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Laurea Magistrale in Scienze Ostetriche cinque atenei aprono il corso: ecco quali

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 24/09/2026

FormazioneProfessione e lavoro

La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) plaude per la nascita di una nuova laurea magistrale specificamente dedicata alle ostetriche, un percorso di secondo livello pensato per rispondere alle esigenze di specializzazione, avanzamento professionale e sviluppo di competenze superiori nell’ambito della salute materno-infantile e della donna.

Si tratta di un traguardo atteso dalla categoria, che da tempo rivendica la necessità di un percorso magistrale proprio, distinto dai corsi di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche finora disponibili, spesso orientati in modo più marcato alla componente infermieristica o al management. La nuova laurea magistrale mira a valorizzare il profilo professionale dell’ostetrica, riconoscendone la specificità clinica, assistenziale, educativa e di ricerca, e ad aprire prospettive di carriera finora limitate dalla mancanza di un titolo di secondo livello dedicato.

Il percorso è stato presentato dalla Federazione come uno strumento per rafforzare il ruolo dell’ostetrica nel sistema sanitario, in linea con le indicazioni internazionali che spingono per un maggiore investimento sulla professione ostetrica a tutela della salute delle donne, del nascituro, della coppia e della famiglia. La formazione magistraleconsentirà alle ostetriche di acquisire competenze avanzate in aree come la gestione dei percorsi nascita, l’assistenza alla donna in età fertile, la prevenzione, l’educazione alla salute, la ricerca clinica e organizzativa, la formazione e il coordinamento dei servizi.

Secondo quanto anticipato dalla FNOPO, il nuovo corso si inserisce in un più ampio disegno di potenziamento della formazione continua e dell’aggiornamento professionale, con l’obiettivo di colmare il divario tra la formazione di base, già solida sul piano pratico-assistenziale, e le competenze richieste dai nuovi modelli organizzativi, dall’integrazione ospedale-territorio e dalla crescente complessità dei bisogni di salute. La laurea magistrale dovrebbe inoltre favorire l’accesso a ruoli di maggiore responsabilità, compresi quelli di coordinamento, progettazione e valutazione dei servizi, nonché l’inserimento in percorsi di dottorato e di ricerca.

L’attivazione del percorso è stata salutata con favore dagli ordini provinciali e dalle associazioni di categoria, che sottolineano come la disponibilità di una magistrale dedicata possa incentivare le ostetriche a permanere nel sistema sanitario pubblico, riducendo il rischio di dispersione professionale e di emigrazione verso contesti in cui la valorizzazione della figura ostetrica è più avanzata. Al tempo stesso, la nuova offerta formativa pone una sfida organizzativa alle università e alle aziende sanitarie, chiamate a garantire stage di qualità, tutoraggio esperto e un piano didattico coerente con il profilo professionale e con le effettive esigenze dei servizi.

Le modalità di accesso, i crediti richiesti e la struttura del piano di studi saranno definiti nei bandi specifici di ciascun ateneo, ma si prevede che il corso sia rivolto a laureati in Ostetricia (L/SNT1) e preveda una forte componente professionalizzante, con tirocini mirati, laboratori e attività di progetto. La FNOPO ha già organizzato webinar informativi per illustrare le caratteristiche del percorso e supportare le ostetriche interessate nella scelta e nella preparazione alla selezione.

Cinque atenei hanno aperto il corso per il primo anno:

Università degli Studi di Milano

Università degli Studi di Milano-Bicocca

Università di Pisa

Università degli Studi di Salerno

Università degli Studi di Napoli Federico II

Con questa nuova laurea magistrale, l’Italia si allinea a diversi paesi europei in cui la formazione di secondo livello per ostetriche è già consolidata, riconoscendo alla professione un percorso di crescita accademica e scientifica proprio. Per la categoria si tratta di un passo importante verso il pieno riconoscimento del ruolo dell’ostetrica come professionista autonoma, capace di contribuire in modo determinante alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità dell’assistenza alla donna e al percorso nascita.