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Sanitari radiati durante la pandemia: ecco chi potrebbe tornare a lavorare

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 15/07/2026

AttualitàGoverno

 

Prosegue il percorso parlamentare del Disegno di legge AC 2700, il provvedimento con cui il Governo punta a ridisegnare il sistema delle professioni sanitarie e ad aggiornare la disciplina sulla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

Nella seduta della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, presieduta dall'onorevole Ugo Cappellacci, sono stati approvati nuovi emendamenti che introducono importanti novità destinate a incidere sulla formazione, sull'organizzazione del lavoro sanitario e sull'evoluzione delle competenze professionali.

Tra gli interventi più significativi spiccano la promozione della formazione in sanità digitale e intelligenza artificiale, l'introduzione di un linguaggio infermieristico standardizzato, nuove forme di collaborazione interdisciplinare e una procedura straordinaria che consentirà, in specifiche circostanze, la reiscrizione all'Albo di alcuni professionisti sanitari radiati durante la pandemia da Covid-19.

Con il voto sugli ultimi emendamenti accantonati o ritirati nelle precedenti sedute, la Commissione ha concluso l'esame delle proposte emendative. Il testo sarà ora trasmesso alle Commissioni competenti per i pareri consultivi, prima di proseguire il proprio iter parlamentare.

Sanità digitale e intelligenza artificiale entrano nella formazione degli operatori

Tra le modifiche approvate assume particolare rilievo l'emendamento 4.39, presentato dall'onorevole Simona Loizzo (Lega). La norma, inserita nell'ambito della delega al Governo, prevede l'attivazione di corsi regionali di formazione dedicati alla digitalizzazione della sanità pubblica, con particolare attenzione allo sviluppo di competenze relative all'utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale.

L'obiettivo è accompagnare la trasformazione digitale del Servizio sanitario nazionale, preparando medici, infermieri e tutti gli altri professionisti sanitari a utilizzare in modo appropriato le nuove tecnologie nella pratica clinica, assistenziale e organizzativa.

L'intelligenza artificiale, infatti, sta rapidamente entrando nei sistemi di supporto alle decisioni cliniche, nella diagnostica per immagini, nella gestione dei dati sanitari e nell'organizzazione dei percorsi assistenziali. Per questo motivo il legislatore ritiene ormai indispensabile prevedere percorsi formativi strutturati che consentano agli operatori di acquisire competenze specifiche e aggiornate.

Arriva il linguaggio infermieristico standardizzato

Tra gli emendamenti destinati ad avere il maggiore impatto sulla professione infermieristica figura il 4.46, presentato dall'onorevole Ylenja Lucaselli Lancellotta (FdI). La disposizione impegna il Governo a promuovere l'adozione di un linguaggio infermieristico standardizzato, destinato, nel tempo, a integrarsi con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).

Si tratta di una novità di particolare rilievo per la professione. Oggi la documentazione infermieristica viene spesso redatta utilizzando terminologie differenti da struttura a struttura e, talvolta, anche tra professionisti della stessa azienda sanitaria.

L'introduzione di un linguaggio comune consentirebbe di:

  • uniformare la documentazione assistenziale;
  • migliorare la continuità delle cure;
  • rendere confrontabili i dati prodotti dagli infermieri;
  • valorizzare il contributo dell'assistenza infermieristica nei sistemi informativi sanitari;
  • favorire l'integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico.

Si tratta di un passaggio atteso da anni dal mondo infermieristico e già adottato in numerosi sistemi sanitari internazionali attraverso classificazioni standardizzate come NANDA-I, NIC, NOC e ICNP, che consentono di descrivere in maniera uniforme diagnosi, interventi e risultati dell'assistenza.

L'inserimento di questa previsione nella legge delega rappresenta quindi un riconoscimento del valore della documentazione infermieristica come elemento essenziale del percorso di cura.

Più integrazione tra professionisti per promuovere l'attività fisica

Un altro emendamento approvato, il 4.47, presentato dall'onorevole Andrea Casasco (Forza Italia), punta a rafforzare la collaborazione tra diverse professioni sanitarie.

Il Governo dovrà infatti individuare criteri per costruire un sistema integrato di collaborazione tra:

  • specialisti in medicina dello sport;
  • medici di medicina generale;
  • pediatri di libera scelta;
  • fisioterapisti.

L'obiettivo è riconoscere l'esercizio fisico strutturato come vero e proprio strumento di prevenzione e promozione della salute. I futuri protocolli operativi dovranno essere elaborati sulla base delle linee guida della Federazione Medico Sportiva Italiana e successivamente validati dall'Istituto Superiore di Sanità.

L'intenzione del legislatore è quella di rafforzare una presa in carico multidisciplinare delle persone, valorizzando l'attività motoria come intervento terapeutico e preventivo.

La norma destinata a far discutere: possibile il reintegro di alcuni sanitari radiati durante la pandemia

Il punto più delicato dell'esame parlamentare riguarda però l'approvazione dell'emendamento 7.01, presentato dall'onorevole Alice Buonguerrieri (FdI).

La disposizione introduce una procedura straordinaria che consentirà, in presenza di specifiche condizioni, la reiscrizione all'Albo professionale di alcuni sanitari radiati durante il periodo dell'emergenza pandemica.

La norma riguarda esclusivamente i professionisti radiati per fatti non dolosi commessi durante la pandemia e che, secondo il testo approvato, siano stati diretta conseguenza di circostanze eccezionali, quali:

  • le limitate conoscenze scientifiche disponibili sul SARS-CoV-2 e sulle relative terapie;
  • la carenza di personale sanitario;
  • l'insufficienza di risorse materiali;
  • l'impiego di personale privo di specifica esperienza specialistica per far fronte all'emergenza.

La richiesta di reiscrizione dovrà essere presentata entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. Qualora la radiazione sia stata determinata da una condanna penale, sarà necessario che sia intervenuta la riabilitazione, anch'essa da conseguire entro il termine previsto. Il provvedimento precisa inoltre che l'eventuale riammissione all'Albo non comporterà alcun diritto al risarcimento o a indennizzi economici per il periodo durante il quale il professionista è rimasto radiato.

La misura è destinata ad alimentare un acceso confronto politico e professionale, poiché interviene su uno dei temi più controversi emersi durante la gestione dell'emergenza Covid-19.