Iscriviti alla newsletter

ASL TO4, buchi amministrativi. NurSind: ''Non si coprano con gli infermieri''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 19/09/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Il sindacato contesta i numeri dell’Azienda dopo il caso della Cardiologia di Ivrea. Summa (NurSind): "Il problema non si misura contando le teste, ma guardando attività e carichi di lavoro"


di Giuseppe Provinzano

"Il caso esploso nella Cardiologia di Ivrea rischia di essere soltanto la punta dell’iceberg. Dietro l’infermiere chiamato a occuparsi anche di pratiche burocratiche, il NurSind intravede infatti una criticità più estesa nella distribuzione del personale amministrativo dell’ASL TO4. E adesso il sindacato mette in discussione anche i numeri forniti dall’Azienda: per Giuseppe Summa, segretario territoriale NurSind, non basta contare quante persone risultano formalmente in servizio. Bisogna capire dove lavorano, per quante ore e quali attività devono effettivamente garantire".


NurSind contesta l’ASL TO4: "Sugli amministrativi numeri che non fotografano la realtà"

IVREA, 19/09/2026 – Il confronto sui “buchi” amministrativi dell’ASL TO4 si allarga. Dopo la vicenda della Cardiologia di Ivrea, dove la mancanza di personale amministrativo aveva finito per trasferire parte delle incombenze burocratiche su una risorsa infermieristica, il NurSind torna all’attacco e contesta la fotografia degli organici fornita dall’Azienda.

Alla precedente denuncia sindacale, infatti, la direzione dell’ASL TO4 aveva risposto annunciando l’arrivo di un operatore amministrativo e ricordando che, dalla fine del 2024, gli amministrativi presenti nell’ospedale di Ivrea sarebbero aumentati da 28 a 32.

Una ricostruzione che, secondo il NurSind, non rappresenterebbe però l’attuale disponibilità effettiva di personale.

"All’8 settembre ci risultano 31 lavoratori, destinati a diventare a brevissimo 29 a causa di due cessazioni", afferma il segretario territoriale Giuseppe Summa.

"Tra questi sono inoltre presenti due part-time al 70%: tradotto in personale equivalente a tempo pieno, arriviamo a 28,6 unità".

Secondo il sindacato, nel valutare la reale consistenza dell’organico occorrerebbe inoltre considerare una lunga assenza che non sarebbe stata sostituita, oltre alla situazione già emersa in Cardiologia.

Ma per il NurSind il nodo principale va persino oltre il confronto aritmetico tra i diversi dati. Il punto è comprendere se le risorse disponibili siano sufficienti rispetto alla quantità di attività svolte e, soprattutto, se siano distribuite in maniera coerente con le necessità dei singoli servizi.

"I numeri non possono essere valutati semplicemente contando le teste: devono essere rapportati alle attività", continua Summa.

"Un nostro recente questionario sul lavoro infermieristico ha rilevato che il 30% degli infermieri svolge attività burocratiche o amministrative ogni giorno, il 46% più volte alla settimana e soltanto il 24% raramente. E anche assumendo come corretti i numeri indicati dall’ASL TO4, resta aperta la questione della distribuzione e dell’attribuzione delle risorse".

È proprio la Cardiologia di Ivrea a rappresentare, secondo il sindacato, uno degli esempi più evidenti. L'attività della struttura sarebbe più che raddoppiata negli ultimi anni e oggi il servizio registra circa 41 mila prestazioni, dispone di 19 posti letto e due day hospital, gestisce circa 450 ricoveri e comprende anche l’attività di emodinamica.

Numeri che, nella lettura del NurSind, rendono ancora più difficile giustificare l’impiego di professionalità infermieristiche per sopperire alle carenze di altre figure.

"Utilizzare un infermiere per compiti differenti da quelli propri significa impiegare in maniera impropria una risorsa professionale", chiarisce Summa.

"Quando manca personale infermieristico si ricorre agli spostamenti da un servizio all’altro. Non comprendiamo perché, invece, quando viene meno un amministrativo, la scopertura debba rimanere e le relative attività finiscano per ricadere su altre professionalità".

La segnalazione sulla Cardiologia, inoltre, avrebbe aperto un fronte molto più ampio. Dopo la denuncia pubblica, racconta il sindacato, sarebbero infatti arrivati messaggi e segnalazioni provenienti da diversi servizi dell’ASL TO4.

Il quadro riferito al NurSind parla di cinque amministrativi che, tra Ivrea e Cuorgnè, sarebbero chiamati a svolgere una funzione da “jolly” tra più servizi. Rianimazione e sala operatoria, secondo quanto denunciato, non sarebbero considerate nel fabbisogno amministrativo. Altre carenze sarebbero state segnalate nella Lungodegenza di Cuorgnè, nella Neurologia di Chivasso e in diversi poliambulatori, mentre a Ivrea la risorsa assegnata alla Pediatria sarebbe condivisa.

"Le segnalazioni che abbiamo ricevuto dimostrano che la Cardiologia non rappresenta un caso isolato", conclude Summa.

"Serve una verifica complessiva dei fabbisogni e della distribuzione del personale, perché le carenze amministrative non possono essere compensate sottraendo tempo e competenze all’assistenza infermieristica".

La richiesta del NurSind è dunque quella di superare il confronto basato esclusivamente sui numeri complessivi e di verificare concretamente quali strutture siano prive di supporto amministrativo, come siano distribuite le risorse e quanto lavoro burocratico continui a gravare sul personale sanitario.

Una questione che riguarda l’organizzazione interna, ma che inevitabilmente tocca anche l’assistenza: ogni ora che un infermiere dedica a mansioni improprie è tempo professionale che non può essere destinato alle attività per cui quella figura è stata formata e assegnata.