Data Corner FNOPI 2026. Infermieri, gli iscritti superano quota 464mila: boom degli under 30
FNOPI ha pubblicato il report 2026 sulle iscrizione all’albo generale della professione infermieristica
La professione infermieristica in Italia continua a crescere e, soprattutto, a ringiovanire. I dati estratti dall’Albo unico nazionale FNOPI al 30 giugno 2026 mostrano 464.193 iscritti, in aumento di 2.880 unità rispetto ai 461.313 rilevati nel giugno 2025, con un segnale particolarmente rilevante: gli under 30 crescono di 1.584 professionisti, grazie all’aumento sia nella fascia 21-25 anni sia in quella 26-30.
Questo andamento conferma, secondo FNOPI, una professione che resta attrattiva e che trova nelle nuove generazioni una delle principali fonti di rigenerazione. Il dato si inserisce in un contesto più ampio, segnato dal calo demografico generale e da una maggiore offerta formativa universitaria, elementi che hanno reso più visibile l’ingresso di nuovi laureati in Infermieristica.
Sul piano della composizione interna, l’infermieristica italiana resta fortemente femminile: le donne sono il 76,38% degli iscritti, pari a 354.530 professioniste, mentre gli uomini sono 109.663, cioè il 23,62%. Tuttavia, nell’ultimo anno si osserva un lieve riequilibrio, con un aumento di 1.997 infermiere e di 883 infermieri.
Un altro elemento significativo è l’età media, che sale leggermente a 46,6 anni rispetto ai 46,5 dell’anno precedente. Questo dato non contraddice la crescita dei più giovani, ma indica che la struttura anagrafica della professione resta ancora appesantita dalle coorti più mature, pur con un ricambio che comincia a farsi più evidente.
FNOPI sottolinea che la tenuta delle nuove leve è sostenuta da 5.787 nuovi iscritti a fronte di 2.778 cancellazioni complessive. Tra le cause di cancellazione prevale la cessazione dell’attività, con 1.228 casi, seguita da 648 cancellazioni per morosità, 264 rinunce volontarie e 191 decessi.
Sul fronte della mobilità, nei primi sei mesi del 2026 si registrano 70 trasferimenti all’estero. La Lombardia si conferma la principale destinazione interna per i trasferimenti in entrata, con 259 casi, seguita da Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio; nel Mezzogiorno emergono Sicilia, Puglia e Campania.
Il quadro che emerge è quello di una professione che continua ad allargarsi, ma che mostra anche fratture note: invecchiamento medio, forte polarizzazione territoriale e dinamiche di mobilità che riflettono la capacità diseguale dei sistemi regionali di trattenere e attrarre infermieri. Allo stesso tempo, l’aumento degli iscritti under 30 rappresenta un segnale incoraggiante, perché suggerisce una base generazionale più solida per il futuro della professione.
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