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Spagna infermieri e fisioterapisti potranno prescrivere farmaci: il governo approva la riforma

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 23/07/2026

Global Nurse

Il Consiglio dei ministri spagnolo, riunito martedì 21 luglio, ha dato il via libera al nuovo progetto di legge sui medicinali e i prodotti sanitari. La misura è stata presentate nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri e ora passa all'esame delle Cortes per l'iter parlamentare.

Si tratta della prima prima revisione integrale del sistema dal 2005, come sottolineano le fonti spagnole. Il provvedimento introduce la prescrizione per principio attivo come regola generale, con l'obiettivo dichiarato di favorire i farmaci equivalenti e contenere la spesa farmaceutica, ma soprattutto amplia la platea dei professionisti sanitari abilitati a prescrivere. Accanto a medici, odontoiatri e podologi, che finora erano gli unici abilitati, si aggiungono ora anche infermieri e fisioterapisti, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze professionali.

La ministra della Sanità spagnola, Mónica García, ha illustrato la riforma nella conferenza stampa post-Consiglio spiegando che la norma persegue tre obiettivi: modernizzare il sistema dei farmaci adattandolo alle esigenze attuali, fare tesoro delle lezioni della pandemia sul piano dell'autonomia e delle scorte strategiche, e guardare al futuro tenendo conto sia dei bisogni dei pazienti sia della sostenibilità del sistema sanitario. Il testo prevede inoltre che, entro un anno dall'approvazione, venga aggiornato il quadro regolamentare per armonizzare l'esercizio della prescrizione tra le diverse professioni, attraverso protocolli interdisciplinari pensati per coordinare il lavoro tra medici, infermieri e fisioterapisti e garantire un'assistenza integrata al paziente.

Nelle settimane precedenti al 21 luglio, il SATSE aveva espresso forti critiche verso il Ministero della Salute guidato da Mónica García, accusando le istituzioni di tenere la riforma "chiusa in un cassetto" e di aver superato i termini inizialmente promessi (previsti prima dell'estate). Con l'approvazione del testo, i portavoce del sindacato hanno espresso forte soddisfazione per aver "sbloccato una norma vitale per il funzionamento del sistema sanitario"

Per il settore infermieristico si tratta di un traguardo atteso da tempo. Il Consiglio Generale dell'Infermieristica spagnolo (CGE) ha accolto la misura come la formalizzazione di una richiesta storica della categoria, sostenendo che la norma sarà utile all'intero sistema sanitario nazionale e augurandosi che il percorso parlamentare non ne stravolga i contenuti. Dal punto di vista pratico, secondo quanto riportato dalle fonti spagnole, la riforma normalizza una prassi già diffusa nei reparti: un infermiere che somministra un vaccino o consiglia un antipiretico in caso di febbre o reazione locale dovrebbe poter prescrivere direttamente il farmaco che sta già di fatto indicando al paziente, senza dover richiedere ogni volta la ricetta al medico.

Paese che vai ordine dei medici che trovi, la misura infatti non manca di sollevare tensioni con la categoria medica. L'Organizzazione Medica Collegiale spagnola (OMC) ha criticato l'estensione delle competenze prescrittive a infermieri e fisioterapisti, sostenendo che la prescrizione è un atto medico che richiede una formazione specifica di sei anni di laurea in Medicina più altri quattro o cinque anni di specializzazione. Per il Ministero della Sanità, al contrario, la misura si limita a dare copertura normativa a una realtà già presente nella pratica quotidiana del sistema sanitario nazionale.

Il progetto di legge riprende peraltro un tentativo già avviato in passato: una precedente disposizione che permetteva alle infermiere di prescrivere farmaci per le infezioni urinarie lievi era stata revocata lo scorso gennaio, e la nuova riforma punta ora a dare basi più solide e strutturate alla materia. Il testo contiene inoltre misure per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di farmaci strategici ed evitare le carenze, oltre a facilitare l'accesso più rapido alle terapie innovative.

Parallelamente, lo stesso Consiglio dei ministri ha approvato la riforma della legge sul tabacco, che estende il divieto di fumo a spiagge, terrazze di bar e ristoranti, campus universitari, piscine pubbliche e altri spazi esterni, equiparando inoltre le sigarette elettroniche al tabacco tradizionale. Entrambi i provvedimenti entrano ora nella fase parlamentare, con il governo che punta a concluderne l'approvazione entro la fine della legislatura, mentre il confronto alle Cortes si preannuncia acceso, soprattutto sulla riforma del tabacco già contestata dalle associazioni di ristorazione, turismo e industria del settore.