ASReM, Sindacati: stato di agitazione. ''La sanità molisana è al limite''
I sindacati denunciano carenze di personale, turni massacranti e burnout diffuso. Avviata la procedura di raffreddamento davanti al Prefetto. Se non arriveranno risposte concrete, pronta la proclamazione dello sciopero.
di Giuseppe Provinzano
"La frattura tra chi governa la sanità e chi ogni giorno garantisce l'assistenza ai cittadini si allarga anche in Molise. Dopo settimane di confronto senza risultati, il NurSind, insieme a Cisl FP e Fials, ha deciso di alzare il livello dello scontro, proclamando lo stato di agitazione del personale del Comparto Sanità dell'ASReM. Al centro della protesta ci sono organici insufficienti, organizzazione ritenuta inadeguata e condizioni di lavoro che, secondo il sindacato, stanno mettendo a rischio tanto gli operatori quanto la qualità dell'assistenza".
ASReM, Sindacati: stato di agitazione. "La sanità molisana è al limite"
CAMPOBASSO, 09/07/2026 – La pazienza è finita. Il NurSind Molise, insieme alle organizzazioni sindacali Cisl FP e Fials, ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione del personale del Comparto Sanità dell'ASReM, chiedendo l'attivazione del tentativo obbligatorio di conciliazione davanti al Prefetto. Una decisione che arriva al termine di un confronto definito infruttuoso con la Direzione aziendale e che apre una nuova fase della vertenza sindacale.
Secondo i sindacati, la realtà quotidiana vissuta negli ospedali molisani è ormai distante dalle valutazioni espresse dai vertici aziendali. Il sindacato denuncia una situazione caratterizzata da una cronica insufficienza di personale, turni sempre più gravosi, riposi sacrificati e ferie continuamente rinviate per garantire la continuità assistenziale.
«Dietro ogni turno scoperto non ci sono semplici numeri, ma donne e uomini che da anni sostengono la sanità pubblica con enormi sacrifici personali. Sentirsi dire che il personale è sufficiente significa ignorare completamente ciò che accade ogni giorno nei reparti e rappresenta un'offesa verso chi continua a garantire l'assistenza ai cittadini.»
Afferma Sonia Lepore, Segretaria Regionale NurSind Molise
Per il NurSind Molise, Cisl e Fials, la gestione delle risorse umane continua a essere priva di una reale programmazione, con assegnazioni del personale che non risponderebbero alle effettive esigenze assistenziali e che finiscono per lasciare scoperti servizi fondamentali. Una situazione che, secondo il sindacato, alimenta un clima di crescente stress lavoro-correlato e favorisce fenomeni di burnout ormai sempre più diffusi tra gli operatori sanitari.
Il sindacato evidenzia come il sistema stia continuando a reggersi quasi esclusivamente sul senso di responsabilità degli infermieri e di tutto il personale sanitario, chiamato quotidianamente a sopperire alle carenze organizzative attraverso un continuo sacrificio dei propri diritti contrattuali.
«Non si può più pretendere che il Servizio sanitario regionale continui a sopravvivere esclusivamente grazie alla professionalità e al senso del dovere degli operatori. La tenuta del sistema non può dipendere dal sacrificio costante di chi lavora in corsia.»
Nel documento, i sindacati rivolgono anche un appello diretto ai cittadini, sottolineando come le difficoltà del personale abbiano inevitabili ripercussioni sulla qualità e sulla sicurezza delle cure.
«La sicurezza dell'assistenza è strettamente legata alle condizioni di lavoro degli operatori. Un infermiere esausto è costretto a lavorare in condizioni che aumentano inevitabilmente il rischio clinico. Ignorare questo allarme significa assumersi la responsabilità del progressivo indebolimento della sanità pubblica molisana.»
Con la proclamazione dello stato di agitazione, le organizzazioni sindacali chiedono ora l'avvio immediato della procedura di conciliazione davanti al Prefetto, nella convinzione che siano ormai indispensabili interventi concreti su assunzioni, organizzazione del lavoro e programmazione del personale.
«Pretendiamo risposte concrete, tempi certi e un piano credibile di rilancio. Se anche il confronto istituzionale dovesse concludersi senza risultati, procederemo con la proclamazione dello sciopero generale del personale e con ogni ulteriore iniziativa sindacale e legale necessaria. La sanità pubblica è un bene comune e non può continuare a reggersi esclusivamente sul sacrificio dei lavoratori.»
La vertenza entra così in una fase decisiva. Il confronto davanti al Prefetto rappresenterà l'ultimo tentativo per evitare un inasprimento della mobilitazione che, in assenza di risposte, potrebbe sfociare nello sciopero generale del personale del Comparto Sanità dell'ASReM.
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