Gli infermieri devono sedere dove si decide: l'ICN lancia la sfida alla politica
Ginevra, 9 ottobre 2026. “Gli infermieri hanno un posto al tavolo delle decisioni politiche, oltre che al capezzale del paziente”. Con questa frase il presidente del Consiglio Internazionale degli Infermieri (ICN), José Luis Cobos Serrano, presenta il rapporto pubblicato oggi dall'organizzazione sulla 79ª Assemblea mondiale della sanità (WHA79), tenutasi a Ginevra dal 18 al 23 maggio 2026 sotto il tema “Reshaping global health: a shared responsibility”. Il documento, intitolato “From WHA to Action: A Nursing Policy Guide for Global Health Advocacy & Decision-Making”, vuole collegare le decisioni prese nella sede suprema dell'Organizzazione mondiale della sanità, dove siedono 194 Stati membri, all'azione concreta della professione infermieristica.
Il contesto in cui si è svolta l'Assemblea è stato difficile. Il rapporto ricorda l'aggravarsi delle emergenze sanitarie, tra cui l'hantavirus e i gravi focolai di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, che hanno già costo la vita a diversi operatori sanitari, con i leader infermieristici che segnalano ancora una volta la mancanza di dispositivi di protezione individuale. A questo si aggiungono incertezza geopolitica, crisi climatica, conflitti, tagli molto severi ai finanziamenti per la salute globale e la ristrutturazione in corso dell'OMS. Secondo l'ICN, tutto ciò ha reso la presenza e la voce degli infermieri ancora più necessarie. Il problema di fondo resta la carenza di personale: il rapporto cita 5,8 milioni di infermieri mancanti a livello mondiale e le parole del direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che nel discorso di apertura ha parlato di una carenza di 11 milioni di operatori sanitari entro il 2030, più della metà dei quali infermieri.
L'ICN ha partecipato con una delegazione, in presenza e virtuale, di oltre 150 leader infermieristici. Ha presentato interventi ufficiali su nove punti all'ordine del giorno, tra cui salute mentale, malattie trasmissibili e Agenda per l'immunizzazione 2030, copertura sanitaria universale e strategia sulle cure di emergenza, critiche e operatorie, assistenza sanitaria di base, reclutamento internazionale del personale sanitario, emergenze sanitarie, economia della salute per tutti e riforma dell'architettura sanitaria globale. Ha inoltre organizzato eventi collaterali, tenuto più di 50 incontri bilaterali con Stati membri e vertici dell'OMS, ospitato il tradizionale pranzo degli infermieri e co-organizzato un incontro dei leader della World Health Professions Alliance e un dialogo ministeriale sulla mobilità dei lavoratori sanitari. Cobos Serrano sottolinea che nessuna risoluzione approvata a Ginevra, sia sulle emergenze, sull'assistenza di base, sulla salute mentale o sulla copertura universale, può essere attuata senza una forza lavoro infermieristica solida e messa in condizione di operare. “Gli infermieri in grado di agire salvano vite, rafforzano i sistemi sanitari e fanno progredire ogni obiettivo di salute globale”, afferma il presidente, che definisce l'infermieristica non un costo ma uno degli investimenti a più alto rendimento per la salute del mondo.
Il rapporto è organizzato come una guida di consultazione valida tutto l'anno. Per ciascun tema indica le considerazioni di politica infermieristica, il contesto, l'esito dell'Assemblea e i documenti di riferimento. Tra i risultati più rilevanti per la professione c'è la risoluzione WHA79.12, che ha aggiornato per la prima volta in sedici anni il Codice di condotta globale dell'OMS sul reclutamento internazionale del personale sanitario, estendendolo ai lavoratori dell'assistenza e alle situazioni di emergenza e incoraggiando i paesi di destinazione a co-investire nei sistemi sanitari dei paesi di origine. L'ICN, pur accogliendo con favore il rafforzamento del Codice, chiede un'attuazione urgente e significativa, insieme a meccanismi di reinvestimento condivisi dai principali paesi che reclutano. L'Assemblea ha adottato anche la strategia globale per le cure integrate di emergenza, critiche e operatorie 2026-2035, il piano d'azione globale sulla resistenza antimicrobica 2026-2036 e la strategia sull'economia della salute per tutti 2026-2030. Ha invece rinviato alla WHA80 il piano d'azione globale per la salute dei popoli indigeni, e ha deciso che il gruppo di lavoro intergovernativo proseguirà la stesura dell'allegato sull'accesso ai patogeni e la condivisione dei benefici dell'Accordo sulle pandemie, passaggio necessario perché l'accordo possa essere aperto alla firma. Su questo punto l'ICN sollecita l'operatività dell'Accordo, in particolare per garantire a infermieri e operatori un accesso tempestivo ed equo ai dispositivi di protezione durante le emergenze.
Il rapporto affronta anche temi più ampi: l'intelligenza artificiale e la salute digitale, che devono sostenere e non sostituire la relazione tra paziente e professionista, con piena autorità clinica ai professionisti; la salute mentale, con gli infermieri specializzati che rappresentano appena l'1% della forza lavoro infermieristica; la protezione dei sanitari nei conflitti, con la ferma condanna degli attacchi alle strutture sanitarie nei territori palestinesi occupati; la crescente attenzione alla connessione sociale come determinante di salute; e l'importanza di investire nell'assistenza di base, con la richiesta di aumentare di almeno l'1% del PIL la spesa pubblica per la salute.
Il testo offre inoltre indicazioni pratiche per dialogare con governi, responsabili infermieristici nazionali, enti regolatori e altri decisori, per orientare i piani nazionali sulla forza lavoro, rafforzare formazione e leadership, individuare le priorità di ricerca e monitorare attuazione e responsabilità. Sineva Ribeiro, prima vicepresidente dell'ICN, che ha fatto parte della delegazione, dichiara: “gli infermieri non si limitano ad attuare le politiche sanitarie, le plasmano a livello nazionale, regionale e globale. Ora dobbiamo fare in modo che gli impegni storici assunti alla WHA79 siano accompagnati dall'urgenza che richiedono. Il mondo non può raggiungere la copertura sanitaria universale né garantire la sicurezza delle popolazioni senza un numero sufficiente di infermieri, sostenuti e messi in condizione di agire”.
Sulla stessa linea Erica Burton, consulente senior per le politiche dell'ICN e delegata principale alla WHA79, che richiama il valore della partecipazione dei leader infermieristici: “la partecipazione significativa dei leader infermieristici a sedi come la WHA è essenziale per uno sviluppo politico efficace e inclusivo. Sappiamo per esperienza che il contributo degli infermieri ha eco dentro e fuori l'Assemblea e sta già avendo un impatto concreto sull'agenda sanitaria globale nei prossimi anni cruciali”.
Il rapporto rilancia il messaggio che l'ICN porta a Ginevra ogni anno: la presenza alla WHA non è un evento isolato ma parte di un ciclo continuo di advocacy, sviluppo della leadership e impegno globale. Attraverso attività politiche, programmi formativi, iniziative umanitarie e dialogo con governi e partner, l'ICN intende trasformare le occasioni offerte dall'Assemblea in un impulso duraturo, perché gli infermieri, che rappresentano circa 30 milioni di professionisti nel mondo, siano ascoltati nelle discussioni globali e protagonisti dell'attuazione delle politiche sanitarie per tutto l'anno. Con nessuno degli obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla salute in linea per il 2030, conclude il documento, il tempo per tradurre gli impegni in azioni si sta riducendo.
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