ASL 1 Abruzzo, NurSind: ''Le assenze non siano l’alibi per le carenze di personale''
Il sindacato replica sul deficit assistenziale: "Ferie, riposi e permessi sono diritti. Il vero nodo è la programmazione del personale"
di Giuseppe Provinzano
"Quando negli ospedali manca personale, il confine tra assenze fisiologiche e carenze strutturali diventa decisivo. NurSind L’Aquila interviene nel dibattito sulla tenuta degli organici della ASL 1 Abruzzo e sposta l’attenzione sulla programmazione aziendale: ferie, riposi, permessi e altre assenze previste dalla legge, sostiene il sindacato, non possono trasformarsi nella spiegazione di una difficoltà assistenziale che dovrebbe essere preventivamente considerata nella determinazione del fabbisogno".
NurSind: "Il problema è la programmazione degli organici"
L'AQUILA, 18/09/2026 - Le carenze di personale che pesano sui servizi sanitari della ASL 1 Abruzzo accendono lo scontro tra NurSind L’Aquila e la Direzione generale. Al centro della contestazione sindacale c’è il tema delle assenze degli operatori e, soprattutto, il peso che queste avrebbero sulla disponibilità quotidiana di personale nei presidi aziendali.
La Segreteria territoriale NurSind, guidata da Antonio Santilli, interviene dopo le dichiarazioni del Direttore generale riportate dalla stampa locale il 16 settembre. Il sindacato contesta una lettura che, a suo giudizio, rischierebbe di ricondurre una parte significativa del deficit assistenziale all’incidenza delle assenze dei lavoratori.
Per NurSind, il punto di partenza deve essere completamente diverso: ferie, riposi, festività e permessi non rappresentano eventi imprevedibili, ma elementi ordinari e in larga misura programmabili della gestione del personale, che devono quindi trovare adeguata considerazione nella costruzione degli organici.
"Le assenze previste dalla legge e dai contratti non possono diventare la giustificazione delle carenze assistenziali. Sono diritti dei lavoratori e, proprio perché conosciuti e in larga parte prevedibili, devono essere considerati nella programmazione del fabbisogno di personale",
afferma Antonio Santilli, segretario territoriale NurSind L’Aquila.
Il sindacato entra quindi nel merito dell'organizzazione del lavoro. Partendo dai 365 giorni dell’anno, ricorda che la presenza effettiva di ciascun dipendente deve necessariamente tenere conto delle ferie, delle festività soppresse, dei riposi settimanali o compensativi e delle festività infrasettimanali.
Secondo i conteggi riportati dalla Segreteria territoriale, un dipendente con articolazione del lavoro su sei giorni settimanali può assicurare indicativamente una presenza compresa tra 250 e 260 giorni all’anno. Per il personale inserito nelle tradizionali turnazioni dei reparti di degenza, invece, la presenza effettiva indicata dal sindacato scenderebbe indicativamente a circa 215-220 giorni.
A queste componenti possono aggiungersi gli istituti previsti dalla normativa, compresi i permessi riconosciuti dalla legge 104, oltre alle assenze connesse alla formazione, alla maternità e agli altri istituti previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
È proprio su questo passaggio che NurSind concentra la propria critica: un sistema sanitario che deve funzionare 24 ore su 24 non può costruire la propria capacità assistenziale considerando come costantemente disponibile il cento per cento del personale formalmente presente in organico.
Santilli afferma: "La programmazione deve partire dalla presenza reale che un professionista può garantire nell'arco dell'anno e deve necessariamente incorporare ferie, riposi, permessi e tutti gli istituti previsti dalla normativa. Diversamente, il rischio è quello di trasformare diritti perfettamente legittimi in una presunta causa delle difficoltà organizzative".
La questione sollevata da NurSind si sposta così sul terreno della programmazione del fabbisogno di personale. Il sindacato richiama l’articolo 6 del decreto legislativo 165/2001 e chiede che la determinazione degli organici sia coerente con l’effettiva capacità lavorativa disponibile e con le esigenze dei servizi.
Ma la contestazione non si ferma agli ospedali. NurSind L’Aquila apre anche il fronte dell'assistenza territoriale e chiede chiarimenti sulle modalità con cui sarebbe stato reperito il personale destinato alle Case di Comunità.
Secondo il sindacato, il potenziamento delle nuove strutture territoriali non dovrebbe tradursi nello spostamento di professionisti già indispensabili negli ospedali. Il rischio denunciato è quello di rafforzare un segmento dell'assistenza indebolendone contemporaneamente un altro, senza un incremento complessivo delle risorse umane disponibili.
"Vogliamo sapere quale programmazione abbia accompagnato l'attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità e quale dotazione di personale sia stata prevista", continua Santilli.
"Se vengono create nuove strutture devono essere previste anche le risorse professionali necessarie a farle funzionare, senza depauperare i reparti ospedalieri".
Un interrogativo che il sindacato estende anche all'area dell'Emergenza-Urgenza e del 118, per la quale lamenta la mancata istituzione di specifici posti in organico. Un capitolo sul quale la Segreteria territoriale annuncia ulteriori approfondimenti, richiamando anche le criticità recentemente segnalate sul territorio dai sindaci di Scanno e Campo di Giove.
Per NurSind L’Aquila, dunque, la discussione non può essere circoscritta al numero degli operatori assenti in una determinata giornata. La questione centrale è capire quanti professionisti siano realmente necessari per garantire continuità assistenziale durante tutto l'anno, considerando fin dall'origine la fisiologica indisponibilità derivante da riposi, ferie, permessi e altri istituti previsti dall'ordinamento.
Santilli conclude: "La Direzione generale chiarisca quali fabbisogni abbia programmato per ospedali, Case di Comunità, Ospedali di Comunità ed Emergenza-Urgenza. Il problema non può essere scaricato sui lavoratori: servono organici costruiti sulle reali necessità assistenziali e sulle regole che disciplinano il lavoro".
La richiesta del NurSind è quindi indirizzata direttamente alla Direzione generale della ASL 1 Abruzzo: rendere trasparenti i criteri utilizzati per programmare gli organici e spiegare come l'Azienda intenda garantire contemporaneamente la tenuta degli ospedali, lo sviluppo dell'assistenza territoriale e il funzionamento dell'emergenza-urgenza.
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