Vallo della Lucania, minorenne rimbalzato tra cinque ospedali, il NurSind porta il caso in Procura
Dopo l'odissea di un quindicenne con una grave frattura, il NurSind Salerno chiede accertamenti sulle responsabilità e denuncia il collasso della rete dell'emergenza-urgenza campana.
di Giuseppe Provinzano
"Quando una famiglia è costretta a trasformare un'emergenza sanitaria in un viaggio senza fine tra ospedali, il problema non riguarda più il singolo episodio ma l'intero sistema. La vicenda accaduta nel Cilento riporta al centro del dibattito una questione che il NurSind denuncia da tempo: la tenuta della rete dell'emergenza-urgenza, la disponibilità di specialisti, il coordinamento dei trasferimenti e il diritto dei cittadini, soprattutto dei più fragili, a ricevere cure tempestive senza dover affrontare un percorso fatto di rifiuti, attese e incertezze. È da questa prospettiva che il sindacato chiede oggi chiarezza e responsabilità".
VALLO DELLA LUCANIA (SA), 15/07/2026 - Un ragazzo di appena quindici anni, una frattura scomposta al braccio e una lunga notte trascorsa inseguendo un posto letto tra ospedali distanti centinaia di chilometri. È la vicenda che ha spinto il NurSind Salerno a rivolgersi formalmente ai vertici dell'Asl competente, alla Centrale Operativa del 118, alla Regione Campania e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, chiedendo di accertare eventuali responsabilità su una gestione che il sindacato definisce gravemente deficitaria.
Secondo quanto ricostruito dal sindacato, tutto avrebbe avuto inizio dopo una caduta avvenuta in tarda serata. Da quel momento, invece di trovare un percorso assistenziale rapido e coordinato, il giovane e la madre si sarebbero trovati coinvolti in una complessa sequenza di trasferimenti che avrebbe interessato ben cinque strutture ospedaliere, senza che venisse garantita fin da subito una presa in carico definitiva.
Il primo accesso al Pronto soccorso di Sapri avrebbe consentito esclusivamente un trattamento d'urgenza, mentre la mancanza di specialisti disponibili avrebbe indirizzato la famiglia verso altre strutture. Il successivo tentativo di ricovero presso l'ospedale pediatrico Santobono di Napoli si sarebbe però rivelato impossibile a causa dei limiti anagrafici previsti dalla struttura. Da lì il trasferimento al Cardarelli, dove, dopo ore di attesa, sarebbe stata prospettata una sistemazione provvisoria in barella all'interno di un corridoio, soluzione che la madre del ragazzo ha ritenuto incompatibile con condizioni di assistenza dignitose.
Il calvario sarebbe quindi proseguito anche nella giornata successiva, con un ulteriore passaggio presso l'ospedale di Salerno per nuovi accertamenti diagnostici e una nuova immobilizzazione dell'arto. Solo successivamente il giovane avrebbe trovato finalmente ricovero presso l'ospedale di Vallo della Lucania, dove è stato preso in carico per il successivo intervento chirurgico.
"Quanto accaduto rappresenta un episodio che non può essere archiviato come una semplice disfunzione organizzativa. Un ragazzo minorenne non può essere costretto ad affrontare un simile percorso tra ospedali, accumulando dolore, attese e continui trasferimenti. È il segnale evidente di una rete dell'emergenza che presenta criticità profonde e che necessita di un'immediata verifica. Chiediamo che vengano accertate tutte le responsabilità e che si chiarisca perché il sistema abbia trovato una soluzione soltanto dopo un'estenuante sequenza di passaggi tra diverse strutture sanitarie",
dichiara Biagio Tomasco, segretario territoriale del NurSind Salerno.
Per il sindacato non si tratta soltanto di una questione sanitaria, ma anche di tutela dei diritti dei cittadini e di garanzia dell'equità nell'accesso alle cure, principi che dovrebbero rappresentare il fondamento stesso del Servizio sanitario pubblico.
"A tutto questo si aggiungono i pesanti disagi economici e logistici affrontati dalla famiglia, lasciata sola a organizzare spostamenti continui tra taxi e treni, sostenendo costi rilevanti senza poter contare su un trasferimento sanitario protetto. È difficile comprendere come un paziente in queste condizioni non sia stato preso in carico direttamente dal sistema dell'emergenza. La sanità pubblica non può scaricare sulle famiglie le conseguenze delle proprie inefficienze organizzative, soprattutto quando ad essere coinvolto è un minore",
aggiunge Adriano Cirillo, segretario amministrativo del NurSind Salerno.
Il NurSind chiede ora che venga fatta piena luce sull'intera vicenda, verificando il funzionamento della rete dell'emergenza territoriale, la disponibilità dei posti letto, la gestione delle consulenze specialistiche e le procedure relative ai trasferimenti protetti tra le strutture sanitarie. L'obiettivo, sottolinea il sindacato, è evitare che episodi di tale gravità possano ripetersi e restituire ai cittadini la certezza di poter ricevere un'assistenza tempestiva, appropriata e realmente coordinata.
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