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Pordenone, il NurSind: 'Medicina ridotta e Chirurgia in affanno, a rischio il futuro dell'Ospedale''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 30/07/2026

Friuli Venezia GiuliaNurSind dal territorio

Il sindacato accende i riflettori sulla grave carenza di infermieri: Medicina scende a 26 posti letto, Chirurgia perde dodici professionisti e cresce il timore che l'emergenza estiva possa diventare strutturale.


di Giuseppe Provinzano

"L'estate non fa che amplificare problemi che la sanità si trascina da tempo. A Pordenone la riduzione dei posti letto e il rallentamento dell'attività chirurgica raccontano una realtà che, secondo il NurSind, non può più essere affrontata con misure tampone. Dietro la riorganizzazione estiva si nasconde una carenza cronica di infermieri che rischia di compromettere l'assistenza anche nei prossimi mesi".


Foresterie, incentivi e assunzioni: la ricetta del NurSind per salvare l'ospedale di Pordenone

PORDENONE, 30/07/2026 - Non è soltanto una rimodulazione estiva delle attività. Per il NurSind di Pordenone, quanto sta accadendo all'ospedale cittadino rappresenta il segnale più evidente di un sistema arrivato al limite.

Per garantire la continuità assistenziale durante il periodo delle ferie, il reparto di Medicina è stato ridotto da 40 a 26 posti letto, mentre il blocco operatorio continuerà a lavorare al cinquanta per cento fino alla fine di agosto. Una scelta resa inevitabile dalla carenza di personale, ma che secondo il sindacato rischia di trasformarsi in una situazione destinata a protrarsi anche oltre l'estate.

"La nostra preoccupazione è che il primo settembre non si riesca a ripristinare la piena operatività della Medicina. Se non arriveranno nuovi infermieri, sarà difficile tornare ai 40 posti letto senza aumentare ulteriormente il carico di lavoro e il rischio clinico. Non possiamo chiedere ancora una volta agli operatori di colmare con i sacrifici le carenze dell'organizzazione".

Gianluca Altavilla, Segretario Territoriale NurSind Pordenone

La riduzione dei posti letto, però, è soltanto la punta dell'iceberg.

Secondo il NurSind, le maggiori criticità riguardano infatti gli organici dell'intero ospedale, con particolare riferimento ai reparti ad alta intensità assistenziale. La situazione più preoccupante è quella della Chirurgia, dove oggi mancano dodici infermieri, una carenza che incide direttamente sull'organizzazione del blocco operatorio, sulla gestione delle degenze e sulla possibilità di garantire un'attività chirurgica regolare.

Anche Anestesia continua a lavorare in condizioni di estrema fragilità: bastano una o due assenze improvvise per mettere in difficoltà l'intera programmazione operatoria. A queste criticità si aggiungono le scoperture nelle Medicine, in Cardiologia, nell'Unità Coronarica e nel Pronto Soccorso, mentre in Ortopedia gli operatori sono costretti a sostenere ritmi di lavoro sempre più gravosi.

Il risultato è un personale che continua a garantire l'assistenza affrontando turni fino a dodici ore consecutive, ferie ridotte al minimo indispensabile e un crescente livello di stress fisico e psicologico.

"Gli infermieri stanno facendo uno sforzo enorme per mantenere in piedi il sistema. Ma non possiamo continuare a pensare che siano sempre loro a compensare le carenze di organico. Ogni professionista in meno significa maggiore pressione sui colleghi e maggiori rischi per i pazienti".

Gianluca Altavilla, Segretario Territoriale NurSind Pordenone

Per il NurSind, tuttavia, limitarsi a denunciare il problema non basta più. È necessario mettere in campo interventi capaci di rendere il territorio realmente competitivo nella ricerca di nuovi professionisti.

"I concorsi da soli non sono sufficienti. Bisogna rendere il Friuli Venezia Giulia una destinazione attrattiva per gli infermieri. Servono incentivi economici, ma anche foresterie e alloggi dedicati a chi decide di trasferirsi dal Sud Italia. Molti professionisti sarebbero disponibili a venire a lavorare qui, ma vengono frenati dal costo della vita e dalla difficoltà di trovare una sistemazione. È su questi aspetti che bisogna investire se vogliamo risolvere davvero la carenza di personale".

Gianluca Altavilla, Segretario Territoriale NurSind Pordenone

Secondo il NurSind, la disponibilità di foresterie aziendali, contributi per l'alloggio e incentivi economici rappresenterebbe uno strumento concreto per favorire l'arrivo di infermieri provenienti da altre regioni e rafforzare gli organici in tempi più rapidi. Accanto alle assunzioni già avviate dall'Azienda, il sindacato ritiene inoltre che, nelle situazioni di maggiore emergenza, possa essere valutato anche il ricorso ai liberi professionisti per garantire la continuità assistenziale.

Il messaggio lanciato dal NurSind è chiaro: senza un piano straordinario di reclutamento e valorizzazione della professione infermieristica, le riduzioni estive rischiano di trasformarsi in un modello organizzativo stabile, con ripercussioni sempre più pesanti sulla qualità delle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulle condizioni di lavoro del personale sanitario.