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NurSind Pisa: ''Corsi antiaggressione utili, ma senza sicurezza strutturale non bastano''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 18/10/2026

NurSind dal territorioToscana

Dal 29 ottobre formazione per sanitari e forze dell'ordine. Il sindacato denuncia l'esclusione dal confronto istituzionale e chiede strutture adeguate ai pazienti più complessi.


di Giuseppe Provinzano

"La formazione può aiutare a prevenire un'aggressione, ma non può trasformarsi nell'unica risposta alle carenze organizzative dei reparti. È questo il messaggio del NurSind Pisa, che interviene sull'iniziativa promossa dalla Prefettura per rafforzare la sicurezza negli ambienti sanitari. Dopo settimane di denunce sulle criticità dello SPDC del Santa Chiara, il sindacato accoglie favorevolmente i corsi sulla gestione delle situazioni critiche, ma avverte: senza strutture adeguate, strumenti di protezione e percorsi assistenziali appropriati, il rischio continua a ricadere sugli operatori".


Formazione contro le aggressioni, il NurSind chiede interventi oltre le aule

PISA, 18/10/2026 – La sicurezza degli operatori sanitari torna al centro dell'attenzione istituzionale a Pisa. Giovedì 29 ottobre prenderà il via, presso il Palazzo del Governo, un ciclo di tre incontri formativi dedicati alla prevenzione e alla gestione delle situazioni di aggressività nei contesti assistenziali.

L'iniziativa, promossa dal prefetto Maria Luisa D'Alessandro, coinvolgerà gli operatori dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura dell'ospedale Santa Chiara e le forze dell'ordine, con l'obiettivo di migliorare la collaborazione nella gestione delle emergenze.

Il percorso, articolato in tre giornate non consecutive, rientra nelle attività previste dal protocollo sottoscritto nel marzo 2024 tra Prefettura, Azienda USL Toscana Nord Ovest e Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

Al centro della formazione ci saranno il riconoscimento precoce dei segnali di escalation, le tecniche di de-escalation, il coordinamento operativo tra personale sanitario e forze di polizia e le procedure da attivare nelle situazioni di emergenza, compreso il ricorso al numero unico 112.

Durante il confronto istituzionale sarebbe stato inoltre esaminato lo stato delle misure di prevenzione già adottate, con particolare riferimento alla vigilanza, ai dispositivi di allarme e ai sistemi di videosorveglianza.

Un'iniziativa che il NurSind Pisa considera utile, ma che, secondo il sindacato, non affronta da sola le criticità strutturali emerse negli ultimi mesi.

NurSind: «La formazione non può sostituire la sicurezza»

La segreteria territoriale del NurSind Pisa riconosce l'importanza di fornire agli operatori strumenti per affrontare situazioni di tensione e prevenire comportamenti aggressivi.

Tuttavia, il sindacato invita a non confondere l'acquisizione di competenze con la risoluzione dei problemi organizzativi che rendono particolarmente complessa la gestione di alcuni pazienti.

«I corsi di de-escalation possono essere utili, ma servono a poco se il personale deve gestire situazioni di estrema pericolosità in reparti privi delle necessarie condizioni di sicurezza».

Il principio sostenuto dal NurSind è chiaro: nessuna tecnica di comunicazione o gestione del conflitto può compensare completamente l'assenza di condizioni organizzative e strutturali adeguate.

La formazione rappresenta uno strumento di prevenzione, ma non può diventare il mezzo attraverso il quale trasferire sui singoli professionisti la responsabilità di affrontare situazioni che richiedono differenti livelli di protezione.

Il problema dei ricoveri inappropriati nei reparti psichiatrici

Per il NurSind, uno dei nodi principali riguarda l'appropriatezza della collocazione assistenziale dei pazienti con comportamenti particolarmente complessi e potenzialmente pericolosi.

La questione non è negare il diritto alle cure, ma garantire che ogni persona venga assistita in un ambiente capace di rispondere alle sue specifiche necessità cliniche, terapeutiche e di sicurezza.

Un reparto psichiatrico ospedaliero non può essere chiamato a gestire indiscriminatamente qualsiasi livello di rischio senza disporre delle risorse e delle misure di protezione necessarie.

Secondo il sindacato, quando le condizioni di un paziente richiedono livelli di sicurezza incompatibili con le caratteristiche dello SPDC, occorre individuare percorsi assistenziali e strutture adeguate.

Il problema riguarda contemporaneamente la sicurezza dei professionisti, quella degli altri degenti e la qualità delle cure erogate.

Per questo il NurSind continua a chiedere strumenti individuali di allarme, formazione specifica per il loro utilizzo, procedure operative efficaci e modalità di intervento tempestive in caso di aggressione.

Sindacati esclusi dal confronto: la contestazione del NurSind

Accanto alle osservazioni sulle misure di sicurezza, il NurSind Pisa solleva una questione di metodo, contestando il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nelle riunioni istituzionali dedicate alla prevenzione delle aggressioni.

Una scelta che il sindacato ritiene non corretta, soprattutto considerando il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori nella raccolta delle segnalazioni e nell'individuazione delle criticità operative.

Il confronto sulla sicurezza, secondo questa impostazione, dovrebbe coinvolgere anche chi rappresenta quotidianamente gli operatori esposti ai rischi.

Escludere le organizzazioni sindacali significa rinunciare a un contributo che può aiutare a individuare problemi concreti e soluzioni applicabili nella realtà dei reparti.

Santa Chiara, mesi di denunce sulla sicurezza dello SPDC

L'iniziativa della Prefettura arriva dopo settimane particolarmente difficili per il reparto di Psichiatria dell'ospedale Santa Chiara.

Infermieristicamente.it ha seguito ripetutamente le denunce del NurSind Pisa, raccontando le preoccupazioni degli operatori per aggressioni, minacce e difficoltà nella gestione di pazienti ad elevata complessità.

Nel nostro precedente approfondimento “Pisa, paura in Psichiatria. NurSind: infermieri esposti a pazienti pericolosi” avevamo riportato le prime segnalazioni sindacali sulle condizioni di sicurezza del reparto.

Successivamente, con “SPDC Pisa, il NurSind alza la voce: minacce anche alle famiglie degli operatori”, erano emerse ulteriori criticità, accompagnate da richieste di interventi urgenti.

La vicenda ha assunto una dimensione ancora più preoccupante con sette infermieri e quattro OSS che, secondo quanto denunciato dal sindacato, avrebbero manifestato la volontà di lasciare il reparto, attraverso richieste di trasferimento.

Da ultimo, il 10 ottobre, sarebbero stati necessari tre interventi delle forze dell'ordine nella stessa giornata per gestire nuove situazioni critiche.

In quell'occasione, Daniele Carbocci, segretario territoriale NurSind Pisa, aveva denunciato il permanere di condizioni di insicurezza, richiamando la necessità di passare dalle dichiarazioni agli interventi concreti.

«Il tempo delle dichiarazioni e della solidarietà a parole da parte della Direzione aziendale e dei responsabili della sicurezza è finito. Pretendiamo misure urgenti prima che si ripetano drammi come quello della dottoressa Capovani».

Un riferimento alla tragedia della psichiatra Barbara Capovani, uccisa nell'aprile 2023 dopo essere stata aggredita all'esterno dell'ospedale da un ex paziente, che continua a rappresentare un doloroso richiamo all'importanza della prevenzione.

La sicurezza non si insegna soltanto: si costruisce

La posizione del NurSind Pisa non è contraria alla formazione. Al contrario, il sindacato ne riconosce il valore nell'ambito di un sistema integrato di prevenzione.

Il punto è evitare che un intervento formativo, per quanto utile, venga considerato sufficiente a risolvere problemi che richiedono investimenti, riorganizzazione dei percorsi assistenziali, adeguamento delle strutture e strumenti di protezione.

La gestione delle aggressioni non può dipendere esclusivamente dalla capacità del singolo infermiere, medico o operatore sociosanitario di riconoscere un comportamento a rischio e tentare di contenerlo.

La prevenzione deve iniziare prima che si verifichi l'emergenza, attraverso un'appropriata valutazione del rischio, una corretta destinazione assistenziale dei pazienti e condizioni di lavoro che consentano di intervenire senza esporre inutilmente il personale.

Il messaggio del NurSind è dunque rivolto alle istituzioni e alle aziende sanitarie: i corsi rappresentano un passo positivo, ma devono accompagnarsi a decisioni strutturali e organizzative verificabili.

Perché la sicurezza degli operatori sanitari non può essere affidata soltanto alla loro preparazione individuale. Deve essere garantita da un sistema capace di prevenire i rischi, proteggere chi lavora e assicurare cure appropriate a ogni paziente.