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AST Ascoli Piceno, il NurSind scopre oltre 6mila ore mancanti nei cartellini

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 19/09/2026

MarcheNurSind dal territorio

Più di mille giornate con anomalie. Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede verifiche, correzioni e un confronto urgente


di Giuseppe Provinzano

"Un ingresso registrato senza uscita, oppure un’uscita senza il corrispondente ingresso. Un’anomalia apparentemente banale nella rilevazione delle presenze che, una volta chiuso il cartellino, può trasformarsi in ore di lavoro non riconosciute e in un debito orario attribuito al dipendente.

È quanto denuncia il NurSind di Ascoli Piceno, che dopo un lavoro di verifica sui cartellini messi a disposizione dagli iscritti porta all’attenzione dell’AST un quadro che il sindacato considera meritevole di un accertamento immediato: oltre mille giornate interessate da “timbrature irregolari” e, secondo una prima stima sindacale, circa 6mila ore che potrebbero non essere state correttamente riconosciute."


Oltre mille anomalie sotto la lente del NurSind

ASCOLI PICENO, 19/09/2026 – Il problema non sarebbe la singola timbratura dimenticata. A far scattare l’allarme è la dimensione che emerge dall’analisi condotta dalla segreteria territoriale NurSind di Ascoli Piceno, guidata da Maurizio Pelosi.

Il sindacato ha esaminato i cartellini delle presenze trasmessi dai propri iscritti, individuando numerose giornate nelle quali il sistema riporta una registrazione incompleta: può risultare presente l’ingresso e mancare l’uscita oppure, al contrario, essere registrata l’uscita senza l’ingresso.

Il punto sollevato dal NurSind riguarda soprattutto ciò che accadrebbe successivamente. Se l’irregolarità non viene verificata e corretta prima della chiusura del cartellino, al lavoratore può essere attribuito un debito orario relativo a una giornata nella quale la prestazione lavorativa sarebbe stata invece regolarmente effettuata.

"Dall’analisi effettuata sono emerse oltre mille giornate nelle quali compare la dicitura “timbrature irregolari”. Una prima stima porta a circa 6mila ore potenzialmente non correttamente riconosciute ai lavoratori",

afferma il NurSind di Ascoli Piceno, precisando che la quantificazione definitiva dovrà essere verificata attraverso i dati ufficiali dell’Azienda.

Il sindacato: verificare turno per turno

Il NurSind chiede che le anomalie vengano automaticamente considerate ore lavorate e di procedere con una verifica puntuale, incrociando per ogni giornata interessata il turno programmato, il servizio effettivamente prestato e le registrazioni disponibili.

È proprio questo passaggio a rappresentare uno degli aspetti centrali della contestazione sindacale. Il lavoratore, sottolinea il NurSind, è certamente tenuto a controllare le proprie timbrature, ma ciò non escluderebbe la necessità di verifiche da parte degli uffici incaricati prima della validazione definitiva dei cartellini.

"Prima della chiusura definitiva, anche i responsabili della validazione e gli uffici amministrativi competenti avrebbero dovuto rilevare le anomalie e procedere alle necessarie verifiche",

sottolinea il NurSind.

La richiesta inviata al direttore generale dell’AST di Ascoli Piceno e alla Gestione Risorse Umane punta quindi a ottenere un controllo approfondito dei cartellini delle presenze, esteso alle annualità disponibili e all’intero personale, individuando le giornate contrassegnate da timbrature irregolari.

Il dato potrebbe riguardare una platea più ampia

C’è poi un elemento che amplia la portata della vicenda. L’analisi effettuata dal sindacato riguarda principalmente i cartellini resi disponibili dai lavoratori iscritti al NurSind. Per questo, secondo la Segreteria territoriale, non è ancora possibile stabilire quale sia la dimensione complessiva del fenomeno all’interno dell’AST di Ascoli Piceno.

Nella documentazione allegata alla segnalazione sindacale vengono indicate 1.026 anomalie riscontrate nei cartellini esaminati, relativi a 306 lavoratori.

"Se la stessa problematica fosse presente anche nei cartellini dei lavoratori non iscritti al NurSind, le dimensioni complessive potrebbero essere molto più ampie",

evidenzia il sindacato, chiedendo per questo di non limitare l’accertamento ai soli casi già individuati.

Ore da ricostituire e debiti da cancellare se non dovuti

Il passaggio successivo dipenderà dall’esito delle verifiche. Dove risulti documentalmente che il dipendente abbia regolarmente svolto il proprio turno, il NurSind chiede la correzione tempestiva del cartellino, la ricostituzione delle ore non riconosciute e l’eliminazione dell’eventuale debito orario attribuito impropriamente.

Il sindacato chiede inoltre che, fino alla conclusione degli accertamenti, non vengano effettuati recuperi orari o economici collegati proprio alle anomalie contestate.

Non si tratta soltanto di correggere il passato. Il NurSind vuole conoscere anche perché le irregolarità non siano state intercettate prima della chiusura mensile dei cartellini e chiede l'introduzione di una procedura capace di impedire che una scheda presenze contenente anomalie venga validata definitivamente senza una preventiva verifica con il dipendente interessato.

"Occorre capire come sia stato possibile arrivare alla chiusura e alla validazione di cartellini contenenti anomalie senza una verifica preventiva. Dove il servizio risulti effettivamente prestato, quelle ore devono essere correttamente riconosciute",

ribadisce il NurSind.

NurSind chiede un incontro urgente con l’AST

La questione è stata formalmente portata ai vertici aziendali il 18 settembre. Il sindacato chiede ora un riscontro e soprattutto l’apertura di un confronto urgente nel quale esaminare gli esiti degli accertamenti e stabilire come procedere alla restituzione delle eventuali ore non riconosciute.

"La priorità è tutelare i lavoratori e fare piena chiarezza sui dati. Chiediamo verifiche approfondite su tutti i cartellini e, laddove le anomalie siano confermate, la loro immediata correzione",

conclude il segretario territoriale NurSind Ascoli Piceno, Maurizio Pelosi.

La verifica aziendale sarà dunque decisiva per stabilire quante delle anomalie individuate abbiano prodotto effettivamente un mancato riconoscimento dell’orario lavorato e quale sia l’estensione reale del fenomeno. Per il NurSind, intanto, il punto di partenza è già definito: nessuna ora regolarmente lavorata deve andare perduta per un’anomalia nella registrazione delle presenze.