Infermiere aggredito alla REMS di Empoli: il NurSind chiede un presidio fisso di sicurezza
Dopo l'ennesima violenza contro un operatore, il sindacato delle professioni infermieristiche denuncia il silenzio delle istituzioni e rilancia la richiesta di interventi urgenti per garantire la sicurezza del personale sanitario.
di Giuseppe Provinzano
"Le aggressioni ai danni degli operatori sanitari continuano a rappresentare una delle emergenze più gravi e sottovalutate del Servizio sanitario nazionale. Ogni nuovo episodio alimenta un clima di paura che rischia di compromettere non solo la sicurezza di chi lavora in prima linea, ma anche la qualità dell'assistenza erogata ai pazienti. È in questo contesto che si inserisce la nuova denuncia del NurSind, che torna ad accendere i riflettori sulla situazione della REMS di Empoli, chiedendo risposte immediate dopo l'ennesima aggressione ai danni di un infermiere".
EMPOLI, 15/07/2026 - Un'altra notte di violenza, un altro infermiere costretto a ricorrere alle cure del Pronto soccorso dopo essere stato colpito con calci e pugni durante il servizio. È quanto accaduto alla REMS di Empoli, dove il personale continua a operare in un contesto che il NurSind definisce ormai insostenibile sotto il profilo della sicurezza.
L'episodio, tutt'altro che isolato, arriva a pochi giorni da altri eventi analoghi verificatisi all'interno della struttura e riporta con forza al centro del dibattito il tema della tutela degli operatori sanitari impegnati in contesti ad alta complessità assistenziale.
Il sindacato delle professioni infermieristiche evidenzia come, nonostante le ripetute segnalazioni inviate all'Azienda sanitaria e alle istituzioni competenti, non siano finora stati adottati provvedimenti concreti per ridurre il rischio a cui il personale è quotidianamente esposto.
"È trascorso oltre un mese dalla nostra segnalazione indirizzata all'Azienda sanitaria e alla Prefettura, ma non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Nel frattempo gli episodi di violenza continuano a ripetersi e il personale resta privo di adeguate garanzie di sicurezza. Le segnalazioni inoltrate anche attraverso il sistema aziendale del Rischio Clinico non possono trasformarsi in semplici adempimenti burocratici senza alcuna conseguenza concreta",
denuncia il segretario regionale del NurSind Toscana, Giampaolo Giannoni.
Il riferimento è anche a un precedente episodio particolarmente grave, durante il quale un paziente aveva distrutto una sedia tentando poi di colpire gli operatori presenti. Circostanze che, secondo il NurSind, avrebbero dovuto determinare un'immediata rivalutazione delle misure di sicurezza adottate nella struttura.
Secondo il sindacato, il clima lavorativo alla REMS è progressivamente peggiorato. Molti infermieri affrontano i turni con timore, mentre cresce il numero di richieste di trasferimento, delle assenze per malattia e degli infortuni conseguenti alle aggressioni. Una situazione che, inevitabilmente, aumenta anche il carico assistenziale per il personale rimasto in servizio, aggravando ulteriormente le criticità organizzative.
"Non è accettabile che chi entra in servizio debba farlo con la paura di non tornare a casa senza conseguenze. Servono decisioni immediate. Chiediamo l'istituzione di un presidio stabile delle forze dell'ordine all'interno della REMS e un confronto concreto per individuare misure realmente efficaci a tutela di operatori e pazienti. In assenza di risposte, il NurSind è pronto ad attivare ogni iniziativa necessaria per difendere la sicurezza dei lavoratori",
conclude Giannoni.
Per il NurSind, il problema non riguarda esclusivamente la singola struttura di Empoli, ma rappresenta il simbolo di una criticità ormai diffusa in numerosi servizi sanitari dove il personale continua a lavorare in condizioni di crescente esposizione al rischio. La tutela degli operatori, sottolinea il sindacato, non può più essere rinviata né affidata alla sola capacità individuale di gestire situazioni sempre più pericolose. Occorrono investimenti, presidi di sicurezza adeguati e risposte tempestive da parte delle istituzioni.
di