Ascoli Piceno, lavoro straordinario fuori controllo: RSU e sindacati diffidano l'AST
Allarme sui fondi contrattuali: il ricorso sistematico al lavoro straordinario rischia di compromettere la produttività collettiva. Chieste assunzioni immediate e una gestione più trasparente delle risorse.
di Giuseppe Provinzano
"Quando il lavoro straordinario diventa uno strumento ordinario per garantire i servizi, il problema non riguarda più soltanto l'organizzazione dei turni, ma investe direttamente la tenuta del sistema sanitario. Da Ascoli Piceno arriva un segnale forte: la RSU e le organizzazioni sindacali hanno deciso di intervenire formalmente nei confronti dell'Azienda Sanitaria Territoriale, denunciando una gestione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, rischia di compromettere sia i diritti economici del personale sia la qualità dell'assistenza. Al centro della vicenda c'è un principio preciso: le carenze di organico non possono essere compensate ricorrendo stabilmente al lavoro straordinario né, tantomeno, scaricando sui lavoratori le conseguenze economiche di tale scelta".
RSU e sindacati: ''Basta coprire le carenze di organico con gli straordinari"
ASCOLI PICENO, 22/07/2026 - La RSU e le organizzazioni sindacali hanno formalmente diffidato la Direzione dell'AST di Ascoli Piceno contestando quello che definiscono un ricorso ormai strutturale al lavoro straordinario, utilizzato per sopperire alle croniche carenze di personale anziché per fronteggiare esigenze eccezionali e temporanee. La presa di posizione nasce dall'analisi dei dati relativi ai fondi contrattuali trasmessi dall'Azienda, dai quali emergerebbe una crescita particolarmente significativa della spesa destinata allo straordinario rispetto all'anno precedente.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, questo andamento confermerebbe una modalità gestionale ormai consolidata, nella quale le prestazioni aggiuntive vengono utilizzate come ordinario strumento di copertura delle scoperture di organico, in contrasto con la funzione prevista dal contratto collettivo.
«Il lavoro straordinario deve tornare ad essere ciò che il contratto prevede: uno strumento eccezionale e residuale. Non è accettabile che venga utilizzato in modo sistematico per sopperire alle carenze di personale. È necessario affrontare il problema alla radice, attraverso una programmazione seria delle assunzioni.»
Maurizio Pelosi, Coordinatore della RSU AST Ascoli Piceno
La preoccupazione maggiore riguarda però gli effetti che questo modello organizzativo potrebbe produrre sul fondo destinato alla produttività collettiva. Dall'analisi della documentazione emergerebbe infatti il rischio di una consistente riduzione delle risorse destinate ai dipendenti, qualora dovesse essere confermato l'attuale andamento della spesa per lavoro straordinario.
Per la RSU e le organizzazioni sindacali, una simile prospettiva rappresenta un punto sul quale non sono possibili mediazioni.
Le risorse destinate alla produttività collettiva costituiscono un diritto economico dei lavoratori e non possono essere utilizzate per compensare gli effetti di una gestione organizzativa che continua a fare affidamento sul lavoro straordinario anziché sul rafforzamento degli organici.
«La produttività collettiva non può essere sacrificata per coprire i costi derivanti da una programmazione insufficiente. I lavoratori hanno già garantito enormi sacrifici e non possono essere chiamati a sostenere anche le conseguenze economiche di scelte organizzative che non dipendono da loro.»
Maurizio Pelosi, Coordinatore della RSU AST Ascoli Piceno
Nel documento viene inoltre richiamata l'attenzione sulla situazione del personale assunto ai sensi del D.M. 77/2022, parte del quale risulterebbe ancora impiegato nelle unità operative ospedaliere. Con la progressiva attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, la riallocazione di queste risorse potrebbe determinare ulteriori criticità organizzative e un incremento ancora maggiore del ricorso allo straordinario.
La RSU e le organizzazioni sindacali chiedono inoltre la trasmissione del dettaglio analitico relativo al lavoro straordinario svolto nei giorni festivi infrasettimanali, ritenendo indispensabile distinguere le prestazioni correlate alle festività da quelle autorizzate per coprire le carenze di organico. Una richiesta finalizzata a garantire piena trasparenza nell'utilizzo delle risorse economiche destinate al personale.
La diffida si conclude con una richiesta precisa: interrompere il ricorso sistematico al lavoro straordinario quale ordinario strumento di gestione del personale e avviare con urgenza un piano di rafforzamento degli organici attraverso concorsi e mobilità.
«Serve un cambio di rotta immediato. Le carenze di personale si affrontano con nuove assunzioni, una programmazione efficace e una gestione trasparente delle risorse. Solo così sarà possibile tutelare i lavoratori e garantire ai cittadini un servizio sanitario efficiente e di qualità.»
Maurizio Pelosi, Coordinatore della RSU AST Ascoli Piceno
La diffida è stata sottoscritta dalla RSU, insieme alle organizzazioni sindacali FP CGIL, NurSind, FIALS, USB, UGL e Nursing Up, che hanno annunciato la volontà di proseguire ogni iniziativa sindacale necessaria qualora l'Azienda non adotti tempestivamente le misure richieste. Al centro della vertenza rimane un principio condiviso: la carenza di personale non può essere affrontata facendo ricorso in maniera permanente al lavoro straordinario, né tantomeno scaricando sui lavoratori le conseguenze economiche di tale scelta organizzativa.
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