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Le mascherine CE2163 sono a norma. La Universal certification smentisce i media

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 13/03/2021

AttualitàCoronavirusCronache sanitarie

La Universal Certification conferma che la certificazione 2163 face mask è conforme a CE e respinge con forza le affermazioni infondate di non conformità della maschera pubblicate su alcuni giornali e rilanciate da vari media italiani.

Nel comunicato stampa si legge - Tutti i certificati 2163 vengono emessi rispettando rigorosamente il Regolamento (EU) 2016/425 per i DPI (dispositivi di protezione individuale) e tutti i campioni devono superare i test secondo lo standard EN 149. Tutte le fabbriche sono soggette ad audit in loco e il tempo medio di certificazione di Universal Certification varia da due a 3 mesi, che è di fatto meno rapido rispetto ad altri Enti Certificatori. I certificati di Universal Certification possono essere verificati scansionando il QR-Code annesso mentre è sconsigliabile utilizzare metodi informali, come i social media".

Stando a quanto riferiscono i vertici della Universal - le notizie riportate nei giornali e riprese dai media fanno riferimento a test non meglio specificati che sembrano essere stati promossi da un’azienda commerciale, e in ordine a quali non sono note le modalità di esecuzione e le procedure seguite, che la Universal Certification ha richiesto di conoscere, ma che non sono state rese disponibili. Le verifiche sulle mascherine citate come fonte in queste notizie non possono pertanto essere considerate valide rispetto alle procedure standard di valutazione della conformità”.

"Tale procedura non ufficiale e non imparziale ha portato ad affermazioni generiche sulla qualità di uno specifico marchio CE, il 2163, che certifica mascherine prodotte non solo in Cina, ma anche in Turchia, Italia, Germania e altri Paesi UE, le cui asserzioni prive di fondamento possono mettere a rischio la disponibilità di DPI in Italia e in tutta l’Unione Europea in un momento di grande necessità. Nello specifico della Cina, va anche sottolineato che esistono numerosi Enti Certificatori i quali emettono certificati CE per mascherine prodotte nel Paese. La Cina può contare su 87 laboratori accreditati 87 ISO/IEC 17025, che eseguono test EN 149 con attrezzature affidabili e con un’esperienza di lunga data. La maggioranza degli Enti Certificatori che emettono certificati per produttori cinesi esegue i test in Cina, in questi laboratori ISO 17025".

Concludono: “Abbiamo già contattato ufficialmente l’azienda che ha promosso le valutazioni per richiederne contenuti e verificarne le basi legali che, allo stato, non ci ha fornito alcuna. Siamo inoltre disponibili a fornire ai media tutte le informazioni rilevanti. Noi di Universal Certification continueremo a rimanere in prima linea in questa difficile fase della pandemia, assolvendo alle nostre responsabilità nell’ambito del sistema europeo di sicurezza dei prodotti in totale conformità con tutte le norme e i regolamenti applicabili”.