Milano, reparti senza aria condizionata: il NurSind denuncia caldo e allagamenti al San Paolo
Temperature oltre i 30 gradi, infiltrazioni d'acqua e pazienti esasperati: il NurSind Milano chiede interventi immediati e annuncia iniziative presso gli organi competenti
di Giuseppe Provinzano
"L'emergenza caldo torna a mettere sotto pressione gli ospedali italiani e ad accendere i riflettori sulle condizioni ambientali in cui operatori sanitari e pazienti sono costretti a trascorrere intere giornate. A Milano, nel presidio ospedaliero San Paolo, il problema della climatizzazione fuori uso da settimane si intreccia con criticità strutturali che rischiano di compromettere sicurezza, benessere organizzativo e qualità dell'assistenza. A lanciare l'allarme è il NurSind Milano, che denuncia una situazione divenuta ormai insostenibile e chiede risposte immediate da parte dell'azienda sanitaria".
MILANO, 02/07/2026 - Caldo soffocante nei reparti, corridoi interessati da infiltrazioni d'acqua e condizioni ambientali giudicate incompatibili con un'assistenza sanitaria sicura. È questo il quadro denunciato dal NurSind Milano all'interno dell'ospedale San Paolo, dove da settimane il sistema di climatizzazione non sarebbe in grado di garantire temperature adeguate negli ambienti di degenza.
Secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, in diversi reparti si registrerebbero valori termici che raggiungono e in alcuni casi superano i 30 gradi, con inevitabili ripercussioni sia sul personale sanitario sia sui pazienti ricoverati, molti dei quali già in condizioni cliniche delicate.
Le segnalazioni, riferisce il NurSind, si susseguono ormai da oltre tre settimane e coinvolgerebbero operatori sanitari, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e cittadini ricoverati, senza che siano stati adottati interventi risolutivi.
A rendere ancora più complessa la situazione sarebbe un ulteriore elemento di criticità: l'impianto di climatizzazione, pur non garantendo il raffrescamento degli ambienti, continuerebbe a produrre condensa, causando infiltrazioni e allagamenti in alcune aree della struttura.
Il personale sarebbe così costretto a operare quotidianamente in condizioni caratterizzate contemporaneamente da temperature elevate e dalla presenza di acqua nei corridoi, con potenziali ripercussioni anche sotto il profilo della sicurezza.
«È inaccettabile che nel 2026 si possa essere costretti a lavorare o a essere ricoverati in reparti che raggiungono e superano, in alcuni casi, i 30 gradi. Non stiamo parlando di un semplice disagio, ma di condizioni che incidono direttamente sulla salute delle persone, sulla sicurezza degli operatori e sulla qualità delle cure erogate», denuncia Giovanni Migliaccio, segretario territoriale del NurSind Milano.
Per il sindacato, la vicenda si inserisce in un contesto organizzativo già fortemente appesantito da criticità che riguardano la gestione delle risorse umane, i carichi assistenziali e la crescente difficoltà nel garantire condizioni lavorative sostenibili.
«Da tempo segnaliamo le difficoltà vissute quotidianamente dal personale, tra turni sempre più gravosi, riposi che saltano e un'organizzazione del lavoro resa complessa dalla carenza di risorse. Oggi a tutto questo si aggiungono reparti trasformati in ambienti roventi, con conseguenze evidenti sia per chi presta assistenza sia per chi è ricoverato», prosegue Migliaccio.
Il NurSind Milano riferisce inoltre che in alcune circostanze sarebbero stati gli stessi pazienti a richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, giudicando la situazione non più tollerabile e manifestando preoccupazione per le possibili ripercussioni sul proprio stato di salute.
Per questo motivo il sindacato ha annunciato l'intenzione di investire della questione gli organismi preposti alla vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, chiedendo verifiche puntuali e provvedimenti immediati.
«Pretendiamo risposte rapide e interventi concreti. Il rispetto della dignità dei lavoratori e dei pazienti non è negoziabile. Non ci fermeremo finché non saranno ripristinate condizioni ambientali adeguate e sicure per chi cura e per chi viene curato», conclude il segretario territoriale del NurSind Milano.
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