Pordenone, Asfo cerca infermieri fuori regione. NurSind: ''Ora servono le foresterie''
Mobilità volontaria per dieci posti a tempo indeterminato. Altavilla (NurSind): "Una risposta che chiedevamo insieme alla UIL. Adesso bisogna puntare anche sugli alloggi per chi arriva da fuori".
di Giuseppe Provinzano
"La carenza di infermieri non si affronta più soltanto cercando professionisti nel proprio territorio. A Pordenone l’Asfo prova ad allargare il raggio del reclutamento oltre i confini regionali, mettendo sul tavolo dieci posti a tempo indeterminato. Una scelta che il NurSind, insieme alla UIL, rivendica come una delle soluzioni sollecitate per rendere più efficace la ricerca di personale. Ma per Gianluca Altavilla il passo successivo è altrettanto importante: chi decide di trasferirsi deve trovare non soltanto una retribuzione più conveniente, ma anche condizioni concrete che rendano sostenibile il trasferimento".
NurSind: "Non basta cercare infermieri. Bisogna convincerli a restare".
PORDENONE, 15/08/2026 - L’Azienda sanitaria Friuli Occidentale prova ad allargare il bacino nel quale cercare nuovi infermieri. Sul portale istituzionale dell’Asfo è stato pubblicato un avviso di mobilità volontaria per titoli ed eventuale colloquio, finalizzato alla copertura di dieci posti di infermiere a tempo pieno e indeterminato.
Le candidature potranno essere presentate fino a domenica 30 agosto 2026. Una procedura che assume un peso particolare alla luce della carenza di personale: secondo quanto riferito, all’interno dell’Azienda sanitaria mancherebbero complessivamente circa 80 infermieri.
La mobilità punta quindi a intercettare professionisti già occupati presso altre aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale e disponibili a cambiare sede lavorativa. Il raggio d’azione non si limita al vicino Veneto, ma si estende potenzialmente a tutto il territorio nazionale.
Gli incentivi possono rendere il Friuli più attrattivo
Ad aumentare le possibilità di richiamare professionisti da altre regioni contribuiscono anche le condizioni economiche previste in Friuli Venezia Giulia per fronteggiare la carenza di personale sanitario.
Secondo i dati richiamati nella vicenda, un turno notturno può arrivare a essere remunerato 90 euro in Friuli Venezia Giulia contro 32 euro in Veneto, mentre per alcune giornate di lavoro vengono indicati importi rispettivamente di 307 e 207 euro.
Differenze vengono segnalate anche per le prestazioni effettuate rinunciando al riposo, remunerate in Friuli tra 35 e 47 euro l’ora, e per alcune indennità di disagio riconosciute nei servizi caratterizzati da particolare complessità, come le dipendenze e la Rianimazione.
È soprattutto nelle aree di confine che il diverso trattamento economico può diventare una leva importante. Un infermiere residente in Veneto, ad esempio, potrebbe scegliere di lavorare a Pordenone mantenendo la propria residenza e beneficiando al tempo stesso di condizioni economiche più vantaggiose.
NurSind: "Era quello che chiedevamo insieme alla UIL"
Il NurSind di Pordenone accoglie positivamente l’apertura della mobilità fuori regione. Per il segretario territoriale Gianluca Altavilla, il provvedimento va nella direzione indicata dal NurSind insieme alla UIL per ampliare concretamente la platea dei possibili candidati.
"Era quello che chiedevamo noi insieme alla UIL: ampliare il raggio d’azione per reclutare risorse fuori regione. Così si apre una possibilità concreta anche per gli infermieri del vicino Veneto: chi vive al confine, scegliendo di lavorare a Pordenone, potrebbe beneficiare di condizioni economiche più favorevoli".
Non si tratta, peraltro, di una strada completamente nuova. L’Asfo ha già utilizzato in passato lo strumento della mobilità e, secondo Altavilla, i risultati dimostrano che guardare oltre i confini regionali può produrre effetti concreti.
"L’Asfo pubblica ciclicamente questi avvisi. L’ultima volta, circa due anni fa, arrivarono una dozzina di professionisti dal Veneto e dal Cro. Questo dimostra che l’Azienda è impegnata nella ricerca di nuovi infermieri".
Chi può partecipare alla mobilità
L’avviso è rivolto agli infermieri già dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno presso aziende o enti del Servizio sanitario nazionale, inquadrati nel relativo profilo professionale e che abbiano superato positivamente il periodo di prova.
Tra le condizioni previste figurano inoltre l’idoneità fisica all’impiego e l’assenza di procedimenti disciplinari. Possono presentare domanda anche i professionisti attualmente con rapporto part-time, purché disponibili al passaggio a tempo pieno, oltre ai dipendenti di altre amministrazioni già in servizio presso l’Asfo nei casi contemplati dall’avviso.
Le domande dovranno essere presentate entro domenica 30 agosto 2026. Per gli infermieri interessati, l’Asfo mette a disposizione sul proprio portale sia la pagina dedicata alla procedura sia il testo integrale dell’avviso pubblico.
Per presentare l’istanza di partecipazione: Accedi alla pagina ASFO dedicata alla procedura di mobilità
Per consultare requisiti, modalità e condizioni della selezione: Consulta e scarica il bando completo della mobilità volontaria
Sul passaggio da un’amministrazione all’altra resta poi il tema del nullaosta dell’azienda di provenienza. Un elemento sul quale Altavilla richiama l’attenzione dei professionisti interessati a cambiare sede.
"Perché possa concretizzarsi il passaggio da un’amministrazione all’altra serve il nullaosta dell’azienda cedente, che non sempre viene concesso. Nel caso di partecipazione a un avviso a tempo determinato, invece, il nullaosta è obbligatorio. Successivamente l’infermiere può regolarizzare la propria posizione attraverso una mobilità. È una possibilità che consigliamo di valutare".
NurSind rilancia: "Adesso servono le foresterie"
Per Altavilla, tuttavia, intercettare gli infermieri fuori regione è soltanto il primo tassello. Se Pordenone vuole competere realmente con altre aziende sanitarie nella ricerca di personale, occorre intervenire anche su uno dei principali problemi che incontra chi valuta un trasferimento: trovare un alloggio a condizioni sostenibili.
Il segretario territoriale NurSind propone quindi di utilizzare e riqualificare immobili già esistenti per realizzare vere e proprie foresterie destinate ai professionisti sanitari.
"Occorre aumentare l’attrattività offrendo a chi viene da fuori anche un alloggio. Si potrebbero riqualificare ex caserme o l’ex convento vicino all’ospedale per creare convitti “smart”, anche con una zona work. Un’altra possibilità potrebbe essere rappresentata dagli spazi del vecchio ospedale".
Tra le ipotesi indicate figura infatti anche il recupero di alcuni padiglioni del precedente presidio ospedaliero, sfruttando eventualmente ambienti già dotati di servizi autonomi e adattabili a sistemazioni temporanee.
La proposta del NurSind di Pordenone punta così ad affiancare agli incentivi economici una politica abitativa dedicata al personale sanitario. Per chi arriva da centinaia di chilometri di distanza, infatti, poter contare su una sistemazione almeno nella prima fase del trasferimento può incidere in maniera determinante sulla decisione di accettare un nuovo posto di lavoro.
La sfida non è soltanto assumere, ma trattenere
La mobilità avviata dall’Asfo fotografa un cambiamento ormai evidente nel mercato del lavoro sanitario. Le aziende non devono più soltanto selezionare il personale disponibile: devono competere per attrarlo.
Retribuzione, indennità, organizzazione del lavoro, prospettive professionali e disponibilità di un alloggio diventano elementi della stessa strategia. La pubblicazione dei dieci posti rappresenta quindi un primo segnale concreto nella ricerca di nuovi professionisti, mentre la proposta avanzata dal NurSind sulle foresterie sposta l’attenzione sul passaggio successivo.
Non si tratta soltanto di convincere un infermiere a scegliere Pordenone, ma di creare le condizioni perché quella scelta possa diventare stabile nel tempo.
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