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Pronto soccorso al collasso nel Salernitano, NurSind: ''Ricoveri senza personale, cure a rischio''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 16/10/2026

CampaniaNurSind dal territorio

 

Sovraffollamento, organici insufficienti e trasferimenti con documentazione clinica incompleta. Il NurSind Salerno chiede un confronto urgente con l'Asl: «Liberare le barelle non significa garantire assistenza».


di Giuseppe Provinzano

"Svuotare i Pronto soccorso non può significare trasferire l'emergenza nei reparti di degenza. È questo il nodo di una questione che investe gli ospedali della provincia di Salerno, dove la pressione sugli accessi e le difficoltà organizzative rischiano di trasformare la necessità di liberare posti in un ulteriore aggravio per gli operatori sanitari.

A sollevare il problema è il NurSind Salerno, che richiama l'attenzione dell'Asl su una questione fondamentale: ogni paziente ricoverato deve poter contare su personale sufficiente, continuità assistenziale e condizioni di sicurezza. Una garanzia che non può essere subordinata alla necessità di ridurre il sovraffollamento delle aree di emergenza".


Pronto soccorso sotto pressione, il NurSind chiede risposte all'Asl Salerno

SALERNO, 16/10/2026 - La gestione del sovraffollamento nei Pronto soccorso degli ospedali salernitani torna al centro del confronto sindacale. Il NurSind provinciale ha formalmente richiesto un incontro urgente con i vertici dell'Asl Salerno, denunciando il rischio che le misure adottate per alleggerire le aree di emergenza possano determinare nuove criticità nei reparti di destinazione.

Il problema, secondo l'organizzazione sindacale, non riguarda soltanto la disponibilità dei posti letto, ma soprattutto la capacità delle strutture di assicurare un'assistenza adeguata ai pazienti trasferiti.

Aumentare i ricoveri senza un corrispondente adeguamento degli organici significa accrescere il carico assistenziale e mettere sotto pressione reparti già alle prese con carenze di personale.

Una situazione che richiede interventi strutturali, non semplici soluzioni organizzative dettate dall'urgenza.

Tomasco: «La sicurezza delle cure non può dipendere dai sacrifici degli infermieri»

A intervenire con fermezza è Biagio Tomasco, segretario generale del NurSind Salerno, che contesta l'idea di affrontare il sovraffollamento attraverso il trasferimento dei pazienti senza una preventiva verifica delle condizioni assistenziali.

«Non si può risolvere l'emergenza semplicemente aggiungendo pazienti in reparti già in difficoltà. Ogni ricovero richiede personale, spazi adeguati e assistenza continua. La sicurezza delle cure non può essere affidata ai sacrifici degli operatori sanitari».

Il richiamo del sindacato pone una questione precisa: un posto letto disponibile non equivale automaticamente a un posto letto assistenzialmente sostenibile.

La presenza di personale infermieristico in numero adeguato, la possibilità di monitorare le condizioni cliniche e la continuità delle cure rappresentano requisiti imprescindibili per garantire ricoveri sicuri.

Trasferimenti e documentazione incompleta: infermieri in difficoltà

Tra le criticità segnalate dal NurSind figura anche la gestione dei trasferimenti dal Pronto soccorso ai reparti.

Secondo quanto riferito dall'organizzazione sindacale, in alcune circostanze i pazienti arriverebbero nelle unità operative senza un quadro documentale completo o senza indicazioni terapeutiche adeguatamente definite.

Una condizione che rischia di complicare la presa in carico infermieristica, soprattutto durante i turni notturni e nei giorni festivi, quando le risorse professionali disponibili possono essere ulteriormente ridotte.

Sul punto interviene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del NurSind Salerno.

«Gli infermieri non possono essere costretti a rincorrere prescrizioni mancanti o a ricostruire informazioni cliniche essenziali mentre assistono gli altri degenti. Servono procedure chiare, responsabilità definite e un riferimento medico sempre individuabile».

La questione investe direttamente la sicurezza del percorso assistenziale. Un trasferimento ospedaliero non può esaurirsi nello spostamento fisico del paziente: deve prevedere un passaggio strutturato delle informazioni cliniche, indicazioni terapeutiche definite e responsabilità professionali chiaramente individuate.

L'assenza di questi elementi può generare ritardi, discontinuità assistenziali e ulteriori rischi per i pazienti.

Barelle e osservazione breve: il problema della dignità dei pazienti

Il NurSind richiama inoltre l'attenzione sulla necessità di verificare la reale operatività delle postazioni di osservazione breve e sulle prolungate permanenze dei pazienti sulle barelle.

Si tratta di due aspetti strettamente collegati alla capacità degli ospedali di gestire il flusso dei ricoveri senza compromettere la qualità dell'assistenza.

La permanenza prolungata in Pronto soccorso non rappresenta soltanto un problema logistico, ma può incidere sulla sicurezza, sul comfort e sulla dignità delle persone assistite.

A ribadirlo è Giovanni Aspromonte, coordinatore provinciale del NurSind per l'Asl Salerno, che sollecita una ricognizione concreta delle risorse disponibili.

«Vogliamo dati certi sul personale realmente presente, interventi concreti sulle carenze e garanzie per ogni trasferimento. Non basta aumentare i posti disponibili sulla carta: bisogna assicurare che ogni paziente possa ricevere l'assistenza necessaria».

Per il sindacato, dunque, occorre superare una gestione basata esclusivamente sui numeri dei posti letto e verificare l'effettiva capacità assistenziale delle singole unità operative.

NurSind: dieci giorni per convocare il confronto

La richiesta avanzata all'Asl Salerno è accompagnata da una scadenza precisa.

Il NurSind chiede la convocazione di un tavolo di confronto entro dieci giorni, con il coinvolgimento delle direzioni aziendali e delle rappresentanze dei lavoratori.

L'obiettivo è analizzare le dotazioni di personale effettivamente disponibili, verificare le procedure di trasferimento, affrontare le criticità organizzative e individuare interventi correttivi con tempi di attuazione definiti.

L'organizzazione sindacale avverte inoltre che, qualora non arrivassero risposte concrete, si riserva di intraprendere ulteriori iniziative a tutela degli operatori sanitari e dei cittadini.

La questione sollevata dal NurSind supera il solo problema del sovraffollamento: riguarda il modello stesso di gestione dell'emergenza ospedaliera.

Perché liberare una barella può ridurre temporaneamente la pressione sul Pronto soccorso, ma non risolve il problema se il paziente viene trasferito in un reparto che non dispone delle risorse necessarie per assisterlo.

Ed è proprio su questo equilibrio, tra esigenze organizzative e sicurezza delle cure, che il sindacato chiede all'Asl Salerno di assumere decisioni concrete.