulla situazione della Pediatria di Comunità di Torrenova".
MODENA, 28/06/2026 - Temperature oltre i trenta gradi, climatizzazione fuori uso e lavoratori costretti a prestare servizio in condizioni definite ormai insostenibili. È quanto denuncia il NurSind Modena, che torna a sollevare il tema del microclima negli ambienti sanitari durante una delle estati più calde degli ultimi anni.
Al centro della segnalazione vi è la sede dell'Assistenza domiciliare della Pediatria di Comunità di Torrenova, dove il guasto all'impianto di climatizzazione avrebbe determinato un progressivo peggioramento delle condizioni ambientali interne, rendendo particolarmente difficoltoso lo svolgimento delle attività assistenziali quotidiane.
«Lavorare in queste condizioni è diventato pressoché impossibile. Le temperature registrate nei locali hanno abbondantemente superato i 30 gradi, nonostante l'utilizzo di ventilatori e il continuo ricambio d'aria», evidenzia il NurSind Modena.
Secondo quanto ricostruito dalla segreteria territoriale, il problema sarebbe stato segnalato già all'inizio della settimana lavorativa, quando il personale, rientrato in servizio, ha immediatamente constatato il malfunzionamento dell'impianto.
Per diversi giorni, spiegano dal sindacato, infermieri e operatori hanno continuato a garantire l'assistenza in ambienti caratterizzati da temperature elevate, superiori ai parametri generalmente indicati per assicurare adeguate condizioni di comfort negli spazi di lavoro sanitari.
«Soltanto successivamente è stata fornita un'attrezzatura destinata esclusivamente al locale nel quale sono stati trasferiti in via emergenziale i farmaci, mentre gli altri ambienti risultano ancora privi di efficaci sistemi di raffrescamento», sottolinea l'organizzazione sindacale.
Il NurSind evidenzia inoltre come, in alcuni casi, siano stati gli stessi lavoratori a reperire autonomamente dispositivi per mitigare gli effetti del caldo, nel tentativo di rendere più sopportabile la permanenza nei locali durante le ore di servizio.
Una situazione che, secondo il sindacato, richiede una risposta immediata da parte dell'Azienda sanitaria, soprattutto alla luce delle elevate temperature registrate nelle ultime settimane e della necessità di garantire ambienti adeguati sia per il personale sia per l'utenza che quotidianamente accede al servizio.
«Va riconosciuto il grande senso di responsabilità dimostrato dagli infermieri e dagli operatori della Pediatria di Comunità, che nonostante le difficoltà e il disagio termico hanno continuato a garantire l'assistenza ai pazienti, mettendo al primo posto i bisogni delle famiglie e dei bambini», conclude il NurSind.
La vicenda riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro sanitari, soprattutto durante i mesi estivi, quando guasti agli impianti e temperature eccezionalmente elevate possono incidere significativamente sulla qualità dell'assistenza e sul benessere psicofisico degli operatori.
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