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G.O.M. Reggio Calabria, NurSind: “Commissario sordo, democrazia sospesa”

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 30/08/2025

CalabriaNurSind dal territorio

Il sindacato degli infermieri accusa il Commissario del Grande Ospedale Metropolitano di ignorare la legge, rifiutare ogni confronto con i lavoratori e gestire l’ospedale in maniera opaca e arbitraria.

La denuncia, inviata al Prefetto di Reggio Calabria, mette in luce irregolarità nei concorsi, violazioni contrattuali e incarichi affidati senza trasparenza. “Sono a rischio i diritti dei dipendenti e la salute dei cittadini”, avverte il NurSind.

 

Reggio Calabria, 30 agosto 2025 – Una denuncia dura e senza precedenti: secondo il NurSind, al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria la democrazia è stata di fatto sospesa.
Il sindacato degli infermieri parla di un “silenzio assordante” da parte del Commissario, accusato di aver ignorato ogni richiesta di confronto e di aver agito reiteratamente al di fuori della legge.

Il NurSind evidenzia come, dopo mesi di tentativi di dialogo andati a vuoto, sia stato costretto a rivolgersi direttamente al Prefetto di Reggio Calabria, al quale è stata trasmessa una dettagliata documentazione che mette nero su bianco anomalie e gravi irregolarità.

Secondo il NurSind, il Commissario avrebbe sistematicamente evitato ogni forma di dialogo con i rappresentanti dei lavoratori, ignorando le numerose segnalazioni inviate. Viene denunciata inoltre una gestione opaca e arbitraria, con incarichi affidati a persone prive di competenze specifiche, nomine dirigenziali contestate – come quella relativa al responsabile della sicurezza – e la permanenza di posizioni direttoriali non legittimate.

Il NurSind accusa anche gravi violazioni contrattuali: fondi previdenziali obbligatori non applicati correttamente, risorse umane gestite in modo poco trasparente, dipendenti penalizzati da decisioni unilaterali e prive di fondamento normativo. Ma il capitolo più pesante riguarda i concorsi e le procedure di reclutamento: il sindacato denuncia assunzioni effettuate tramite mobilità senza alcuna pubblicazione sul portale nazionale InPA, un metodo definito “a chiamata diretta” che avrebbe escluso molti professionisti calabresi desiderosi di rientrare nella loro terra. A ciò si aggiungono sospetti favoritismi che evocano la recente “parentopoli” del G.O.M.

“Abbiamo cercato in tutti i modi un dialogo costruttivo, ma il nostro Commissario non solo ci ha chiuso la porta in faccia, ma ha agito con una spregiudicatezza che non possiamo più tollerare”, dichiara il Segretario Territoriale NurSind Reggio Calabria, Vincenzo Marrari. “Non possiamo accettare che la democrazia e lo stato di diritto vengano sospesi in un’istituzione così cruciale per la salute dei cittadini. Per questo abbiamo chiesto al Prefetto di intervenire: in gioco non c’è solo il diritto dei lavoratori, ma anche quello alla salute di un’intera comunità”.

Il NurSind sottolinea che le denunce sono documentate e pronte a essere dimostrate anche in un confronto pubblico. E annuncia che, qualora non si dovesse trovare una soluzione immediata con l’intervento del Prefetto, non resterà altra strada che rivolgersi alla Magistratura ordinaria.

“La nostra battaglia per la legalità e la trasparenza al G.O.M. – conclude Marrari – è appena iniziata”.